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Trento

Rizzi, nuove minacce ai Trentini dopo la cattura di M49: «Chi lo ha catturato è solo un vigliacco ed infame»

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La latitanza dell’orso M49 è terminata ieri sera quando gli agenti del Corpo Forestale lo hanno catturato sopra Tione.

È stato rinchiuso nel centro di Casteller, dove era riuscito a scappare la scorsa estate.

Un animale che in tutti questi mesi ha percorso centinaia e centinaia di chilometri, attaccando altri animali e facendo numerose incursioni in baite e strutture di montagna.

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Dopo la cattura arriva la durissima reazione del Capo della Segreteria Nazionale del Partito Animalista Europeo, Enrico Rizzi vecchia conoscenza del Trentino.

«Chi ha voluto fortemente la cattura di questo splendido animale è soltanto un infame vigliacco che evidentemente non ha meglio da fare. Accanirsi inutilmente verso un orso che ribadisco – afferma Rizzi in una nota –  non ha mai ferito o ucciso nessuno, è un atteggiamento da poveri frustrati. Rimango basito inoltre che le Istituzioni, in un periodo di vera emergenza nazionale, abbiano trovato tempo e risorse per catturare un orso, piuttosto che occuparsi della sicurezza sanitaria dei propri territori. Una cosa però è chiara: Casteller non è assolutamente idoneo per la vita dell’animale. Invito pertanto il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ad intervenire subito e questa volta seriamente, duramente e facendosi rispettare, con gli opportuni provvedimenti del caso, affinchè venga ordinata l’immediata liberazione di M49».

Rizzi poi aggiunge: «Se ad M49 dovesse accadere qualcosa di brutto, auguro ai responsabili di fare la stessa fine che ha fatto un loro rappresentante, poco tempo fa, durante una battuta di caccia».

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Per queste stesse dichiarazioni Rizzi era stato condannato dalla corte di Cassazione a risarcire la famiglia Moltrer con 34 mila euro di danni morali.

Il conto complessivo era poi salito fino a 50 mila euro, poiché oltre alle spese legali di primo e secondo grado, si erano aggiunte altri 7.500 euro per il solo processo di Cassazione: 3 mila da versare alla cassa e 4.500 per le spese legali.

Come si ricorda il presidente del consiglio regionale Diego Moltrer era stato stroncato da un infarto il 17 novembre 2014 durante una battuta di caccia.

E Rizzi dopo alcuni minuti dalla sua morte cominciò a diffamarlo, insultarlo pesantemente sui social aizzando tutto il mondo “animalista” contro di lui e la sua famiglia.

Dopo la scomparsa di Moltrer, lo aveva definito assassino, infame e vigliacco oltre ad altre espressioni lesive utilizzate nel corso del programma radiofonico “La zanzara” trasmesso dall’emittente “Radio 24”.

Le frasi usate da Rizzi pochi minuti dopo la notizia della morte del presidente della Regione Diego Moltrer erano state raccapriccianti e usate con una violenza tale da far insorgere il web contro di lui definendole «farneticazioni dementi». 

Rizzi con le sue parole aveva anche fomentato la rete e i social dove erano partiti tutti i tipi di insulti possibili verso il povero e defunto Diego Moltrer, colpevole solo di amare la caccia ma anche l’ambiente del quale era sempre stato strenuo difensore

La difesa di Rizzi sosteneva che l’imputato aveva esercitato il diritto di critica e il suo era da intendersi come un rimprovero morale e non come un insulto.

I giudici della quinta sezione sostengono invece che Rizzi avrebbe dovuto fermarsi prima e dopo l’appellativo di assassino, non doveva rincarare la dose con altre parole offensive come infame e vigliacco.

Nella sentenza i giudici scrivevano: “Se può ritenersi rispettoso del criterio della continenza l’utilizzo del termine “assassino” rivolto ad un cacciatore,  i termini “vigliacco” ed “infame” esprimono un attacco gratuito alla dignità del defunto come persona e non risultano necessari e nemmeno utili ad esprimere le ragioni del dissenso del Rizzi per le idee propugnate dal Moltrer

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