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Trento

Trento, vandalismi al Campel. Cia (AGIRE): «L’unico rimedio è la ristrutturazione e riapertura del rifugio a presidio del territorio e a servizio della comunità»

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«L’unico intervento in grado di garantire un controllo ed un presidio per tutto l’anno contro vandalismi e spiacevoli avvenimenti è la ristrutturazione – seguita naturalmente dalla riapertura – del Rifugio Campel: ciò consentirebbe non solo alla Comunità di Villamontagna di riappropriarsi di un luogo simbolo della zona (che negli anni, con i ricavi dall’affitto dello stesso, peraltro esigui, ha permesso la ristrutturazione della casa parrocchiale e della scuola materna) ma anche alla comunità trentina – e non solo – di poter tornare a godere di una cucina semplice, tipica e genuina in grado di tenere lontani vandali e malintenzionati».

È questa la proposta del consigliere provinciale Claudio Cia per il Rifugio Campel di Villamontagna che nelle scorse settimane è stato protagonista di frequenti atti di vandalismo da parte di ignoti. 

Da ultimo, pare che i focolari presenti sulla piana del rifugio siano stati distrutti e che, purtroppo, non saranno sostituiti.

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La storia del rifugio, costruito nei primi anni ’70 dal Gruppo Alpini di Villamontagna su un terreno ad uso civico (e quindi di proprietà della Comunità di Villamontagna), e le sue enormi potenzialità (vanificate negli ultimi 7 anni, in attesa di una ristrutturazione sollecitata da più parti: dal Gruppo Alpini, dalla locale ASUC e dal sottoscritto con un ordine del giorno dello scorso anno in assestamento di bilancio) sono note a tutti.

Nell’ultimo periodo sono state molte le proposte emerse per dare una risposta ai problemi di vandalismo nella zona: dal posizionamento di telecamere, alla chiusura al traffico di una strada di demanio pubblico.

«È tuttavia evidente a tutti, tranne forse alla maggioranza di centrosinistra, che ancora “governa” la città (e che negli anni si è dimostrata refrattaria e negligente nei confronti delle esigenze di chi ha a cuore i beni ad uso civico)  è appunto una profonda ristrutturazione a cui deve seguire un’immediata riapertura.»Conclude Claudio Cia.

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