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Un virus letale fa strage di conigli in Nord America

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Migliaia di conigli selvatici e domestici in tutto il sud-ovest degli Stati Uniti sono morti a causa un’infezione virale.

Il Dipartimento della pesca e della fauna selvatica della California ha recentemente riportato nuovi casi da Palm Springs, rendendo quindi la California il sesto stato colpito dal virus della malattia emorragica virale di tipo 2.

Identificato per la prima volta nei conigli americani selvatici a marzo, questo virus uccide questi animali ed i loro parenti stretti come le lepri e il pika che vive sulle montagne.

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A volte, dopo il decesso, è possibile trovare su questi roditori dei segni di sangue vicino a naso e bocca.

Questo virus non può infettare l’uomo. Tuttavia, gli esperti temono che le specie minacciate siano a rischio e che una malattia che colpisce soprattutto le popolazioni di conigli selvatici potrebbe avere effetti gravissimi sulla catena alimentare.

A metà maggio, il virus aveva colpito i conigli selvatici presenti nel New Mexico e poi in Texas, Arizona, Colorado, Nevada e California.

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Alcuni casi di questa malattia erano stati riscontrati nei conigli domestici negli Stati Uniti ancora nel 2018, ma ora che il virus è in natura, si sta diffondendo in maniera incontrollata.

Robusto e altamente contagioso, secondo il National Wildlife Health Center, questo virus può sopravvivere a temperature gelide e per quasi quattro mesi in zone asciutte.

Sembrerebbe diffondersi tra i conigli non solo attraverso il contatto con un coniglio malato, ma anche attraverso il contatto con la loro pelle, la carne o persino gli insetti con cui hanno contatti.

Non è attualmente chiaro come il virus abbia raggiunto i conigli selvatici del Nord America, ma un veterinario dello stato del New Mexico ha dichiarato al New York Times che una possibile causa è stata l’importazione di conigli domestici dall’Europa.

Nel 2010, infatti, il virus è stato identificato in Francia e da allora si è diffuso in Europa e in seguito è apparso in Australia.

Il ceppo originale del virus, tipo 1, è stato identificato per la prima volta in Cina nel 1984. Probabilmente, alcuni soggetti infetti hanno inconsapevolmente raggiunto gli States e da lì poi gli esemplari presenti in natura.

Oltre ai numerosi conigli selvatici, 470 conigli domestici solo nel New Mexico sono morti a causa di questo virus e oltre 600 sono stati sottoposti ad eutanasia in siti che allevano conigli come animali domestici o per il macello. 

I veterinari europei hanno prontamente offerto agli USA un vaccino contro questa malattia, ma poiché il virus era raro negli Stati Uniti, il vaccino non è ancora ampiamente disponibile.

Gli stati che hanno visto morti di conigli legate alla malattia emorragica possono coordinarsi con il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti per importare il vaccino, come ha fatto lo stato del New Mexico, al fine di proteggere buona parte dei 6,7 milioni di conigli domestici presenti negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda gli esemplari liberi in natura, il discorso si complica. Al momento, in Portogallo si sta lavorando ad un modo sicuro per somministrare il vaccino ai conigli selvatici, senza sottoporli a stress che potrebbero causare il loro decesso.

Negli USA, invece, si sta lavorando anche per cercare dei possibili soggetti immuni al virus.

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