Connect with us
Pubblicità

Italia ed estero

Aiuti Europei: la Germania si prende tutto, alla Spagna le briciole

Pubblicato

-


La Direzione generale della concorrenza della Commissione europea ha autorizzato finora circa 1.900 miliardi di euro di aiuti da parte degli Stati membri alle proprie aziende per far fronte all’ emergenza pandemica da coronavirus.

Le maglie più larghe adottate da Bruxelles da metà marzo non solo hanno drasticamente semplificato le procedure e ridotto i tempi per le autorizzazioni che spesso arrivano nel giro di 48 ore, anche durante i week-end, ma consentono agli Stati membri di utilizzare tutta la flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato per sostenere l’ economia, anche in modo selettivo per sostenere i settori più colpiti.

Al 30 aprile erano state autorizzate 127 misure nazionali, per 26 Stati membri più il Regno Unito.

Pubblicità
Pubblicità

Scendendo nel dettaglio notiamo come il 52% degli aiuti fin qui approvati riguardi la Germania. Calcolatrice alla mano si tratta di quasi mille miliardi di euro.

E gli altri? Briciole, o quasi. Italia Francia si devono accontentare del 17% degli aiuti autorizzati, cioè di appena 320 miliardi a testa. Il Regno Unito è fermo al 4%, il Belgio al 3%. Gli altri non arrivano neppure alla soglia del 2% degli aiuti complessivi. E tra questi ultimi rientra anche la Spagna, uno dei Paesi europei più colpiti dal Covid-19 assieme all’Italia.

Ma come avverte un portavoce della Dg che fa capo a Margrethe Vestager, i numeri cambiano di giorno in giorno, in relazione tipo di misura in questione o perché gli Stati membri hanno già detto che alzeranno gli importi.

Pubblicità
Pubblicità

Tutto bene, dunque? Non proprio. «Tutti gli aiuti di Stato approvati sono stati necessari e proporzionati per sostenere le imprese – spiega un portavoce – tuttavia, vi sono enormi differenze nell’ ammontare degli aiuti concessi dagli Stati membri, che sembrano proporzionati alle disponibilità di finanza pubblica che ciascun Paese ha e alla dimensione delle rispettive economie».

Basta andare guardare i dati dei singoli Paesi per capire qual è il problema: il 52% degli aiuti approvati riguarda la sola Germania, quasi mille miliardi di euro.

Il governo tedesco, ancora una volta, ha usufruito di una sorta di ‘‘corsia privilegiata’‘ con la quale ha ottenuto un trattamento di cortesia a dir poco sproporzionato se raffrontato a quello toccato agli altri Paesi membri.

Come sottolinea Il Sole 24 Ore, l’obiettivo è uno: ridare ossigeno a un’economia, quella dell’intero continente, ormai messa in ginocchio dalla diffusione su larga scala del virus.

Il rischio di un simile meccanismo è che la crisi sanitaria simmetrica possa provocare una crisi economica asimmetrica, con Paesi avvantaggiati e altri lasciati al proprio destino, ma soprattutto con un mercato distorto. Al termine della pandemia sarà quindi importante scongiurare che l’Ue si ritrovi tra le mani enormi divari tra nazioni ricche e povere.

Un altro rischio, ha spiegato sempre il solito portavoce, è che alcuni Stati possano ricoprire di soldi le proprie imprese, rafforzandole rispetto alle aziende di altri Paesi e compromettendo le logiche del mercato unico Ue. E sarebbe proprio per scongiurare questo rischio che Bruxelles ha intenzione di continuare a controllare gli aiuti di Stato. In mezzo ano scenario del genere nazioni come la Germania continuano a godere di vantaggi piuttosto evidenti.

Pubblicità
Pubblicità

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

Categorie

di tendenza