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Val di Non – Sole – Paganella

La stilista clesiana Margherita de Cles bloccata in Zimbabwe a causa del Coronavirus

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La stilista di origine clesiana Margherita de Cles, creatrice dell’“Atelier La Cles Italia Fashion”, artista di fama internazionale, si trova in Zimbabwe da febbraio, ed ora è impossibilitata a rientrare in Italia a causa dell’epidemia di Coronavirus.

La stilista de Cles oltre che occuparsi di moda è anche grande filantropa: in dicembre aveva messo a disposizione di alcuni giovani artisti le sale dello storico Palazzo Dal Lago, dove ha sede il suo Atelier, recentemente restaurato, per un’esposizione intitolata “Armocromia” (qui l’articolo)..

Dallo Zimbabwe, attualmente in stato di lockdown, ci ha fatto pervenire un comunicato dove spiega la sua situazione: arrivata a fine febbraio per uno dei suoi viaggi di ricerca legato al progetto produttivo di seta vegana, è ora ospite di un amico, l’imprenditore Samir Shasha proprietario dello stupendo Hotel Leopard Rock, situato sulle montagne di Bvumba al confine col Mozambico; sempre frequentato dall’aristocrazia europea, nel 1953 ospitò persino la regina Elisabeth con la figlia Margareth.

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La stilista non avrebbe potuto immaginare che sarebbe stato un soggiorno così lungo, ma vista la rapida espansione del virus in Italia, ed i rarissimi casi sul territorio africano, aveva inizialmente deciso di rimanere al sicuro nella vecchia Rhodesia. L’Ambasciata Italiana di Harare è sempre in contatto con lei e le invia aggiornamenti sulle normative riguardanti l’espansione del virus Covid19 in Italia e Zimbabwe; al momento però le frontiere sono chiuse e non ci sono voli per fare rientro in patria.

In contatto con amici e famigliari grazie ai nuovi sistemi di comunicazione, Margherita de Cles sta cercando di spendere al meglio il suo tempo, lavorando alle prossime collezioni moda e al progetto legato alla seta vegana, ipotizzando l’idea che possa essere lo Zimbabwe il luogo ideale per tale tipo di coltura, dove esisteva già in passato. Lo spirito imprenditoriale e filantropico ha più volte portato la stilista in paesi del terzo mondo, appoggiando progetti di sostegno eco-sociale per donne e bambini del Mali e dell’India.

Scrive Margherita: “E’ forse questo il nuovo approccio alla moda? In un’era in cui la globalizzazione ha messo in pericolo il mondo intero è forse il momento di pensare a un benessere collettivo e sostenere l’economia interna di ogni singolo paese. Un’economia più equilibrata e stabile per tutti garantirà una vita migliore e benessere globale. Tornare all’artigianalità locale e ad una produzione agricola interna, eviterà lo sfruttamento delle popolazioni più svantaggiate e farà sì che tutti abbiano cibo a sufficienza ed a garantirsi le cure sanitarie”.

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L’Amministratore Delegato di ‘Startupbootcamp’, Zachariah George, ex banker newyorkese, ha abbandonato Wall Street, e dal 2011 si occupa di start-up in tutta l’Africa; lui sarà il business-angel che seguirà la realizzazione del progetto moda di Margherita. Una moda green, etica, sostenibile ed alla portata di tutti, senza lo sfruttamento della forza lavoro; un piccolo passo per cambiare e amare di più il mondo in cui viviamo.

Non le rimane quindi che attendere fiduciosa che la situazione in Italia possa migliorare, sperando che nello stesso Zimbabwe il contagio non sia così violento come nel resto d’Europa, visto anche lo scarso servizio ospedaliero; in attesa quindi di una nuova primavera per tutti, e di poter riabbracciare al più presto i suoi cari in Trentino.

Per chi volesse contattarla direttamente: margheritadecles@gmail.com – www.lacles.it

 

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