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Trento

Degrado e spaccio la Portela, Giuliana: «I buonisti che traducono l’inciviltà in cultura»

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Quella che si è conclusa è stata una settimana di tensione sociale.

Lunedì “ l’esplosione” dei residenti del rione della Portela che hanno chiesto maggiori controlli ed un ritorno alla legalità nel quadrilatero della droga ormai abbandonato ed in ostaggio di spacciatori e delinquenti.

Poi l’episodio di un ragazzo di colore che ha tranquillamente urinato in via Gazzoletti in pieno giorno e a chi lo riprendeva, ha tranquillamente mostrato i genitali in segno di sfida.

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Infine l’eterno problemi degli aiuti disattesi da parte dell’Europa che nell’emergenza Covid-19 è sempre meno unita e sempre più divisa.

Abbiamo posto alcune domande a Emilio Giuliana che nel rione della Portela c’e’ cresciuto e che da sempre è un “osservatore – fustigatore” dei problemi della città.

Gli arresti domiciliari ai quali sono sottoposti gli italiani, hanno regalato territori allo spaccio, cosa si può fare per recuperarli?

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«Per i non italiani spacciatori, di fatto il confinamento (questo significa lockdown) obbligatorio in casa non ha sortito nessun mutamento delle loro abitudini (forse non se ne sono neanche accorti), indisturbatamente hanno continuato a vendere morte. Il confinamento, se ne fosse servita prova ulteriore ha evidenziato ancora una volta, che le regole e le leggi che valgono per gli italiani non valgono per i non italiani, ne sono dispensati. Un grande dispendio di Forze di Polizia (droni, elicotteri, motoscafi) per multare gli italiani i trasgressori del confinamento, assenza completa nell’arrestare incalliti spacciatori stranieri, evidentemente, c’è chi della droga non può farne proprio a meno, e non parlo dei disgraziati tossicodipendenti, ma dei colletti bianchi!»

Ad inizio settimana i residenti del rione Portela sono insorti reclamando a gran voce il ritorno della legalità, ma poi perchè votano in massa a sinistra che è la responsabile del degrado cittadino?

«Questa domanda mi porta alla mente un aforisma del filosofo sociologo Josè Ortega y Gasset: “Essere della sinistra è, come essere della destra, una delle infinite maniere che l’uomo può scegliere per essere imbecille: ambedue, in effetti, sono forme dell’emiplegia morale”. I cittadini votino gli uomini che possono dare loro garanzie, non votino i partiti senza curarsi da chi sono rappresentati.

L’annosa questione della Portela ha una storia lunga di degrado, già a metà anni 80’ via Cavour, via san Giovanni, piazza santa Maria Maggiore erano luoghi di spaccio, con l’arrivo massiccio di immigrati la situazione si è gravemente complicata. Politiche poco accorte, lascive, conniventi hanno permesso una concentrazione di negozi etnici che ha snaturato e mutato la zona delle Portela, trasformandola in Portelabad.

Per tornare agli uomini, rispetto ai partiti, sono certo che il sindaco Pacher avrebbe gestito la situazione molto meglio rispetto la non gestione del buon Andreatta. Utilizzare come soluzione al problema il presidio permanente di una pattuglia di Vigili Urbani -per altro privi di qualsiasi arma di difesa immediata ed efficace- equivale ad una damnatio ad bestias (condanna) per la pattuglia di turno, è l’ennesima presa in giro per i residenti del rione Portela. Ps io ho trascorso tutta la mia infanzia in quel rione, e constatare lo stato in cui versa mi fa particolarmente male».

Clamoroso il caso del ragazzo di colore che urinava in pieno giorno in via Gazzoletti con susseguente esposizione dei genitali. Una provocazione che rischia di portare allo scontro, può succedere?

«Questa è una società sempre più degradata e degenerata eticamente e moralmente, aggravata dalla presenza numerosissima di genti provenienti da alcuni luoghi dove  l’inciviltà è la normalità (vi sono paesi dove tutt’oggi si pratica il cannibalismo); di per sé come tutti gli uomini, i più saranno buone e brave persone, ma incivili, inciviltà che i buonisti traducono in cultura, e per questo motivo che non è possibile pensare per questi allogeni un percorso di educazione volto a standardizzarli al modus vivendi occidentale, perché si tradurrebbe in razzismo.

Il politologo, sociologo e accademico italiano Giovanni Sartori, l’antropologa Ida Magli, hanno spiegato condivisibilmente che la società multietnica così come fortemente imposta, finanziata da Soros, Rockefeller, Rothschild, Bill Gates, eccetera è un fallimento; nonostante le leggi occidentali che puniscono il patriottismo a favore della società meticcia monocolore tout court, preferiscono lo ius soli allo ius sanguinis, le realtà multietniche in occidente sono un fallimento totale, con gravissimi tensioni sociali, che purtroppo vedono perdenti gli autoctoni rispetto ai nuovi cittadini».

Come si possono difendere aree periferiche come quella riservata ai camper dove gli zingari fanno quello che vogliono?

«È molto semplice, esistono le leggi, bisogna applicarle. Non importa se alcuni giudici non danno seguito agli arresti, bisogna continuare senza sosta, prima o poi si trova qualche giudice che la legge la applica. Lo stesso vale per i rom, se non sostano nelle aree preposte allo stazionamento dei camper devono essere allontanati. Perché i rom nati e cresciuti in Italia non vivono in delle case, le famiglie rom che vivono in sovraffollamento nei camper, dal punto di vista igienico che garanzie hanno? Forse è questa la tanto decantata società multiculturale?»

Credi nell’Europa Unita?

«Il nostro nazionalismo si stempererà in un robusto continentalismo, e nella creazione dello spazio vitale necessario a tutti i lavoratori europei. Abbattere le frontiere e fondere popoli fondamentalmente diversi, come quelli europei, è pura utopia. Arriveremo invece all’unione del continente in un solo organismo sovranazionale, con piena autonomia alle varie parti, abolendo anzitutto le barriere doganali, In tal modo gli europei avranno la coscienza di lavorare per tutta l’Europa. In un secondo tempo passeremo alla creazione di organismi politici a base federativa”, (Roberto Farinacci, Diario, “Il Giornale” febbraio 1947). Questo è!»

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