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Trento

Colpo di spugna sulla responsabilità della dirigenza: l’ordine dei medici protesta indignato

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In questi giorni è in discussione al Senato il decreto legge “Cura Italia”.

Alcuni rappresentanti sia della maggioranza che dell’opposizione hanno presentato degli emendamenti che sostanzialmente vorrebbero introdurre l’immunità per le strutture sanitarie (dei relativi dirigenti) e per i soggetti preposti alla gestione in relazione agli eventi avversi accaduti durante la pandemia del COVID-19 e in particolare “in caso di danni agli operatori”.

Gli emendamenti sostengono tutti lo stesso concetto: non è imputabile al datore di lavoro ovvero alla struttura sanitaria nessuna colpa o responsabilità nei confronti di medici e pazienti gestiti nel periodo della crisi sanitaria.

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E ciò sia in relazione a possibili danni derivati ai pazienti ed agli stessi medici, in questa fase più che mai esposti a rischi pesanti. Naturalmente questo riguarda anche i rappresentanti del governo che temono che alla fine dell’emergenza fiocchino migliaia di denunce nei loro confronto.  Alcune nei confronti del premier Conte sono già arrivate nei giorni scorsi. L’accusa è di strage colposa. 

Tornando ai medici, è il caso di ricordare che ad oggi sono 87 i medici morti in itala e quelli contagiati sono oltre il 15%.

Sull’argomento è intervenuto ieri il dott. Marco Ioppi Presidente Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri della provincia di Trento

«Prima ci mandano al fronte disarmati» è il commento di un collega. «Poi ci chiamano angeli ed eroi» è quanto si legge su un manifesto che riassume lo sdegno per un’ipocrisia tanto manifesta. «A leggere gli emendamenti presentati sembra che non interessi a nessuno che i medici siano eroi, che non sarà colpa di nessuno se vengono mandati a curare le persone senza adeguate protezioni e che quindi saranno solo eroi alla memoria.

L’emergenza non giustifica niente e nessuno, soprattutto chi ha mandato medici, infermieri e O.S.S. a lavorare a mani nude» è quanto ha dichiarato un collega sui social.

«Il Presidente Nazionale – afferma Ioppi – in un comunicato, afferma che si farà portavoce dell’indignazione che sta montando in tutti gli Ordini dei Medici territoriali. L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Trento sostiene il Presidente Nazionale a chiedere il ritiro immediato degli emendamenti, fa proprio l’appello pubblico dell’Ordine di Torino, capofila di questa protesta (e che di seguito riportiamo) e chiede ai parlamentari provinciali di intervenire per far presente lo sdegno e l’indignazione al riguardo, di medici, operatori sanitari e cittadini».

IL COMUNICATO DEL PRESIDENTE DEI MEDICI NAZIONALE – Ad ieri, sono 87 i medici morti in Italia. Solo in Piemonte, almeno 60 sono ricoverati in condizioni serie. Dei medici positivi al COVID-19 si è perso il conto, ma si stima che sia stato contagiato il 15% degli operatori.

A fronte di questi dati, nella discussione al Senato sulla conversione del Decreto Legge “Cura Italia” (il dl n. 18 del 17 marzo), sono stati presentati alcuni emendamenti che prevedono una sostanziale immunità per le strutture sanitarie e per i soggetti preposti alla gestione della crisi sanitaria, in relazione agli avventi avversi accaduti durante la pandemia da COVID-19 e in particolare “in caso di danni agli operatori”.

Gli emendamenti, con sfumature differenti in base al proponente, sostengono tutti lo stesso concetto: le condotte dei datori di lavoro non determinano responsabilità penale, civile ed erariale. I proponenti sono esponenti delle forze di governo e di opposizione.

Dunque, nessuna colpa se i DPI non sono arrivati, se i tamponi non sono stati fatti, se respiratori e caschi non sono sufficienti, se la gravità dell’epidemia è stata sottostimata, se l’organizzazione è stata incapace, incerta, lenta e lacunosa.

Nessuno potrà indagare: noi medici siamo definiti eroi, che devono lavorare con abnegazione e spirito di servizio, e tanto basta.

Si piangono i pazienti, ma non si potrà verificare se i sanitari sono stati messi nella condizione di curarli con tutti gli strumenti possibili. E se sono stati tutelati o mandati ad ammalarsi nell’esercizio delle loro funzioni.

Questi emendamenti sono crudeli, sprezzanti e offensivi per una categoria che sta combattendo e lavorando a mani nude. Sono inaccettabili in uno stato di diritto.

L’Ordine dei Medici di Torino, insieme alle maggiori organizzazioni sindacali dei medici, chiede che i proponenti li ritirino immediatamente, chiedendoci scusa per aver pensato di assolvere a priori le strutture sanitarie e le istituzioni  che avevano la responsabilità  e il dovere di tutelarci: tutto il paese è al nostro fianco.

Ci ricorderemo di tutto.

 

 

 

 

 

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