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Arte e Cultura

«SiciliAntica chiama Mart»: a Rovereto un Caravaggio virtuale

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Dopo il no del Caravaggio al Mart, arriva l’appello dell’associazione «SiciliAntica» che ipotizza una collaborazione a distanza per valorizzare il dipinto pur senza spostarlo da Siracusa.

Il professore Sgarbi ha deciso di rinunciare alla possibilità di prestito del Seppellimento di Santa Lucia che quindi rimarrà nella sua città, come richiesto da molti.

«SiciliAntica chiama Mart» – scrivono Simona Modeo e Luana Aliano (nelle foto) – è il motto con cui ci rivolgiamo ancora una volta a tutti gli attori interessati, nella speranza che si possa dar vita ad un nuovo tavolo di discussione, a garanzia dell’opera del Merisi.

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Nei comunicati precedenti l’associazione aveva espresso la propria posizione nei confronti della mostra organizzata dal Mart, in cui pur accogliendo con entusiasmo il percorso espositivo, si interrogava sulla possibilità dell’utilizzo dell’archeomatica.

«Alla luce dei nuovi avvenimenti e soprattutto a seguito del grande scalpore suscitato dagli scontri di opinione cha hanno attraversato l’intero paese, – si legge nella nota di SiciliAntica – sembra impossibile far calare silenziosamente il sipario. La presa di coscienza collettiva sull’importanza dell’opera e soprattutto sulla necessità di interventi volti alla miglioria del suo stato conservativo, oggi, forse, si offrono come occasione da non perdere per il mondo della cultura. La nostra proposta è quella di riconsiderare un’alternativa nell’iter espositivo, attraverso la fruizione virtuale, in cui un Caravaggio “dal vivo” potrebbe aiutare un Caravaggio “digitale” Un’operazione immaginata per garantire i necessari interventi di restauro della tela siracusana. Dalla dichiarazioni di Sgarbi, un altro Caravaggio, presumibilmente la napoletana “Flagellazione di Cristo”, dovrebbe prendere il posto della tela siracusana».

E ancora: « Tuttavia, assicurare comunque la presenza del “Seppellimento di Santa Lucia” al Mart attraverso l’utilizzo dei sistemi informatici rappresenterebbe una bella lezione di nuove alleanze culturali fra due poli quali Rovereto e Siracusa, già uniti dalla figura di Paolo Orsi, e soprattutto potrebbe sostenere l’iniziativa di un crowdfunding lanciato dalla comunità aretusea. In fin dei conti data l’alta attenzione mediatica suscitata dall’organizzazione di questo ambizioso progetto culturale, si potrebbe affermare che le porte della mostra siano già aperte. Quel Foedus amicitiae cantato da Catullo, è oggi forse il miglior patto che si possa siglare fra i siracusani e gli attori del progetto del Mart. Il sogno realizzato di un Mecenate moderno».

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Per “SiciliAntica” questa vicenda, con le sue complicazioni attuali, potrebbe insomma rappresentare l’occasione per una nuova forma di ascolto e collaborazione fra le istituzioni nazionali, gli enti territoriali e le comunità locali. «Confidiamo nella possibilità di un costruttivo dibattito, – concludono Modeo e Aliano –  finalizzato alla riscrittura di nuove strategie di intervento. Comprendiamo quanto possa pesare questo “ostacolo” nell’intero impianto del progetto culturale ma siamo anche certi che potrete condividere con noi il pensiero che questa ipotesi non rappresenti una sconfitta ma una vittoria per l’arte». Insomma, il suggerimento è di esporre al Mart una foto in formato originale della tela in modo da creare un collegamento virtuale con Siracusa».

 

 

 

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