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Trento

I social in rivolta, «Non compriamo più al Sait». Paccher: «Grave danno economico per il Trentino e ripercussioni sull’occupazione»

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La decisione del Sait di «tagliare» i contratti  con 8 panifici trentini arrecando così un grave danno economico al territorio in piena emergenza coronavirus ha scatenato gli utenti dei social.

Si tratta di un’autentica ribellione dei cittadini che lanciano lo slogan «non compriamo più nulla al Sait». 

Sono infatti centinaia i messaggi di critica che da stamane inondano la rete e che ritengono sconcertante la scelta del Sait.

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In difesa dei panifici è sceso subito in campo il consigliere provinciale della Lega Roberto Paccher:  «La scelta del CDA di Sait di tagliare, in piena emergenza Covid, i contratti in essere con 8 panifici del Trentino, due dei quali della Valsugana, – esordisce la nota di Paccher – rappresenta un grave danno economico per i panificatori delle nostre valli, ed un tradimento dello spirito della cooperazione trentina che si basa, sulla valorizzazione del prodotto locale, presenza sul territorio, sostegno ai piccoli dettagli che mantengono vivi i paesi, e solidarietà. La scelta di affidarsi ad un unico panificio per tutto il Trentino a scapito delle realtà locali,  significa togliere loro ossigeno, con un danno economico immediato che avrà ripercussioni anche sull’occupazione».

Secondo Paccher la scelta è ancora più sconcertante se si pensa il momento difficile che sta vivendo la nostra economia, dove proprio Sait dovrebbe essere in prima linea, nel pieno spirito cooperativistico, per aiutare i piccoli produttori.

«Non dimentichiamo infine anche un aspetto che non è di secondaria importanza nelle nostre valli: la riconoscibilità. Nei nostri paesi esiste un legame a determinati prodotti e produttori e per i consumatori sapere che il pane arriva da un determinato forno può fare la differenza, anche per la vendita al dettaglio. Non esiste solo la questione economica: esiste anche il rispetto dei valori della nostra gente, del lavoro delle persone, della nostra storia. Per la cooperazione questi dovrebbero essere dei punti fermi del loro operato che non dovrebbe essere nemmeno necessario ricordare. Se così non fosse, – aggiunge Paccher – forse non sarebbero stati dati aiuti pubblici concreti proprio al SAIT. Ricordo infatti che un mese fa, quando la Giunta Provinciale erogò un milione di euro a una cinquantina di esercizi multiservizio privati, tra cui proprio quelli della cooperazione. Il Presidente di SAIT, Roberto Simoni in quell’occasione espresse soddisfazione per il mantenimento del prodotto locale.  Mi auguro vivamente che il CDA di SAIT, che si è riunito in via straordinaria per una decisione che danneggia profondamente le attività dei panificatori Trentini, possa tornare sui propri passi e mantenga i contratti in essere, lasciando che siano i consumatori a decidere, e sostenga, nel pieno rispetto cooperativistico, la promozione dei prodotti del territorio e le attività economiche del Trentino».

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