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Italia ed estero

40 criminali mafiosi condannati all’ergastolo scarcerati. È l’ultima beffa del governo Conte agli Italiani

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Per gli italiani le porte di casa chiuse, ma per i mafiosi invece sono spalancate e presto lo potrebbero essere anche per i detenuti comuni.

Questa è una delle tante ingiustizie di questo periodo d’emergenza che oltretutto è priva di giustificazione.

Se la scarcerazione è motivata dal rischio di contagio, cosa ci può essere di meglio dell’isolamento previsto proprio dal regime carcerario del 41 bis? 

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Oltre al possibile isolamento in Italia esistono 3 strutture sanitarie carcerarie di eccellenza a Parma, Viterbo e Pisa in grado di ospitare in piena sicurezza qualsiasi detenuto, anche il più pericoloso.

Ma la liberazione di una quarantina dei più efferati criminali mafiosi della storia italiana è uno schiaffo che il governo giallorosso da ai suoi servitori, le forze dell’ordine e i parenti delle vittime.

Conte e il ministro Bonafede non guardano in faccia nessuno e proseguono nel loro progetto che prevede la liberazione di altri 300 detenuti pericolosi.

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Per arrestare i mafiosi, alcuni dei quali si sono macchiati di assassini efferati uccidendo anche dei bambini, lo stesso Stato ha speso ingenti somme e non pochi sono stati i funerali di Stato riservati alle vittime delle azioni mafiose.

Tutto cancellato in solo colpo, ma anche nel silenzio quasi generale.

Unica eccezione le proteste di Salvini e della Meloni e la clamorosa denuncia di Massimo Giletti nella trasmissione «non è l’arena» di domenica (qui il link per vedere l’incredibile servizio)

Sembra quasi che le scarcerazioni siano una sorta di atto dovuto, come se fosse un debito da saldare e giustamente c’è chi vorrebbe il governo indagato dalla Commissione Antimafia anche se di fatto, non sarebbe certo un tribunale reale.

Le proteste si sono alzate anche da parte dei giudici che attendevano il pronunciamento del DAP, l’organo del ministero di giustizia competente a decidere, e che alla fine da dato il via libera alla liberazione dei mafiosi condannati all’ergastolo.

Il timore e forse qualcosa di più è che la scarcerazione dei mafiosi sia un’apripista per quella dei detenuti comuni, quegli stessi detenuti che ad inizio emergenza avevano innescato rivolte carcerarie in serie poi improvvisamente interrotte, ai quali verrebbero concessi i domiciliari.

Nelle prossime ore potrebbe tornare libero anche Raffaele Cutolo uno dei boss mafiosi più efferati, la cui cattura è costata la vita a molti uomini delle forze dell’ordine.

È uno Stato che si piega alla criminalità creando un pericolosissimo precedente di fronte a cittadini allibiti per quanto sta succedendo.

La questione si trasforma in autentica beffa quando tutto ciò succede nel momento in cui i contagi sono in fase discendente. 

 

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