Connect with us
Pubblicità

I viaggi di Tridentum

I viaggi di Tridentum: tutte le «meraviglie» di Luca Zeni alla guida della sanità trentina

Pubblicato

-

Questa è la storia di Tridentum, l’eroe che tanti secoli fa è stato trasformato in un enorme cane alato dopo aver ucciso per difendere la sua famiglia e la sua terra dagli invasori.

Da allora è costretto a vagare in tutto il mondo insieme al fido «Autonomus» un piccolo elfo somigliante ad un orsetto che gli fa da guida.

L’incantesimo avrà termine solo quando Tridentum riuscirà a scoprire un solo politico che abbia a cuore i propri cittadini, che sia competente, intelligente e coraggioso.

PubblicitàPubblicità

Solo allora il mitologico animale potrà diventare nuovamente uomo e ricongiungersi con la sua famiglia e tornare nella sua terra chiamata «Na volta l’era n’isola Verdum»

Dopo aver vagato per decenni insieme a Tridentum, Autonomus sente parlare casualmente di un piccolo spicchio di terra chiamato Trentino, ubicato al centro dell’Europa, che ospita gente operosa, onesta e rispettosa del bene comune. Nella provincia si dice anche ci siano un centinaio di orsi liberi di circolare per tutto il territorio.

Essendo anche lui somigliante ad un Orso, Autonomus viaggia per raggiungere questo posto meraviglioso dove viene raccontato ci siano enormi foreste verdi, spettacolari ghiacciai e castelli e musei medioevali che ricordano la sua terra.

Ma quando i due raggiungono il Trentino capiscono che molte cose non vanno e che i racconti sentiti non sono veri fino in fondo.

Vedono alberi abbattuti, ospedali chiusi e rasi al suolo, punti nascita e posti delle guardie mediche abbandonati, strane persone con le cuffiette venute da altri mondi che camminano nelle strade liberi di non seguire le leggi e cittadini della regione chiusi e barricati in casa terrorizzati.

Tridentum incontra il capo del consiglio regionale, tale «Paccherum» che lo mette al corrente che è in atto una terribile pandemia e gli spiega quanto è successo negli ultimi anni.

Tridentum allora inizia ad indagare sul perché questo bellissimo ed unico territorio sia stato abbandonato e devastato. Cosa che scopre essere successa dal 2013 al 2018 quando a capo della sanità del Trentino c’era un certo Luca Zeni. 

Il cane alato studia interrogazioni, mozioni, ordini del giorno, documenti, dati e spese del periodo e individua un giornale locale, l’unico che aveva denunciato tutto in tempi non sospetti, al quale mandare tutta la documentazione, sicuro che sarebbe stata diffusa senza paura.

Cosa che noi facciamo, riportando di seguito tutte le «meraviglie» combinate dall’ex assessore Luca Zeni in poco più di 3 anni di mandato alla sanità Trentina. Vediamo allora che cosa ci ha fornito il fido Tridentum per permetterci di raccontare questa storia.

La pandemia di Coronavirus ha dimostrato pienamente la necessità e l’importanza degli ospedali di valle e del personale presente al loro interno.

Le cifre sul Coronavirus dovrebbero farci intuire come le difficoltà attualmente patite dai nostri ospedali siano figlie non solo dell’elevata aggressività del virus, ma anche e soprattutto dei tagli voluti da alcuni soggetti osannati come salvatori della Patria e accettati placidamente dal nostro paese in virtù di uno Spread e di cifre che nei fatti hanno solamente danneggiato la nostra economia.

Alla luce di quanto successo, a livello locale le responsabilità dell’ex assessore trentino alla Sanità e alle politiche sociali Luca Zeni appaiono evidenti.

Nominato da Ugo Rossi assessore al posto di Borgonovo Re nel luglio del 2015, in 3 anni ha ridimensionato a colpi di mannaia la sanità trentina e speso cifre considerevoli per l’accoglienza dei profughi.

Non possiamo negare che continua ancora oggi, da parte di alcuni, l’elevazione del concetto che vede dannoso tenere aperti certi presidi ospedalieri e l’invito alla chiusura – per esempio – dei punti nascite, uno di questi a Cavalese, riaperto di recente in regime di deroga.

Si tirano fuori costi, si fanno discorsi da professoroni altamente qualificati ma che in casi come questi hanno dimostrato di essere inaffidabili.

Se un punto nascita – tanto per rimanere sul tema – costa 4 invece di 2 ma è in un posto strategico per aiutare la popolazione, lo si deve tener aperto. Questo significa anche «autonomia».

Luca Zeni è l’assessore che ha conquistato in soli 3 anni molti record, e tutti negativi per la comunità trentina.

La memoria corre veloce a quell’11 marzo 2018 dove la rivolta delle comunità della valli di Fiemme e Fassa, dopo la decisione di Zeni di chiudere il punto nascite di Cavalese, ebbe il suo apice nella manifestazione di protesta con la partecipazione di oltre 2000 persone furibonde. In Trentino non era mai successo prima.

Prima di questa chiusura, l’assessore del PD in collaborazione con gli «autonomisti» del PATT aveva chiuso, rimanendo sordo alle proteste dei cittadini, il punto nascite di Arco e quello di Tione, depotenziato l’ospedale di Borgo Valsugana e «sepolto» per sempre quello di Mezzolombardo. Scelte che tuttora la maggior parte dei cittadini ritengono scellerate e dettate solo da una ideologia politica accentratrice che voleva portare tutti i servizi nel capoluogo intasando reparti e pronto soccorso.

Ma per una strana inversa proporzione, ai tagli che penalizzavano i cittadini e portavano allo sfascio la sanità periferica trentina, arrivavano aumenti per gli stipendi d’oro dei dirigenti e premi per il raggiungimento degli obiettivi.

Ma la disastrosa corsa alla distruzione della sanità trentina è continuata fino a pochi giorni prima dell’avvento dell’esercito leghista il 18 ottobre 2018. Zeni infatti ha fatto tabula rasa anche delle guardie mediche.

Con Zeni è stata una sanità dove le liste di attesa sono arrivate a livelli inaccettabili, dove l’affare NOT (nuovo ospedale trentino) impantanato fra le ghiaie di via al Desert e le sabbie mobili di Mattarello, è costato ai cittadini trentini 150 milioni di euro dei 338 previsti per avere in cambio lo zero assoluto. (qui articolo)

Senza dimenticare le difficoltà nella relazione con i cittadini, i quali, come evidenziato dal difensore civico, nel rapportarsi con l’azienda hanno spesso la sensazione di scontrarsi con un muro.

Oltre a tutto questo, non è la morte della piccola Sofia per malaria contratta nell’ambito ospedaliero il solo episodio per il quale Zeni avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni a prescindere, ancora di più dopo che non sono emerse responsabilità da parte di nessuno.

C’è anche, come appena accennato, proprio la costruzione del NOT, il più grande fallimento della nostra provincia autonoma di Trento certificato dai 235 mila euro che la corte dei Conti ha chiesto alla vecchia Giunta Dellai ravvisando  200 mila euro per le parcelle legali pagate per trattare l’allora indifendibile posizione della Provincia e i restanti 35 mila per il funzionamento della commissione.

Ad ogni intervallo scandito dalla musica, qualcuno rimane senza sedia e viene eliminato, ma nel caso di Zeni questo non è successo.

E gli oltre 6,5  milioni e mezzo raccolti da cittadini e associazioni a favore della sanità pubblica in questi giorni di grande sofferenza della nostra sanità, oltre a certificare la bontà e la responsabilità dei cittadini, confermano il fallimento della politica dei tagli al comparto sanitario attuata dall’ex assessore.

In questo caso i cittadini, ben più competenti e responsabili dei politici, o almeno di qualcuno di questi, hanno dimostrato la propria autorevolezza intervenendo in modo deciso per aiutare medici, infermieri e tutto il comparto sanitario. Zeni non l’aveva fatto.

Oltre ai tagli del comparto sanitario la priorità dell’amministrazione di centro sinistra della coppia Zeni/Rossi, è stata quella dell’accoglienza.

L’ex assessore durante i suoi 3 anni di governo ha portato la spesa per l’accoglienza dei profughi da 1 a 28 milioni di euro. Per la ristrutturazione dei centri delle ex caserme di via al Desert e di Marco di Rovereto sono stati spesi quasi 800 mila euro che hanno sborsato i contribuenti trentini. Non si può certo dimenticare la visita dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi al campo profughi di Marco dove aveva definito le condizioni dei migranti «invivibili»

Il capitolo legato ai profughi è parecchio controverso, se si pensa che alla fine degli oltre 2.000 profughi passati dal territorio trentino solo il 15% ha trovato poi la protezione umanitaria e quindi lo status di profugo.

Una voragine di soldi letteralmente gettati al vento in cambio di nulla visto anche che ora il centro di Marco è stato smantellato e quello di Trento fortemente ridimensionato (oggi gli ospiti sono meno di 300).

Ma la coperta da subito si è rilevata corta, forse anche per questo il buon Zeni ha deciso di prendere i fondi da destinare all’accoglienza proprio dove c’erano: cioè in quella sanità che era uno dei settori dell’eccellenza trentina.

Il totale che la provincia di Trento ha distribuito complessivamente alle associazioni che si occupano dell’accoglienza dei profughi in Trentino nel 2015 è di 9.079.583,45 euro. Nella cifra sono inclusi anche i contributi che sono erogati a chi ha messo a disposizione gli alberghi e gli spettacoli finanziati (qui le incredibili voci di spesa)

Nel 2016 la spesa sostenuta solo per le tessere elettroniche dei migranti prepagate dalla provincia di Trento è stata di 791.327,25. euro. 

Nell’anno 2017 la spesa sostenuta per i primi mesi 2017 (30 aprile 2017) è stata di € 350.070,19.

La spesa totale rendicontata al Commissariato del Governo per l’accoglienza straordinaria anno 2016 è stata di € 11.120.101,08 (sotto le spese)

La cadenza delle “ricariche”  dei migranti negli anni del governo di centro sinistra è mensile. Per un soggetto è di 139,00 euro, per due 220,00, per tre 264,00, per quattro 330,00 e per un nucleo di cinque soggetti 5 e più è di 409,00 euro. Altro che reddito di cittadinanza.

E poi via così anche nel 2107 e nel 2018 fino a raggiungere gli oltre 28 milioni di euro. Una cifra esorbitante.

È plausibile pensare che per ogni richiedente asilo il centro sinistra nella sua ultima legislatura abbia speso oltre 1.500 euro ogni mese a migrante, questo per circa 24 mesi, cioè il tempo per decidere se sarà rilasciato lo status di profugo al migrante. Tempo che spesso viene raddoppiato visto che quasi tutti i richiedenti asilo a cui non viene riconosciuto lo status di profugo presentano un ricorso, che viene preso in considerazione dopo altri 24 mesi che nel frattempo il rifugiato passa sul nostro territorio naturalmente mantenuto dai contribuenti.

Poi la saga degli «sprechi» continua con le spese di trasporti, dei medicinali, delle visite specialistiche, delle consulenze legali, psicologiche dei mediatori culturali e così via. Tutto rigorosamente gratis naturalmente.

Nel capitolo delle voci dei fornitori dei profughi l’amarezza nel leggere che fra le molteplici voci ci sono: elettrodomestici, acquisto di stoviglie usa e getta, il pagamento della tassa dei rifiuti, corsi di lingua e cultura italiana, acquisto set lenzuola usa e getta, acquisto abbigliamento e attrezzatura (al Cisalfa Sport), spese per la vigilanza armata, per il noleggio del trasporto migranti, per la manutenzione impianto riscaldamento alloggi, per delle forniture di occhiali da vista, per dei biglietti ferroviari, per l’acquisto di medicinali, per la stampa di fototessere, per il noleggio di container per ex Caserme Damiano Chiesa, per il servizio di lavanderia, stiro e noleggio biancheria per varie Residenze, di forniture di scarpe, di acquisto materiale cancelleria, per la realizzazione di video.

Non possono mancare le spese relative ai mediatori culturali. Non si capisce invece l’acquisto di biglietti ferroviari presso un’agenzia di viaggi trentina. Nelle spese del 2014 per i migranti sono compresi anche arredamenti per salotti e forniture di gasolio. I contribuenti trentini hanno dovuto pagare, come da voce nel capitolato, persino tutti i duplicati delle chiavi.

Nella lista della spese avvallate dal centrosinistra durante la sua ultima legislatura trentina si va dai 22 mila euro per i noleggiatori che portano in giro i migranti, ai 28 mila euro per un edicolante per i giornali per i profughi, ai 35 mila euro alla protezione civile per lavori di controllo, ai 79 mila euro per una rivendita di tabacchi, (senza sigarette i profughi non possono rimanere) ai 10 mila euro a Cisalfa per l’acquisto di materiale sportivo, più innumerevoli spese che fanno riflettere sulla precedente gestione dell’immigrazione in Trentino.

Non mancano fotografi, agenzie di viaggi, hotel, alberghi, (quasi 400 mila euro di Ostello a Rovereto) aziende per il servizio alle persone, il servizio della croce rossa (50mila euro) numerose farmacie, supermercati con i conti aperti, gelaterie, aziende di fast food, rivendite tabacchi e una miriade di aziende che offrono servizi non meno precisati. 

Nella lista sono presenti anche gli affitti pagati ad Itea e ai cittadini privati che hanno messo a disposizione i propri appartamenti ai richiedenti asilo. Il dato più impressionante sono i soldi dati ad una miriade di associazioni onlus non meglio precisate, alcune delle quali non si sa nemmeno di cosa si occupino.

Un finanziamento è stato erogato persino all’associazione di danza «ImprontaAfro» sconosciuta.

C’è persino una parrocchia che ha preteso 15 mila euro per servizi non precisati, alla faccia della carità. Ma quando a pagare sono i cittadini anche quella sparisce come d’incanto.

Insomma, un vera distribuzione a pioggia per tutti, finanziata dagli ignari e ingenui cittadini trentini, alcuni dei quali, che magari, faticano anche ad arrivare alla fine del mese. 

Luca Zeni è stato anche l’assessore che ha messo i ticket sulle ricette (1 euro) subito cancellato dal governatore Fugatti quando si è insediato come nuovo presidente.

Zeni oggi riconosce le proprie responsabilità? Assolutamente no ed anzi per riuscire ad avere un (presunto) schermo dietro al quale nascondersi attacca, ironizza e prova a mettere sotto accusa l’attuale gestione dell’emergenza.

Si dice che “ un bel tacer non fu mai scritto” cosa che Zeni ha dimenticato.

Il 18 ottobre 2018 con la cacciata di Luca Zeni si è chiusa una delle pagine più tristi della storia della nostra sanità che tutti i cittadini trentini sperano non ritorni mai più.

Purtroppo il primo viaggio alla scoperta del Trentino non ha trasformato Tridentum in un uomo come aveva sperato. Ma non bisogna perdere la fede e la speranza e anzi, su consiglio di Autonomus all’orizzonte arriva un nuovo politico da controllare. Il suo nome è comune, e arriva dall’antica regione longobarda.

È Autonomus che insiste per approfondire il suo lavoro di politico, gira voce infatti che durante il suo regno sia stato ucciso un orso innocente e combinati parecchi casini con concorsi, compravendite di proprietà dei cittadini, appalti sui quali indaga la finanza e via dicendo.

Continuano quindi i viaggi di Tridentum alla ricerca del politico intelligente, competente e coraggioso.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

  • L’idea di rifugio si evolve in sostenibilità, design e tradizione
    Il giusto equilibrio tra sostenibilità, design e tradizione prende forma grazie all’innovativo progetto di due architetti italiani che, reinterpretando l’idea tradizionale di rifugio hanno progettato e realizzato “ The Mountain Refuge”. Si tratta di una piccola capanna modulare dalla forma semplice e minimale che vuole rievocare l’archetipo tradizionale mediante composizioni innovative e contemporanee. La struttura […]
  • Lindt realizza il sogno di ogni bambino: apre in Svizzera la Home of Chocolate
    La Lindt Home of Chocolate, in italiano “Casa del Cioccolato“, avrebbe dovuto aprire le porte al pubblico lo scorso maggio ma, a causa della pandemia di Covid-19 che sta ancora affliggendo la popolazione mondiale, Lindt ha dovuto rimandare questo dolce e atteso appuntamento al 10 settembre 2020. Questa Casa del Cioccolato, situata nella sede di Lindt& Sprüngli […]
  • Internet supera i confini del deserto con 30 palloni aerostatici
    Dal mondo della tecnologia arriva il primo passo verso una società più equa. Il 4G supera i confini del deserto e arriva in Kenya grazie a 30 palloni aerostatici alimentati ad energia solare per garantire una copertura di rete a 14 contee keniote altrimenti isolate. L’iniziativa è frutto di un accordo tra la compagnia telefonica […]
  • Percorso Kneipp: concludere le vacanze in Trentino in totale relax
    La strana e tanto discussa estate 2020 sta per giungere al termine. E, se ci si trova in Trentino Alto-Adige, cosa si può fare per concludere al meglio la propria vacanza? Una delle tappe da non perdere è sicuramente il Percorso Kneipp, Centro situato in Val di Rabbi, per la precisione nella Frazione S. Bernardo. Il […]
  • In Giappone trionfano le vacanze covid – Free, di girare il mondo su un aereo ma con la realtà virtuale
    Per ottemperare alle rigide restrizioni imposte per abbattere la pandemia da Coronavirus garantendo contemporaneamente l’emozione del viaggio in aereo, una compagnia aerea giapponese ha riconvertito la propria offerta proponendo ai clienti  eccentriche vacanze virtuali a bordo di aerei finti con occhiali per la realtà virtuale. L’ideatrice di questo stravagante progetto è la Tokyo First Airlines, che permette […]
  • Si viaggerà ad idrogeno anche in Italia: dal 2021 al via i nuovi treni
    Negli ultimi anni, le soluzioni green per il trasporto pubblico si sono moltiplicate e concretizzate sempre di più attraverso la produzione di treni riciclabili a basse emissione oppure con l’entrata in servizio di Bus ibridi. A questo si aggiunge l’ultimissimo accordo siglato tra uno dei maggiori colossi di infrastrutture energetiche, Slam e una delle più […]
  • La Nasa riprogramma la strada verso la Luna testando “il razzo più potente di sempre”
    Dopo l’ultima missione di Apollo del 1972, l’agenzia aerospaziale americana Nasa si prepara a riportare l’uomo sulla Luna, testando nel deserto di Utah quello che ha definito “ il razzo più potente di sempre”, lo Space Launch System. Questo razzo farà parte della missione Artemide che in un solo lancio riuscirà a portare l’equipaggio insieme […]
  • Petit Pli: il vestito che cresce insieme ai bambini
    I bambini crescono rapidamente e spesso i loro vestitini hanno vita molto breve diventando stretti o troppo piccoli. Un’ulteriore costo che incide sulle tasche delle famiglie e dell’ambiente. A risolvere questo problema ci ha pensato il designer Ryan Yasin attraverso dei tessuti elastici che adattandosi perfettamente al corpo riescono a coprire ben 6 differenti taglie. […]
  • Scuole sanificate con robot a raggi UV: in Gran Bretagna le scuole sono a prova di virus
    Mentre in Italia ci si interroga ancora su come e quando aprire le scuole in vista dei rientri in classe degli studenti, in alcuni Istituti della Gran Bretagna anche la robotica entra in servizio per accelerare e favorire il rientro in sicurezza di bambini e ragazzi. Infatti, nelle ultime settimane per rendere tutte le superfici […]

Categorie

di tendenza