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Cani Gatti & C

Centro Felix, intervengono le forze dell’ordine. La storia della piccola Lucy adottata da una coppia di Trento

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Quella raccontata da una coppia di Trento è la storia della gattina Lucy (nella foto) affetta da cistite idiopatica felina.

Nel caso di questa patologia oltre al trattamento convenzionale sono importanti anche il trattamento dietetico e la modifica dell’ambiente del gatto per ridurre lo stress.

La storia è anche un’occasione per scoperchiare una sorta di «vaso di Pandora» che da anni il comune di Trento non ha il coraggio di prendere in mano.

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Stiamo parlando del gattile Felix, che riceve contributi pubblici e nonostante questo non riesce a gestite al meglio le situazioni che interessano i nostri amici animali. La struttura si trova in vicolo dei Gaudenti e dovrebbe essere di proprietà del Comune di Trento.

La struttura è gestita da un’associazione denominata «Associazione Volontari Gatto Amico» che, con versamenti spontanei da parte di simpatizzanti e con l’ausilio di volontari, sotto la direzione della signora Elena Finatzer ospita e adotta i piccoli animali.

Nel merito in questi anni le segnalazioni al Sindaco da parte di semplici cittadini e di altri enti si sono sprecati.

Queste riguardano innanzitutto la struttura ricettiva che non apparirebbe sufficiente a garantire un livello minimo di benessere degli animali ospiti, ma anche la presenza di numerosi gatti in condizioni di salute “preoccupanti”.

Altri cittadini hanno segnalato altre “anomalie” come, ad esempio, la “forzatura” esercitata dalla fondatrice per favorire l’adozione di un gatto malato, piuttosto che di uno sano ovvero la difficoltà nel ricevere in adozione un determinato gatto per l’opposizione della gestrice.

Ad Elena Finatzer  era stata proposta una nuova locazione nel rispetto delle norme sanitarie e strutturali del gattile ma ha sempre rifiutato per problemi logistici.

Non solo, lo stesso comune aveva intimato alla signora di fermarsi dal prendere in carico altri gatti e di farsi da parte.

Ad oggi infatti in una sola stanza sono presenti fino a 40 gatti.

Alla fine però il comune non ha mai preso nessuna decisione definitiva anche perché non esiste un regolamento che disciplini la gestione dei rifugi per gatti nell’ambito del Comune di Trento, come invece molte altre città possiedono.

Ma ora torniamo dal principio e leggiamo la storia che la coppia di Trento ci ha inviato.

LA STORIA  DI LUCY – Io e il mio compagno, verso i primi giorni di febbraio, decidemmo di adottare un gatto dal Centro Felix di vicolo Gaudenti; scegliemmo una gatta di nome Lucy, alla quale fu diagnosticata una cistite idiopatica felina per cui, prima di portarla a casa con noi, dovemmo attendere che si portassero a compimento ulteriori cure ed esami diagnostici.

Nel frattempo contattai la signora Ornella Dorigatti, presidentessa di Oipa Trento, per chiedere un parere sul Centro e ora, col senno del poi, mi rendo conto che avrei dovuto ascoltare le informazioni preziose che mi diede; la signora, infatti, mi disse di avere delle riserve in merito alla gestione del gattile, cito da uno scambio di messaggi: “ vada di persona e mi dica lei come stanno quei poveri gatti” e lamentai con lei un certo disagio in quanto sembrava che la titolare del Centro  temporeggiasse con L’ adozione.

Ma io e il mio compagno avevamo scelto, ci eravamo innamorati a prima vista di Lucy e cercammo di avere pazienza. 

Finalmente, il giorno 6 marzo, riuscimmo a portare a casa la piccola. La titolare ci offrì il suo aiuto perché sapeva che la cistite idiopatica felina è una patologia piuttosto impegnativa sia per il gatto sia per il padrone. Non nego che dimostró molta generosità regalandoci medicinali e alcune scatolette di cibo. 

Ci affezionammo subito alla gattina ed essendo gli unici responsabili della vita di questo esserino che mi guarda mentre scrivo, ci preoccupavamo ( e ci preoccupiamo e ci preoccuperemo sempre ) per il suo stato di salute, già abbastanza cagionevole per via della patologia che la affligge. Ho contattato più volte la titolare e il veterinario ogni qual volta la gatta urinava sangue o manifestasse dolore. 

Ma arriviamo al giorno del gravissimo fatto per il quale mi ritrovo oggi a scriverne: ieri mattina, giovedì 2 aprile, la gatta è stata molto male al punto che ha urinato più volte nelle ciotole del suo cibo e si lamentava come se fosse dolorante. In preda alla preoccupazione ho scritto alla signora in cerca di consigli; in tutta risposta , manifestando la sua solita disponibilità, si è offerta di portare il gatto dal suo veterinario di fiducia perciò ho portato immediatamente Lucy al Centro Felix, ma ho capito solo dopo che io ero assolutamente in buona fede e la signora invece no. E posso affermare al 100% di essere stata vittima di un bieco raggiro in quanto: la gatta non è stata fatta visitare da nessuno, il veterinario è stato contattato solo telefonicamente ed insieme alla titolare ha deliberato che io non sono in grado di prendermi cura dell’ animale.

Poi la signora mi aveva garantito che avrei potuto riprendere il gatto dopo qualche giorno ma stamattina, quando mi sono recata al Centro per consegnare urgentemente un antinfiammatorio da somministrare al mio gatto, mi ha detto che il gatto sarebbe rimasto là.

Io ho ovviamente controbattuto a queste pesanti accuse e in tutta risposta mi sono sentita rivolgere solo delle gravi offese. Aggiungo, inoltre, che il medico veterinario, pur non avendomi mai conosciuto e pur non essendo mai stato a casa mia e del mio compagno, ha stabilito che sono una persona con problemi di ansia e di conseguenza farei vivere il gatto in un ambiente malsano. 

Ho ovviamente contattato le forze dell’ ordine che sono intervenute immediatamente nonostante il momento di difficoltà in cui ci troviamo e, per fortuna, hanno decretato che Lucy, di fatto, è il mio gatto e non appartiene, invece, al Centro, come si ostinava a dire la titolare.

Ci tengo a specificare che gli agenti hanno preso visione di un atto di affidamento che ho firmato al momento dell’ adozione e che non fa minimamente riferimento, fra le clausole, alla possibilità di riprendere un gatto dagli adottanti a seguito di approssimative constatazioni delle volontarie o del medico veterinario, i quali, anzi,  dovrebbero essere felici di avere a che fare con adottanti scrupolosi e che mettono al primo posto la salute del loro piccolo amico.

Mi preme, inoltre, sottolineare la gioia e l’entusiasmo con cui ho sempre condiviso foto e racconti della nuova vita della piccola Lucy con la titolare  del Centro, la quale invece mi ha trattato come se fossi una carnefice di animali. 

Ho deciso di rendere pubblica questa storia perché vorrei che servisse a far luce su come viene gestito il Centro Felix, soprattutto per quanto riguarda le pratiche di adozione. 

Quei gatti non appartengono al Centro Felix, loro sono solo degli ospiti che meritano una speranza. 

Ringrazio gli agenti della Polizia di Trento e la signora Ornella Dorigatti di Oipa che mi hanno pazientemente aiutata. 

Mi piacerebbe essere contattata da chi ha vissuto esperienze simili con il Centro Felix o con qualsiasi altro gattile.

Lettera firmata

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