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Val di Non – Sole – Paganella

Da 0 a 1.000 in meno di tre giorni: la produzione di mascherine della Cooperativa Social NOS entra a pieno regime

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Da 0 a 1.000 in meno di tre giorni: potrebbe iniziare così la descrizione dell’iniziativa intrapresa dalla cooperativa Social NOS (Nuove Opportunità Solidali) di Predaia – della quale fa parte, in qualità di socio, anche l’editore del nostro giornale Roberto Conci – per riconvertirsi e avviare la produzione di più di 1.000 mascherine al giorno.

Un’iniziativa fortemente voluta e sostenuta dal presidente Massimo Zadra che, insieme al Consiglio di Amministrazione, ha creduto nell’importanza di lanciare un messaggio di positività sia morale che operativa in un periodo così drammatico sotto il profilo sanitario, ma anche economico.

Partita con un primo ordine inoltrato da volontari dello Sportello Amico di Predaia – grazie al finanziamento di due aziende del territorio e della stessa Social NOS – in meno di una settimana la produzione è entrata a regime grazie al moltiplicarsi degli ordinativi.

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Abbiamo accettato una sfida non da poco – sottolinea Zadra -. In un momento in cui tutta l’attività della cooperativa sembrava doversi fermare, ma consapevoli dell’urgente bisogno di dispositivi, abbiamo deciso di convertire la linea produttiva di Confezioni Anita (azienda incorporata per fusione lo scorso anno che normalmente produce articoli sportivi, ndr) alla realizzazione di mascherine. Oggi la produzione supera i 1.000 pezzi finiti al giorno, ma i ritmi sono in costante crescita, con potenzialità di incremento produttivo e impegno lavorativo che potrebbero triplicare in base alle richieste.

Da una dotazione standard di quattro dipendenti part-time e uno a tempo pieno, in Confezioni Anita si è passati ora all’impiego di sette persone a tempo pieno più una part time, a cui si aggiunge il contributo di due sarte artigiane esterne.

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L’iniziativa vede inoltre il sostegno e la partecipazione di volontari che si occupano di alcune lavorazioni e che hanno deciso di tramutare il corrispettivo in denaro che sarebbe loro spettato in mascherine da donare a chi, malgrado la necessità, non è in grado di acquistarle. Alla produzione su ordini diretti si unisce poi il lavoro per conto terzi ed in collaborazione con aziende affini.

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Il territorio ha risposto positivamente alla nostra proposta – continua il presidente -. Privati, realtà produttive e anche pubbliche hanno condiviso la finalità di questo progetto, che non è ‘solo’ quella, peraltro fondamentale, di incrementare il numero di dispositivi a disposizione. Grazie a chi ha sostenuto e sostiene la nostra causa, abbiamo dimostrato che si può reagire alle difficoltà facendo sistema anche a livello locale, creando indotto e quindi opportunità di reddito e dignità per le persone e le rispettive famiglie”.

Al personale, in particolare, va il mio sincero ringraziamento per aver creduto fin da subito in un progetto dalla riuscita non scontata, che ha necessitato di investimenti e formazione, ma che ha goduto dell’appoggio di tutti i dipendenti. Quando anche per loro sembrava prospettarsi come unica via quella degli ammortizzatori sociali, hanno avuto la possibilità di scegliere e hanno scelto di esserci, e di fare la propria parte”.

Un appunto finale Zadra lo dedica alla cooperativa: “Social NOS rappresenta una sfida per sua stessa natura – conclude il presidente –. È una realtà innovativa orientata alle persone, non al profitto. Il suo scopo non è quello di accumulare ricchezza, ma garantire continuità aziendale per offrire posti di lavoro anche a chi incontrerebbe difficoltà ad inserirsi in contesti lavorativi in cui la performance individuale è la prima discriminante. Questo obiettivo viene perseguito grazie allo sforzo interno e al supporto esterno di chi ci crede, ma sfidando la concorrenza del mercato al pari delle altre aziende, senza alcun tipo di sostegno pubblico diretto, con dinamicità ed intraprendenza. Anche in questo caso abbiamo voluto dimostrare coerenza”.

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