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Trento

«Commercio, un anno di 300 giorni: ora c’è voglia di ripartire»

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Il 2020 sarà un anno di 300 giorni

Mancano all’appello i due mesi di chiusura forzata e questo si ripercuoterà inevitabilmente sulle aziende.

Oggi è il giorno in cui tutti gli esercizi commerciali che non erano stati aperti gradualmente nelle scorse settimane, potranno riaprire le serrande, sancendo di fatto per il Trentino l’avvio della fase 2, quella della ripartenza.

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Una ripartenza che le Associazioni dei commercianti al dettaglio e dei Grossisti e Pmi hanno voluto salutare con una conferenza stampa convocata – con tutte le accortezze previste dai protocolli – in presenza nella sede di Confcommercio Trentino.

I rispettivi presidenti Massimo Piffer e Mauro Bonvicin hanno voluto evitare di utilizzare sistemi di videoconferenza per lanciare un messaggio di speranza per la categoria e l’intero territorio trentino.

Ad aprire i lavori il direttore di Confcommercio Trentino Giovanni Profumo che ha ricordato l’incessante lavoro di interpretazione e comunicazione ai soci dei moltissimi provvedimenti nazionali e provinciali: «Finché la curva della pandemia non dava segni di calo nessun ha chiesto di riaprire. Oggi invece è il momento di ricominciare, in tutta sicurezza e seguendo i protocolli, ma le imprese chiedono di tornare a lavorare».

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«Innanzitutto – ha premesso Massimo Piffer – un ringraziamento va agli operatori della comunicazione che hanno garantito un bene prezioso come quello dell’informazione. Quest’anno sarà un anno di 300 giorni: mancano 60 giorni che le imprese dovranno trovare il modo di mettere comunque a bilancio. Siamo soddisfatti di essere qui oggi a poter finalmente dire che tutta la categoria può rialzare le serrande e riaprire le porte, pur con le cautele e le precauzioni che abbiamo condiviso anche noi sui tavoli di lavoro con la Provincia. Sarebbe stato bello poter essere in piazza a lanciare anche un messaggio di vicinanza simbolica con tutti i centri della nostra provincia, ma le condizioni metereologiche lo hanno impedito».

«Per le imprese del commercio – ha spiegato Mauro Bonvicin – valgono i due documenti di riferimento: quello generale per tutte le imprese e quello specifico per le imprese del commercio. Esistono infatti una serie di comportamenti da seguire per fare in modo che operatori e clienti possano interagire in tutta sicurezza. Rimane una criticità che è quella del contagio da Covid-19 equiparato ad infortunio sul lavoro: in realtà si tratta di una previsione ancora peggiore, se possibile, perché un lavoratore contagiato (e può succedere anche al di fuori dei locali aziendali) rischia di mettere in seria difficoltà l’intera azienda».

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort e l’assessore provinciale Roberto Failoni.

«Sono contento di poter essere qui – ha detto Bort – ad annunciare la riapertura. Gli effetti di questo blocco sono stati anche molto gravi sulle imprese del settore: nei provvedimenti provinciali ci sono misure a sostegno delle attività ma vista la pesantezza inaudita di questa crisi occorrerà monitorare sul lungo periodo l’evoluzione».

«La parola d’ordine – ha commentato Failoni – è sicurezza. Anticipiamo rispetto al piano nazionale per due motivi: il primo per dare un segnale di vita, di speranza, all’intero comparto. In secondo luogo, abbiamo ritenuto giusto che gli imprenditori possano utilizzare questi giorni per valutare la situazione della propria attività e introdurre i necessari accorgimenti per corrispondere ai protocolli di sicurezza. Confidiamo nel grande senso di responsabilità delle imprese trentine: più della volontà di riaprire, infatti, c’era l’esigenza di sapere come poter riaprire in sicurezza. Grazie ai rappresentanti di Confcommercio Trentino per aver partecipato ai tavoli di lavoro per gestire questa emergenza. Per un po’ di tempo dovremo convivere con questo virus quindi sarà necessario adattarci. Il presidente Fugatti avrebbe avuto piacere a partecipare a questo incontro ma gli impegni non gliel’hanno consentito: la mia rappresentanza valga come vicinanza di tutto il governo provinciale ad un comparto così importante per l’economia trentina. Oggi faremo una delibera per bar e ristoranti, perché lunedì riapriranno e vogliamo che lo possano fare in sicurezza. Come Provincia abbiamo previsto aiuti diretti ad ognuno, ma anche contributi sugli affitti e semplificazione burocratica».

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