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Politica

Germania, Svizzera e Inghilterra in 5 giorni accrediti degli indennizzi a fondo perduto per l’emergenza coronavirus. In Italia solo annunci e burocrazia

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Mentre l’Italia bazzica nell’incertezza e le persone e sopratutto le aziende italiane aspettano aiuti da parte dello Stato per fronteggiare la situazione economica causata dal Coronavirus; Germania, Inghilterra e Svizzera si sono attivate, e fin da subito.

La burocrazia, soprattutto in questa situazione è un intralcio enorme; enormi quantità di carte da compilare per qualsiasi tipo di azione, siti disorganizzati inaccessibili da giorni e persone che aspettano sussidi per sopravvivere da troppo tempo. 

In Italia le aziende sono costrette (quelle che ce la fanno) ad anticipare la cassa integrazione dei propri dipendenti.

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Anche in questo periodo le imprese e le partite IVA vengono trattate dallo stato come criminali; ogni loro azione deve essere monitorata e prima di ricevere soldi dovranno aspettare mesi. Per ironia della sorte in questo momento prendono di più i soggetti che godono del reddito di cittadinanza stando a casa seduti sul divano da mesi, che gli imprenditori che creano posti di lavoro e concorrono alla ricaduta del benessere sul territorio e sull’economia italiana. È l’ultima incongruenza che emerge, grazie al periodo di emergenza, da parte di uno Stato che al rientro alla normalità dovrà rivedere molte cose.

Il problema è che i soldi servono ora! Questo è quello che sostiene a “Mattino Cinque” anche Michel Cohen, imprenditore italiano, attualmente residente in Svizzera, il quale in dieci minuti in banca ha ottenuto un prestito  pari al 10% del suo fatturato aziendale.

In dieci minuti in Svizzera per le aziende che fatturano fino a 5 milioni di euro basta chiedere un credito fino a 470 mila euro (500 mila franchi) in 7 passaggi ad un tasso d’interesse pari a 0%.

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Per queste aziende lo stato garantisce al 100%; quindi attraverso una banca che ha accettato le condizioni di fideiussione previste in dieci minuti si possono ottenere fino a 500.000 franchi che dovranno essere restituiti allo stato entro 5 anni.

Dieci minuti!  Altro che burocrazia italiana.

Per le aziende più grandi lo stato svizzero arriva a fornire crediti fino a 20 milioni di franchi; per l’85% garantiti dallo stato e per il 15 % dalla banca.

In questo caso il tasso d’interesse è dello 0,5%.

Nonostante il ritardo, neppure l’Inghilterra se la cava poi così male.

Tanto per cominciare anche nel paese della Regina Elisabetta le procedure per ottenere finanziamenti (fino a 5 milioni di pound )dalla banca sono velocissimi; basta presentare il bilancio aziendale prima e dopo l’emergenza Coronavirus e la differenza viene fornita dalla banca; lo stato garantisce all’80% senza interessi.

Ma il Governo inglese non si è limitato solo a questo; il pagamento dell’ IVA è stato rinviato al 31marzo 2021, a tutti i ristoranti, pub , alberghi e piccole imprese legate a questo settore le tasse sono state rinviate al 30 giugno.

Ad ognuna delle aziende sopracitate sono stati assegnati 25.000 sterline a fondo perduto per fronteggiare la crisi.

Per quanto riguarda le altre piccole imprese in difficoltà degli altri settori, beneficeranno di ben 10.000 sterline a fondo perduto.

I dipendenti delle aziende e le partite Iva potranno restare a casa per un periodo di 12 settimane con una paga mensile non superiore di 2.500 sterline.

Ricordiamo che le partite Iva in Italia potranno invece beneficiare di un bonus di 600 euro dopo una battaglia burocratica chiamata “Click day”.

Anche la Germania ha deciso di mettere da parte la burocrazia ed ha cominciato ad agire veramente per aiutare le imprese.

Ma la repubblica tedesca è federale per cui i vari stati hanno adottato misure diverse.

Prendiamo per esempio il Land di Berlino che è stato particolarmente attento nell’aiuto delle imprese.

Innanzitutto è stato restituito alle aziende l’anticipo dell’Iva e posticipato il pagamento di quella marzo-aprile.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi e le aziende di Berlino, basterà loro avere la residenza o la sede legale nella capitale per ricevere migliaia di euro sul conto corrente .

Ad un’azienda di 6-10 dipendenti basterà fare domanda online per ricevere come base 5 mila euro, poi si potranno richiedere altri 9.000; questi soldi derivano da fondi locali e federali.

I soldi liquidi che sono arrivati sul conto aziendale a sole 24 ore dalla richiesta.

Anche in Germania non ci sono state complicazioni, nessun sito è andato in tilt.

Tocca ora parlare del nostro paese dove a distanza di oltre 2 mesi dalla partenza dell’emergenza nessuno a visto ancora un Euro.

Solo annunci e parole ma per il momento di aiuti nemmeno l’ombra. Nessun indennizzo ma solo annunci di prestiti sopra i tassi normali.

La cosa che nessuno riesce a capire è il perché l’Italia non si allinei con il resto dei paesi d’Europa ed intervenga a tutela della salute e del lavoro dei propri cittadini. La domanda che corre dal nord al sud è la solita: «Perché in Italia non si sono dati degli indennizzi alle imprese a fondo perduto come hanno fatto tutti i paesi d’Europa?»

Il Trentino si è mosso più velocemente dello Stato e già a partire da giovedì 9 aprile 2020 i bonifici del bonus spesa sono cominciati ad arrivare sui conto correnti delle famiglie più bisognose.

L’esempio di come lo Stato sia ancora impantanato è stata riportata da un nostro lettore ed imprenditore di Trento che ha chiesto l’erogazione di un prestito di 25 mila euro alla propria banca come da legge del decreto liquidità presentato dal Premier Conte il 1° di Aprile.

Sotto è visibile la risposta della banca a 10 giorni dal presentazione del decreto che aveva previsto arrivare le somma dopo una sola settimana senza problema. Nessuno sa nulla, attendono ancora l’accordo con l”ABI. Storie italiane insomma, nulla di nuovo. Ma quanto sopporteranno ancora tutto questo gli Italiani? Ai posteri e alla storia l’ardua sentenza.

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