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Rovereto e Vallagarina

Ala ricorda don Domenico Marcante e le vittime alensi del ’45

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L’emergenza Covid-19 non permetterà cerimonie o incontri, ma questo non impedirà ad Ala di ricordare don Domenico Marcante, Leonardo Dallasega, Vito Fracchetti ed Ernesto Debiasi, trucidati 75 anni fa dalle truppe tedesche in ritirata.

Il 27 aprile di 75 anni fa le truppe del Reich in ritirata dall’Italia fecero diverse vittime innocenti in Trentino, e ci furono tre tragici episodi anche nel territorio di Ala.

Questi episodi del 1945 venivano commemorati ogni anno, in ultimo grazie alle iniziative promosse dall’associazione Memores. Il ricordo quest’anno potrà essere fatto solo in via simbolica, dato che non è possibile organizzare cerimonie o incontri pubblici.

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Nel 27 aprile del 1945 delle truppe tedesche in ritirata risalirono dalla val d’Illasi nei Lessini.

Tra di loro c’era anche Leonardo Dallasega, arruolato con i tedeschi e che cercava di rientrare dalla famiglia in val di Non; fu fatto prigioniero perché ritenuto disertore.

A Giazza incontrarono il parroco don Domenico Marcante, che si fece avanti verso le truppe a difesa degli abitanti del paese. I tedeschi, ritenendolo sostenitore dei partigiani, lo fecero a sua volta prigioniero e lo portarono attraverso il passo Pertica e giù per la Val di Ronchi.

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In fondovalle, in località San Martino – Cerè verso Pilcante decisero per l’esecuzione del sacerdote, incaricandone proprio l’altro prigioniero, Dallasega. Quest’ultimo si rifiutò: entrambi vennero così fucilati sul posto.

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Non fu l’unico episodio tragico di quei giorni del 1945; il 24 aprile tre soldati della polizia trentina (Marco Deimichei e Marco Maranelli di Ronchi, Vito Fracchetti di Avio), nel tentativo di rientrare nelle loro case, a Marani si imbatterono in una truppa di tedeschi, che li colpì immediatamente con i mitra; solo Maranelli sopravvisse. E sempre in quei giorni venne ucciso in Valfredda Ernesto Debiasi, contadino di Sdruzzinà, scambiato dai tedeschi per partigiano.

«Il 25 aprile di 75 anni fa ci fu la Liberazione dell’Italia dal fascismo e dall’occupazione – ricorda il sindaco Claudio Soinitempi duri e difficili, in cui emersero personalità che hanno fatto la storia del nostro Paese, come Pertini o Degasperi. Anche la nostra comunità soffrì duramente in quell’epoca. Don Marcante era un sacerdote innocente e Dallasega un soldato buono.

Negli anni passati questo ricordo ha sempre coinvolto il Comune di Ala e quello di Selva di Progno, le associazioni storiche, gli amici e i parenti di Giazza (paese del sacerdote) e quelli di Tuenno e della val di Non (da dove proveniva Dallasega), con una festa e una commemorazione.

Vogliamo anche ricordare altri nostri concittadini periti in quei giorni: Marco Deimichei di Ronchi, Vito Fracchetti di Avio, Ernesto Debiasi. Ad ognuno di loro sono dedicati dei capitelli e delle lapidi».

Sarà un ricordo particolare quello di quest’anno, senza cerimonie: «Nel cuore rimane vivo il ricordo e appena possibile onoreremo questi eroi – continua il sindaco – lo facciamo con tutta la cittadinanza e ringraziamo l’associazione Memores che ci aiuta sempre a tenere vivo questo ricordo con i loro documenti e le loro ricerche».

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