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Trento

Daniel Trentini bloccato a Panama dall’inizio della pandemia: «Completamente abbandonati dallo Stato, abbiamo il diritto di tornare in Italia!»

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Un gruppo di 13 Italiani è bloccato dall’inizio dell’emergenza sanitaria a Panama.

Fra di loro c’è anche Daniel Trentini di 32 anni residente in Trentino. 

«Il Ministero degli Esteri non sta facendo abbastanza per coloro che hanno necessità di rientrare in Patria. Non si tratta di una opinione o di una sensazione di un singolo, ma della certa convinzione di un gruppo di persone che si sentono abbandonate a sé stesse pur essendo cittadini di uno dei Paesi più importanti del mondo» – Spiega Daniel.

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I 13 italiani hanno creato un gruppo di whatsApp per tenersi in contatto fra di loro.  Non si esclude che a Panama ci siano altri italiani  nelle stesse condizioni.

«Se siamo arrivati a creare un gruppo è essenzialmente per la necessità che sentiamo e per il senso di abbandono istituzionale a cui siamo sottoposti».

«Qui a Panamá la quarantena è iniziata nella seconda metà di marzo in forma estremamente restrittiva – racconta Daniel Trentini –  arrivando a limitare le uscite dalla propria abitazione per un totale di 4 ore la settimana per gli uomini e 6 ore la settimana per le donne. Questa situazione è assolutamente insostenibile perché’ obbliga, nel caso degli uomini, a quattro giorni continui (dal giovedì al martedì della settimana successiva) alla completa reclusione in casa».

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I 13 italiani confermano che nessun volo di rimpatrio è stato organizzato dal Governo Italiano per il rientro dalla Repubblica di Panamá dei propri concittadini. «In questi giorni si è appreso dai siti delle ambasciate italiane dei paesi confinanti a Panamá, che sono stati organizzati voli per l’Italia in partenza in questi giorni e nei precedenti, e nemmeno si è ipotizzato uno scalo anche a Panamá. Abbiamo anche appreso, tramite l’atto n. 4-03321 pubblicato il 5 maggio 2020, nella seduta n. 213 che l’Italia non ha utilizzato nella stessa misura di altri paesi europei del Meccanismo Europeo di protezione civile per il rimpatrio dei propri cittadini bloccati all’estero a causa delle restrizioni alla circolazione disposte a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19».

In effetti in tale interpellanza si cita ad esempio che i cittadini italiani rimpatriati mediante tale meccanismo sarebbero 1133 a fronte dei ben 32.280 rimpatriati dalla Germania in base a un report aggiornato a 30 aprile della commissione europea.

Inoltre, non avendo il Governo Italiano fatto richiesta del suddetto strumento, quei pochi che sono riusciti a imbarcarsi hanno dovuto pagare di tasca loro l’intero prezzo dei biglietti aerei, e questo a sommarsi ai soldi già spesi per voli cancellati da varie compagnie aeree e, soprattutto, alle pesanti condizioni economiche che implicano una forzata presenza in territorio straniero senza percepire un reddito.

«È intollerabile la mancanza di iniziative in questo senso – incalza il 32 enne trentino –  visto e considerato che i meccanismi esistono e non devono essere inventati, ma solo applicati dai funzionari e dal Ministro».

A Panama pare che ci siano persone che realmente hanno urgenza e necessità di tornare in Italia, per molteplici motivi o gravi situazioni, ed in nessun caso per puro piacere. «Permangono qui molti turisti italiani lasciati soli, studenti intrappolati, residenti che non sanno più come sopravvivere, persone anziane che vogliono solo tornare nel proprio Paese e, a peggiorare le cose, persone che hanno patologie e necessità di cure mediche urgenti. Situazioni, insomma, gravissime per la maggioranza.»

Un volo proposto dall’Ambasciata Italiana per il giorno 11 maggio a coloro che si erano iscritti al sito della stessa (tramite apposito modulo) e che era stato presentato come “iniziativa della UE”, risulta essere stato disponibile per soli 30 italiani. Agli esclusi italiani da quel volo, l’Ambasciata ha comunicato “Ci preme segnalare che a seguito della chiusura dei collegamenti aerei dello scorso 22 marzo sono partiti da Panama diversi voli speciali per l’Europa, tutti con numerosi posti liberi.”

Agli italiani bloccati a Panama risulta che siano stati comunicati, il 25 marzo un volo per Amsterdam e uno per Francoforte, con partenza il giorno successivo, il 27 marzo un altro volo per Amsterdam con partenza il 29 marzo ed infine il 9 aprile un volo del’11 per Toronto.

Citiamo parte del testo comunicato con la prima mail:con la presente le comunichiamo che l’Ambasciata, in collaborazione con le Ambasciate dei Paesi UE, può offrire un limitatissimo numero di posti su due voli speciali in partenza domani dall’aeroporto di Tocumen, operati da KLM e Lufthansa. Entrambi i voli arriveranno il giorno successivo in Europa, uno ad Amsterdam e uno a Francoforte.” “E’ necessario presentarsi ai banchi Lufthansa dell’aeroporto di Tocumen tra le 08.00 e le 10.00 di domani giovedì 26 marzo, per registrarsi nella lista d’attesa. Non vi è alcuna garanzia di riuscire a imbarcare sull’aereo, questa possibilità verrà offerta solo sulla base di eventuali passeggeri che non si presenteranno in aeroporto”

Praticamente nessuna garanzia, oltre che l’impossibilità fisica di presentarsi in aeroporto in tempo utile con un preavviso così esiguo a fronte della difficoltà oggettiva di poter muoversi ed arrivare in aeroporto, visto che molti devono affrontare diverse ore di viaggio per arrivarci.

Nessuno poteva a fine marzo, preventivare la catastrofe che si è abbattuta successivamente sul trasporto aereo causata dall’insieme delle restrizioni applicate a livello mondiale e delle conseguenti difficoltà economiche delle compagnie che hanno causato la paralisi dell’operatività delle rotte per molti mesi.

Adesso è assolutamente necessario risolvere questi problemi di rimpatrio e dare respiro a cittadini italiani che chiedono semplicemente di tornare e di fuggire ad una situazione economica e sanitaria ormai insostenibile e drammatica per molti.

Gli italiani bloccati a Panama chiedono che venga organizzato immediatamente un volo che porti in Italia, e non in altro Paese europeo. Che i costi di volo siano, per lo meno, in linea con i prezzi “regolari” e che il Ministero si attivi in questo senso anche con i meccanismi Europei esistenti. Conoscere cosa il Ministero degli Esteri, stia facendo per questo problema e «come mai, in altri Paesi vicini, si sia riusciti ad organizzare diversi voli per il rientro di numerosi connazionali. Il compito primario del Ministero degli Esteri è di supportare ed aiutare i propri connazionali sparsi nel mondo, e qui ci sono persone che realmente stanno soffrendo e molti ci sentiamo abbandonati al nostro destino. Noi cittadini italiani, residenti in Italia, a Panama o in un qualsiasi altro paese ed in difficoltà mentre ci troviamo all’estero abbiamo il diritto di tornare a casa nostra e voi come istituzioni italiane avete il dovere di adoperarvi attivamente perché questo accada nel minor tempo possibile. Ed il minor tempo possibile è già scaduto da un pezzo».

(c.c.)

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