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Trento

Strutture sociosanitarie residenziali e semiresidenziali: disposizioni sui requisiti per l’autorizzazione e l’accreditamento

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Come è già successo nella “fase 1” della pandemia Covid-19, anche durante la “fase 2” l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo dell’infezione nelle strutture sociosanitarie residenziali sta comportando, inevitabilmente, un impatto sull’organizzazione delle attività assistenziali, della gestione degli spazi e dei percorsi e sulle dinamiche socio-relazionali e comunitarie.

Le necessarie misure intraprese impediscono la piena conformità ai requisiti minimi per l’autorizzazione all’esercizio e ai requisiti ulteriori di qualità richiesti per l’accreditamento delle strutture.

Una delibera approvata dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore alla salute Stefania Segnana, fermo restando la necessità di aderire ai protocolli specifici di sicurezza, autorizza tutte le strutture sociosanitarie residenziali e semiresidenziali, in particolare quelle rivolte alle persone anziane, con disabilità e con patologie terminali, a poter derogare al possesso dei requisiti e dei criteri strutturali, tecnologici e organizzativi, purché essi non rientrino tra quelli “essenziali”.

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Con la decisione assunta viene anche prorogata, fino al 31 gennaio 2021, la validità dei provvedimenti di accreditamento istituzionale delle strutture accreditate, mentre vengono sospesi, fino alla stessa data, i procedimenti di autorizzazione all’esercizio, quelli di accreditamento istituzionale e quelli di rinnovo.

Le procedure – e le verifiche del possesso dei requisiti richiesti – saranno riavviate una volta rientrata l’emergenza epidemiologica.

Sono molti i requisiti che la Commissione provinciale tecnica per l’accreditamento ha valutato essere “essenziali” e pertanto inderogabili, anche nel contesto emergenziale e che le strutture sono comunque tenute a presidiare.

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Tra questi, i requisiti generali organizzativi, strutturali e tecnologici, le attività clinico-assistenziali che devono essere coerenti con le linee della programmazione sanitaria provinciale, come anche le modalità di funzionamento, la dotazione organica e i livelli di prestazione del personale, a garanzia di un’assistenza di qualità, in funzione dei bisogni dei pazienti.

Anche le responsabilità clinico-assistenziali devono essere definite e formalizzate con incarichi nominativi; nel documento vi sono poi considerate le prestazioni e i servizi, la sicurezza delle cure e la garanzia di un approccio alla pratica clinica e assistenziale, che deve essere orientato all’appropriatezza organizzativa e professionale: gli ospiti delle strutture necessitano di essere curati nelle modalità più adeguate, attivando eventualmente competenze specialistiche.

Un impegno comune a tutte le strutture sanitarie, e che dunque riguarda anche quelle residenziali e semiresidenziali, è il rendere i luoghi di assistenza e i programmi diagnostici e terapeutici quanto più possibile orientati alla persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica.

La Provincia è autorizzata, per le strutture nelle quali è stata accertata o sospettata la presenza di ospiti od operatori affetti da Covid-19 e, in definitiva, per tutte quelle dove è necessario attuare misure di prevenzione, a concedere deroghe fino al termine massimo di sei mesi a decorrere dalla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, proprio per prevenire e ridurre il rischio di contagio nelle residenze per anziani e nelle altre strutture socio-sanitarie residenziali e, al contempo garantire la necessaria continuità assistenziale.

A questo scopo, sono stati già emanato due protocolli specifici per le strutture sociosanitarie: le “Linee di Indirizzo per l’erogazione in sicurezza dei servizi socio-assistenziali e sociosanitari in ambito domiciliare, semi-residenziale e residenziale nella “fase 2” della pandemia Covid-19” e le “Linee Guida per le Residenze Sanitarie Assistenziali – Indicazioni per l’erogazione in sicurezza delle attività nelle strutture residenziali socio-sanitarie nella “fase 2” della pandemia Covid-19”.

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