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Rovereto e Vallagarina

Rovereto piange la scomparsa dell’ex sindaco Pino Chiocchetti. Aveva 74 anni

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Pino Chiocchetti, ex sindaco ed ex presidente dell’Ordine degli avvocati, è stato stroncato nella notte da un infarto. Uomo di grande cultura (esperto di storia e di storia dell’arte) è stato anche membro del consiglio del Museo Storico della Guerra.

Ha iniziato la carriera da avvocato nel 1978. La forte passione e la competenza nell’ambito l’hanno portato a essere presidente dell’Ordine degli avvocati tra il 1992 e il 1993, e membro del consiglio dell’Ordine. Quest’ultima carica è ricoperta ora dal figlio Volfango.

Chiocchetti ha inoltre sempre nutrito una passione per la politica (era fortemente autonomista) e per le montagne e valli trentine. Era solito frequentare il paese di Vallarsa, per lui autentico luogo di relax tra i monti Lagarini e il Leno.

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Chiocchetti è sempre stato molto apprezzato dalla comunità roveretana. Era da tutti considerato un uomo colto, generoso, autorevole e gioviale. Nel 1995 decise di candidarsi a sindaco della città.

Le elezioni politiche furono quell’anno molto sentite, con parecchie persone che assistevano ad ogni dibattito. Chiocchetti (del Patt) era arrivato al ballottaggio con Luciano Azzolini (centrosinistra).

Il dibattito finale si era svolto nell’aula magna del Liceo Rosmini, al tempo in cui era situato in Corso Bettini dove ora sorge il Palazzo dell’istruzione. Davanti a una grande folla di cittadini, Chiocchetti ebbe la meglio e riuscì a farsi eleggere sindaco.

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La sua carica durò però solo sei mesi. La legge affermava che per essere sindaco bisognava avere la maggioranza consiliare, cosa che Chiocchetti non aveva raggiunto.

Dopo aver raccolto la carica di sindaco fu quindi costretto dopo solo sei mesi a cederla a Bruno Ballardini. Chiocchetti aveva provato a ricandidarsi, ma perse al ballottaggio.

Chiocchetti è ricordato anche per aver “comprato” Piazza Suffragio dalla famiglia Ferrari. La piazza venne data in prestito nel 1894 dalla Famiglia Ferrari al comune di Rovereto, che poteva transitare con pedoni, veicoli e animali.

Il comune di Rovereto non si avvalse poi, come previsto dal contratto, della facoltà di riscatto, ma attraverso l’usucapione rivendicava la piazza come propria.

Chiocchetti iniziò a compilare le pratiche per l’esproprio ma la famiglia Ferrari ricorse al Tar e per evitare di arrivare alla causa di fronte ai giudici amministrativi, l’accordo per la “vendita” della piazza si chiuse a 80 milioni di lire.

Lascia la moglie Luisa e i figli Volfango e Sebastiano. Il funerale sarà celebrato sabato 27 giugno alle ore 11.00 presso il cimitero san Marco

 

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