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Trento

Ad alto rischio la nuova ciclabile via Maccani – Campotrentino

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Per l’amministrazione di centro sinistra le piste ciclabili sono un fiore all’occhiello a prescindere che possano essere dei pericoli per pedoni, anziani, bambini, animali e per gli stessi ciclisti.

Un concetto elementare dovrebbe essere quello di non costruire le piste ciclabili laddove non c’è uno spazio sufficiente.

Il trabocchetto peggiore della città, lo sta diventando la nuova ciclabile che collegherà la rotonda di Via Maccani con Campotrentino. Un’opera caldeggiata dalla giunta e orgogliosamente sostenuta dall’assessore Gilmozzi.

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Vedremo se al primo incidente grave, saranno tutti altrettanto pronti ad assumersi la responsabilità.

Un tratto che è già a rischio altissimo è quello che taglia la zona d’accesso al parcheggio del Poli di Via Maccani con le biciclette che arrivano in velocità dal cavalcavia e con le macchine spesso ferme sulla ciclabile, in attesa di immettersi nel traffico oppure intente ad immettersi dentro il parcheggio del Poli con visuale praticamente pari alla zero.

Proseguiamo e non basta aver ristretto la carreggiata di Via Maccani per costruire la ciclabile pur sapendo che si tratta di una via ad alta densità di traffico di mezzi pesanti, ma la si è anche progettata sul lato più pericoloso: quello ad est dove si trova lo stabilimento di Furlani Carni e qualche centinaio di metri dopo, l’area dell’azienda di trasporti Fercam.

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Si ipotizza un traffico minimo giornaliero di mezzi in entrata e uscita di circa un centinaio e la valutazione potrebbe essere per difetto.

Qui non stiamo parlando di attaccare il traffico veicolare a favore della mobilità alternativa, qui stiamo parlando di attività produttive e terziarie che non andranno certo a scomparire a breve.

Non sarebbe stato più logico costruire la ciclabile sul lato opposto dove ci possono essere più intersezioni, ma decisamente con un minor livello di rischio?

In considerazione della tipologia di traffico in transito – tir, bilici e camion – è una scelta opportuna l’aver ristretto la carreggiata per far spazio alla ciclabile?

Quando succederà l’incidente grave, Andreatta e la sua giunta saranno chiamati a rispondere di “concorso di colpa”?

Una soluzione potrebbe essere quella di dotare questi passaggi ad alto rischio, di un semaforo che fermi le biciclette in transito fino a quando i mezzi pesanti abbiano superato la ciclabile.

(c.c.)

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