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Trento

Appello del sindaco: “Posticipare gli affitti di imprese e negozi chiusi”

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Andreatta invita alla generosità e cita il cartello di un fornaio napoletano. “Chi può metta, chi non può prenda: è un invito a restare uniti e a restare umani”

Nel giorno delle bandiere a mezz’asta e del minuto di silenzio dei primi cittadini italiani in segno di vicinanza con le comunità che stanno pagando il prezzo più alto a quest’epidemia, il sindaco Alessandro Andreatta chiede a tutti “un surplus di generosità e di lungimiranza”.

In particolare, rivolge un appello “ai proprietari degli immobili che ospitano negozi o imprese chiusi a causa del Coronavirus: posticipino il pagamento degli affitti di queste settimane, così contribuiranno alla salvezza di molte attività economiche e alla ripartenza della nostra economia”.

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Ecco di seguito l’intervento completo del sindaco.

«Ho appena condiviso un momento importante con i colleghi sindaci italiani, vestito con la fascia tricolore, in silenzio, davanti a palazzo Thun, con la bandiera a mezz’asta. È un modo per essere solidali con le comunità più colpite dall’emergenza Coronavirus. Sono i giorni più difficili questi. Sono i giorni del dolore, sono i giorni in cui la stanchezza è davvero grande in tutti coloro che combattono contro il Coronavirus negli ospedali, nelle Rsa, nel territorio per garantire i servizi essenziali. Sono i giorni in cui sentiamo il peso di questo isolamento che si protrae e che è faticoso soprattutto per i bambini e gli anziani in special modo se soli.

Questo però è anche il tempo in cui bisogna resistere e tener duro continuando ad osservare le regole e a essere solidali con i più deboli e i più fragili.

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È richiesto a ciascuno di noi un surplus di generosità. A questo riguardo, vorrei rivolgere un appello ai proprietari degli immobili che ospitano negozi o imprese chiusi a causa del Coronavirus: posticipino il pagamento degli affitti in queste settimane, diano un po’ di respiro, così contribuiranno alla salvezza di molte attività economiche e alla ripartenza della nostra economia. So che qualcuno l’ha già fatto, ha deciso di rinunciare all’affitto di un mese: mi complimento con loro, spero che lo possano fare in tanti. È un po’ quello che tenta di fare il Comune, rinviando i pagamenti a fine anno, chissà che non riusciamo anche a ridurli.

Chi può metta, chi non può prenda”: il cartello scritto da un fornaio a Napoli su una cesta messa fuori dal suo negozio dice esattamente e con grande semplicità cosa siamo chiamati a fare, qual è la nostra responsabilità.

Prepariamoci a ricominciare a vivere insieme cercando adesso, soprattutto adesso, di restare uniti e di restare umani. Se tutti sappiamo rinunciare a qualcosa, il dopo sarà più facile».

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