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Trento

Interventi 2020 -2022: assegnati 4,6 milioni di euro al Parco nazionale dello Stelvio

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Il Parco nazionale dello Stelvio rappresenta per il Trentino un patrimonio naturale unico e al contempo un’opportunità di crescita economica e sociale, in particolare per le popolazioni locali.

E’ questo lo spirito della delibera, approvata dalla giunta provinciale su iniziativa del vicepresidente e assessore all’ambiente Mario Tonina, che assegna investimenti per circa 4,6 milioni di euro all’attuazione del Programma di interventi 2020 – 2022 nella parte trentina della grande area protetta.

L’investimento consentirà di proseguire l’attività di ricerca scientifica, di attuare, grazie all’assunzione di 27 lavoratori stagionali, le opere di conservazione e valorizzazione del territorio (rete sentieri, segnaletica e aree di sosta), l’affidamento di opere quali la ristrutturazione della foresteria di Rabbi e la riqualificazione delle Fonti di Rabbi; avviare la collaborazione con l’ApT delle Valli di Sole, Pejo e Rabbi per campagne di comunicazione e attività a favore dello sviluppo turistico sostenibile, attività riconosciuta a livello internazionale dalla Carta Europea del Turismo Sostenibile.

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L’emergenza Covid-19 ha fatto slittare per quest’anno il servizio bus navetta che aveva incontrato il successo di pubblico negli scorsi anni ed aveva risolto la pressione del traffico veicolare all’interno del Parco.

Il Programma di interventi triennali (2020 – 2022) definisce le strategie e le attività che caratterizzeranno la valorizzazione della porzione trentina del Parco nazionale dello Stelvio.

La delibera, a firma del vicepresidente ed assessore all’ambiente Mario Tonina, assegna le risorse per la realizzazione concreta del programma: 1,98 milioni di euro per il 2020; 1,80 milioni nel 2021; e 1 milione di euro per l’anno 2022.

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Le linee strategiche – Il Piano di Parco della parte trentina dell’area protetta, adottato dalla Giunta provinciale nel 2019, individua le quattro aree tematiche strategiche: ricerca scientifica e monitoraggio; comunicazione, educazione e formazione; sviluppo locale sostenibile; conservazione, manutenzione e valorizzazione del territorio.

Le attività di ricerca scientifica e di monitoraggio delle risorse naturali rappresentano una finalità riconosciuta per l’assetto istitutivo e gestionale del Parco.

Esse costituiscono – spiega il vicepresidente Tonina – le basi essenziali per la conservazione della diversità biologica e culturale del territorio e ambiti dove si esprime l’esigenza di unitarietà dell’area protetta”.

In particolare, la ricerca scientifica si articola in numerosi progetti finalizzati al monitoraggio e allo sviluppo di programmi per la conservazione e gestione della biodiversità.

I costi delle attività di monitoraggio, ricerca applicata e conservazione sono coperti sia dalla Provincia autonoma di Trento che dal Ministero dell’Ambiente, in accordo anche la Regione Lombardia e la Provincia autonoma di Bolzano, gli altri due ambiti su cui si estende il Parco Nazionale.

In tema di comunicazione il Programma triennale continuerà a promuovere l’educazione orientata alla sostenibilità e alla formazione come strumenti indispensabili per rafforzare un legame positivo fra la popolazione e il territorio, per favorire la conoscenza dei valori naturalistici e storico-culturali, per orientare i comportamenti alla sostenibilità ambientale, e recuperare il patrimonio identitario delle comunità, oltre a favorire la crescita di un’identità comune di Parco Nazionale.

Il territorio del Parco è il luogo privilegiato delle attività educative e formative e occasione per un apprendimento basato sull’esperienza.

Il Parco dello Stelvio è anche un’opportunità di sviluppo locale sostenibile, grazie all’approccio trasversale e integrato fra conservazione e sviluppo socio-economico quale strumento determinante per la competitività e l’attrattività del proprio territorio, nonché per la qualità della vita delle proprie comunità.

Il successo del Parco e l’accettazione dello stesso da parte delle popolazioni locali – aggiunge l’assessore provinciale Tonina – passa anche attraverso il dialogo e la collaborazione con i settori produttivi coinvolti nella gestione, valorizzazione e promozione del territorio per contribuire ad uno sviluppo socio-economico dei territori alpini all’insegna dell’uso sostenibile delle risorse, in modo da bilanciare gli obiettivi di tutela con le esigenze di sviluppo della collettività locale”.

Un esempio è il rapporto con l’agricoltura estensiva, rispettosa della biodiversità e del paesaggio, promuovendone e sostenendone le attività, l’attenzione agli elementi dell’architettura rurale e del paesaggio tradizionale, peculiari delle comunità locali.

Il quarto, fondamentale, filone strategico è rappresentato dalla conservazione, manutenzione e valorizzazione del territorio.

Il Parco, nell’ambito delle proprie funzioni e attività, – sottolinea Tonina – riconosce alle politiche e alle azioni di conservazione una posizione fondante e primaria. Conservazione intesa nella sua accezione più ampia come insieme di azioni volte alla salvaguardia di specie e di habitat, a garantire gli equilibri e la connettività ecologica e i servizi eco sistemici e, in ultima analisi, a tutelare la biodiversità”.

Gli interventi – Coerentemente con gli indirizzi strategici, anche i finanziamenti sono rivolti alle quattro aree. Nel settore della ricerca, il programma triennale assegna risorse ai progetti di rinaturalizzazione del torrente Rabbies e alla Pineta di Peio Fonti (28 mila euro nel 2020), così al progetto Cervo (65 mila euro in tre anni), allo studio sugli effetti della predazione del lupo (30 mila euro) e al monitoraggio della Foresta di Frattasecca.

In comunicazione e divulgazione culturale, la parte trentina del Parco investirà oltre 300 mila euro nel 2020. I finanziamenti saranno dedicati all’educazione ambientale, al personale dei centri visita, guide ed accompagnatori, alla gestione dell’area faunistica, oltre alla stampa di depliant e alla cartellonista, a cui si aggiunge il piano di comunicazione.

Una cospicua parte di investimenti sul 2020, poco meno di 2 milioni di euro, è riservata alla conservazione, manutenzione e valorizzazione del territorio. Le squadre dei 27 operai stagionali si occuperanno della vasta rete sentieristica, della manutenzione di antichi manufatti (segherie veneziane, fonti termali, ricoveri) o della realizzazione di percorsi specifici (Il bosco degli urogalli a malga Talè di Peio) e della manutenzione di strade forestali.

In appalto a ditte esterne sono due gli interventi rilevanti programmati per quest’anno: la realizzazione di passerelle sul torrente Rabbies (220 mila euro) e la ristrutturazione della foresteria di Rabbi Fonti. Oltre a queste vedranno la realizzazione una tettoia-magazzino per la Segheria di Cogolo e una nuova Sala didattica presso l’area faunistica di Peio, già finanziate a fine 2019.

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