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Val di Non – Sole – Paganella

Sfruttamento val di Non, Bastiani (Fai cisl Trentino): «Vietato abbassare la guardia contro le irregolarità»

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«Innanzi tutto vogliamo complimentarci con i Carabinieri della Compagnia di Cles per la brillante operazione. Come denunciamo da tempo, anche nella nostra provincia è assolutamente vietato abbassare la guardia sul versante del contrasto alle irregolarità» – esordisce così la nota del segretario della Fai Cisl Fulvio Bastiani (foto) l’indomani dell’operazione eseguita dai militari che ha scoperto un grave caso di sfruttamento sul lavoro in val di Non. (qui articolo)

La Fai Cisl del Trentino, la federazione maggiormente attiva fra le sigle sindacali trentine in difesa dei lavoratori, ha già denunciato nel recente passato casi analoghi e pur riconoscendo che la stragrande maggioranza dei datori di lavoro si comporta correttamente non ha timore ad affermare che i casi purtroppo ci sono e che le situazioni di sfruttamento che periodicamente vengono alla luce, sono talmente intollerabili che tutti gli attori del comparto si devono impegnare ad estirpare alla radice qualsiasi forma di sfruttamento, lavoro irregolare o sottopagato.

Secondo Bastiani è altrettanto odioso è il fenomeno degli alloggi fatiscenti che lede la dignità delle persone. «In alcune occasioni si è accertato che gli alloggi controllati dalle autorità competenti e indicati dalle aziende agricole per ottenere l’idoneità ad alloggiare lavoratori addetti alle grandi campagne di raccolta, non corrispondono a quelli poi messi effettivamente a disposizione dei raccoglitori ( e questo potrebbe essere un tipico caso )».

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Il segretario della Fai Cisl ricorda che esiste il numero verde anti caporalato è sempre attivo ( 800 199 100 ) e che il sindacato è presente nelle sedi come sempre disponibili a raccogliere qualsiasi tipo di segnalazione di lavoro irregolare nel settore agricolo.

«Non è più rinviabile l’adozione di tutti gli strumenti già individuati e condivisi nel protocollo provinciale al fine di tutelare i tanti lavoratori coinvolti e per non danneggiare tutte le aziende agricole oneste rispettose delle regole che subiscono una concorrenza sleale.  Solo la certezza del rispetto delle regole e l’applicazione dei livelli retributivi previsti dai contratti collettivi convincerà in misura ancora maggiore di come sta già succedendo, anche i lavoratori italiani a rendersi disponibili al lavoro in agricoltura» – conclude il Segretario Generale Fai Cisl Trentino Fulvio Bastiani

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