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Arte e Cultura

Villa Lagarina: con «Time Frame» riapre Palazzo Libera

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È stata aperta sabato, e rimarrà visitabile fino a domenica 19 luglio a Palazzo Libera, la mostra “Time Frame. Tra spazio luce e tempo”: personale di Marcello De Angelis, a cura di Leonardo Conti.

L’organizzazione è di Claudio Tovazzi, PoliArt Contemporary di Milano. La possibilità di visitare questo allestimento, inizialmente programmato a marzo e posticipato a causa dell’emergenza Covid-19, segna la riapertura degli spazi espositivi di Palazzo Libera.

Alla mostra si potrà accedere seguendo gli ormai familiari protocolli di sicurezza: mascherina, igienizzazione delle mani e ingressi contingentati per evitare assembramenti. «Sono una ventina le opere esposte – spiega il curatore – tra quelle bianche con riflessi argentati, per accedere agli effetti di una pittura a sfondo infinito, e improvvisamente e inaspettatamente quelle coloratissime, con “stripes” verticali non immemori di Barnett Newman, in cui la tecnica personale dell’artista produce volumi virtuali».

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A causa del coronavirus non si è potuto tenere il consueto momento inaugurale aperto a tutti. Spiega il vicesindaco e assessore alla cultura Marco Vender: «Riapriamo finalmente Palazzo Libera dopo novanta giorni esatti di chiusura forzata: lo facciamo per il momento limitatamente alle sale del piano terra ma offrendo al pubblico questa straordinaria mostra di opere realizzate con la complessa tecnica dello “injection painting”, con cui l’artista veronese inietta il colore acrilico direttamente sulla superficie della tela tramite l’ago di una siringa da iniezione. Nuovo anche l’orario (14-21) che proponiamo fino a settembre per favorire le visite anche nel dopocena».

Resta per il momento ancora chiusa la sezione staccata del Museo Diocesano.

«È la tecnica di De Angelis – prosegue Conti – l’injection painting, a contraddistinguere da diversi anni questa ricerca nel panorama nazionale e internazionale, consentendogli di raggiungere una profonda fusione tra vuoti e pieni, un equilibrio quasi antigravitazionale tra la plasticità delle forme e una profondità spazializzante.

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Il rilievo di colore acrilico, realizzato con una siringa da iniezione (di qui il nome di injection painting), affiora dalle tele apparentemente nude, piatte e monocrome, quasi fossero vuoti muti, interrotti però dalla precisione di questi micro-elementi plastici, che materializzano forme in smisurate profondità di campo.

Con effetti visivi stupefacenti, è proprio la rivelazione di un’inaspettata profondità virtuale delle tele monocrome a restituire le plasticità dell’injection painting in primo piano. Le forme di De Angelis sono regolari, le linee compositive prevalentemente curve e nette, studiate in un compendio di equilibri, simmetrie, asimmetrie e calcolati brillamenti. Ogni particolare è progettato con un programma di modellazione, suddividendo il processo di creazione nelle due fasi di composizione ed esecuzione.

L’accadimento, poi, della lentissima e meticolosa tecnica pittorica, segue delle vere e proprie dime (i progetti stampati su carta), rievocando la tecnica rinascimentale dell’affresco, per il trasferimento delle immagini dai cartoni preparatori all’intonaco. Se nella cosiddetta tecnica “a spolvero”, i cartoni venivano bucherellati affinché la polvere di carbone passasse sull’intonaco fresco, ora De Angelis pratica dei piccoli tagli sulle sue dime, per seguire con la siringa le disposizioni delle linee progettate.

In mostra sono presenti anche alcune opere della recente ricerca denominata mould. In una sorta di procedimento calcografico, l’artista realizza delle vere e proprie “pelli” rugose di colore acrilico, applicate sulle tele a larghe bande verticali, o come vasti e silenti rettangoli (come nel ciclo dei Sigilli presenti a Palazzo Libera). Da un punto di vista spaziale queste campiture rappresentano scansioni ritmiche, primi piani, soglie aperte su vasti scenari e infiniti orizzonti.

Chiudono la mostra i cicli Codex e un’unica piccola opera del ciclo Time Frame, che dà il titolo alla mostra. In questi due recenti cicli, l’artista realizza sequenze di opere di piccola dimensione, in cui integra nel suo processo compositivo particolari codifiche binarie. I Codex sono registrazioni del tempo, in cui l’artista codifica le settimane, i giorni e i colori, che via via utilizza nella realizzazione delle sue opere. Il risultato sono dei grandi polittici dal sapore antichissimo e futuristico insieme, iscrizioni pullulanti e apparentemente indecifrabili, in cui si manifestano e restano gli anni.

Con la stessa codifica binaria, poi, De Angelis realizza i Time Frame, in cui anche i dati personali e i gusti timbrici dei committenti divengono parte delle opere».

ORARIO – venerdì, sabato, domenica, festivi 14-21

 

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