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Io la penso così…

Italia, il paese delle banane

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Egregio Direttore,

ci si domanda dove possa andare questa povera Italia, dove accade tutto ed il contrario di tutto, senza capo nè coda, dove al dramma si alterna il grottesco.

Il virus ha messo a nudo le contraddizioni italiane, le insipienze, le furberie, il malaffare.

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Poichè il pesce puzza dalla testa occorre forse iniziare da chi comanda senza neppure avere l’ idea in che consista il governare.

Governare significa condurre verso una meta. Per fare questo bisogna avere chiaro dove si va e con quali mezzi e chi e come si intenda traghettare.

Nel caso nostro per una pretesa superiore idea di tutela della salute si è imposto alle attività economiche che reggono il paese ( diteglielo, perchè forse non lo sanno!) di chiudere, senza minimamente considerare l’ idea che queste debbano essere quantomeno indennizzate per detta chiusura imposta per decreto. Alla quasi sollevazione popolare – ben silenziata e normalizzata dalla propaganda governativa – di chi queste attività esercita e di chi ci lavora per mangiare, costoro da Roma hanno pensato, dato che di danari non ce ne sono, di “concedere” ai chiusi per decreto la mirabolante facoltà di indebitarsi, per giunta annaspando nel mare magnum della burocrazia.

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Si sono promessi danari che non ci sono, si sono messe in moto notorie trappole burocratiche quali le casse integrazioni, le richieste online su piattaforme decrepite ed altro ciarpame amministrativo di nessuna sostanza.

In altri paesi coloro che sono stati obbligati a non lavorare hanno visto immediatamente l’ indennizzo, peraltro sostanzioso e non l’ elemosina a noi solo promessa, direttamente sul conto corrente. Qui invece il conto corrente deve essere pure comunicato, come se non si sapesse che l’ Agenzia delle Entrate conosce perfettamente i conti correnti di ciascuno, sui quali ha accesso indiscriminato, e non solo per prelevare i tributi.

Nessun cenno ai miliardi che la Pubblica Amministrazione inadempiente ed insolvente deve ai privati.

Quindi incapacità, insipienza, mala fede cui si aggiunge anche il doppiopesismo.

Forse non è ultroneo ricordare che i pubblici dipendenti non hanno patito alcun danno dalla crisi pandemica e tra loro si trovano certamente i burocrati che avvelenano l’ Italia. Forse non è nemmeno il caso di dire che coloro che sono stati affamati dallo stato non debbono neanche osare di protestare con mascherina e a distanza, a differenza di coloro che sono stati autorizzati a festeggiare il loro 25 aprile come e meglio gli aggradava.

Parliamo di mascherine: si impone il prezzo politico e si ottiene il previsto e prevedibile deja vu: introvabili, esattamente come le case in affitto all’ epoca dell’ equo canone…. Si sequestrano centinaia di migliaia di pezzi perchè non conformi alle marcature burocraticamente imposte, ma si dà il via libera da parte dell’Istituto Superiore di Sanità a quelle fai da te, purchè fatte in casa. E questi sequestri dove finiscono? Distrutte o in giacenza per anni, a spese nostre?

Mancano i guanti. Perche? Perchè, e questo nessuno lo dice, i relativi ordini dei singoli e degli imprenditori all’ estero sono bloccati in dogana e requisiti dalla burocrazia che non trova di meglio che procacciare in siffatto modo ad ospedali, protezione civile e forze dell’ ordine quello che non ha saputo previdentemente ordinare e PAGARE per tempo.

Parliamo di carceri? Meglio di no, non c’ è nulla di cui andare fieri, dalle rivolte alle scarcerazioni, senza che si abbia avuto il coraggio di ammettere che i due termini sono correlati quali causa ed effetto.

Parliamo di regolarizzazioni dei clandestini con la scusa delle campagne da coltivare? Regolarizziamo pure allora chi si è presentato senza documenti e viene mantenuto per anni e poi, magari,va pure a spacciare. Siamo proprio sicuri che questi vogliono andare a spezzarsi la schiena nei campi? Perchè non viene detto che la mano d’ opera che manca è quella che viene bloccata alla frontiera e deve farsi la quarantena imposta a chi rientra dall’ estero: indiani, rumeni in massima parte , gente che ha già lavorato e che ha da anni contratti stagionali regolari?

Vogliamo parlare di sprechi, senza citare gli 11 milioni di Euro buttati dalla regione Lazio per mascherine fantasma perchè fa tanto brutto parlare delle topiche della maggioranza, che poi è minoranza nel paese?

Il più clamoroso è quello dei 4 milioni di euro buttati nel riscatto della signorina ( o signora )Romano. Buttati, perchè quando il danaro è scarso prima della salvezza individuale si deve salvaguardare la salvezza collettiva, che poi sarebbe il ragionamentodel privilegiare la salute pubblica a discapito dell’ impresa privata,

Dove sta la coerenza? Ah, non vale per cert’ uni…

In secondo luogo finanziare il terrorismo non solo è uno spreco, ma un atto irresponsabilmente criminale che scalfisce la sicurezza di tutti. Se poi dovesse risultare vera la circostanza che costei ha abbracciato la fede islamica – e questo sono fatti suoi – ci si dovrebbe porre il problema che tale presunta conversione sarebbe avvenuta in un ambiente avvelenato dal virus del terrorismo e nulla e nessuno mi distoglie dal remoto pensiero che oltre ad abbracciare una religione costei non abbia abbracciato qualcosa d’ altro.

Se poi è intenzione di costei rientrare al più presto in Africa, lo spreco è conclamato ed ancora più rivoltante.

E siccome in Italia vige il doppiopesismo ideologico mi indigna anche e soprattutto la felicità per il rientro con grandi fasti della signorina ( o signora ) Romano, mentre ad un certo Fabrizio Quattrocchi , fatto rientrare in clandestinità da cadavere, viene negata persino l’ intitolazione di una piccola via nella sua città e ne viene fatta una vigliacca damnatio memoriae.

Questo non è il paese nel quale voglio vivere. Non più.

Avv. M.Stefano Sforzellini – Trento

Potete inviare le email al direttore da inserire nella rubrica «io la penso così» scrivendo a: redazione@lavocedeltrentino.it

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