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Politica

Il ruolo della donna all’interno della politica: la testimonianza di Gabriella Maffioletti

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Con questo articolo si concludono gli approfondimenti sulle conquiste che la donna ha ottenuto negli anni: abbiamo analizzato il punto di vista sociale e quello lavorativo e ora affrontiamo quello politico in compagnia di Gabriella Maffioletti, donna che da sempre, senza tanti riflettori su di sé, ha saputo conciliare con saggezza e intelligenza la famiglia, il lavoro e la politica.

La Maffioletti con grande passione si dedica concretamente ai problemi reali delle persone facendo politica per la gente e con la gente.

È noto che in generale si definisce politica quella scienza che, a livello sia teorico che pratico, ha per oggetto la costituzione, l’organizzazione dello Stato e la direzione della vita pubblica.

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La politica arrivò in occidente grazie alle traduzioni dal greco degli scritti di studiosi e filosofi come Aristotele, il quale parlava di pensiero e studio politico come la ricerca di una costituzione migliore che considerasse i diversi beni degli individui, primi fra tutti quelli dell’anima, vale a dire la saggezza, il coraggio, la giustizia e la temperanza.

Con il tempo purtroppo tali beni, anche se sbandierati in ogni discorso pubblico, sono andati molte volte, al secondo o forse anche all’ultimo posto, dando spazio invece al desiderio di prevaricazione l’uno sull’altro per amore del potere come sudditi del dio denaro e non per il bene della collettività.

La prima domanda posta a Gabriella Maffioletti è: La politica di oggi è ancora portatrice di valori?

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La Maffioletti a questo proposito afferma: “…al giorno d’oggi sono scomparsi i valori nella politica: raramente si possono riscontrare saggezza e coraggio, tantomeno senso della giustizia. Si governa per mantenere il potere nel tempo presente e non attraverso una progettualità che tenga conto di una crescita del benessere dei cittadini nel tempo. Se si lavora senza la prospettiva di un futuro non si possono dare risposte e soluzioni concrete ai bisogni reali delle persone. Oggi possono fare politica tutti, nel passato invece vi era una vera e propria scuola per diventare politici e si doveva essere quindi preparati e non andare allo sbaraglio come in questo periodo storico. Sono stati aboliti anche i finanziamenti ai partiti politici ed è vero che molti ne hanno approfittato per soli vantaggi personali, ma in realtà se usati con sapienza tali finanziamenti erano fondamentali per una comunicazione adeguata e una crescita della forza politica. Avrebbero dovuto esserci dei controlli serrati sulle spese dei partiti piuttosto che l’abolizione delle risorse economiche. In questo modo purtroppo solo i ricchi possono fare politica…”.

E il passato cosa c’insegna quindi?

«Il passato ci insegna anche che la politica è stata sempre gestita dagli uomini, nel nostro paese, ad esempio, si è dovuto aspettare l’unione dell’Italia perché le donne intraprendessero il loro percorso verso la piena cittadinanza politica. Neanche 100 anni fa nel 1945 le donne conquistarono il diritto al voto e solo nel 1984, dopo le rivoluzioni femminili degli anni ‘70, veniva formata la Commissione delle pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio. Nonostante le conquiste femminili del secolo scorso, nel 2011 il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affermava che la politica è il campo in cui la donna è più sotto rappresentata….Non c’è mai stato un Presidente della Repubblica donna, ma neanche un Primo Ministro donna…la strada da percorrere era ed è ancora purtroppo ancora lunga».

A che punto è l’Italia rispetto agli altri paese Europei?

«Nei paesi dell’UE la composizione di genere della rappresentanza politica è spesso più equilibrata, in Italia i dati statistici ci mostrano che nei vari consigli regionali le donne sono aumentate nel 2018 rispetto agli anni precedenti».

E a Trento?

«A Trento la percentuale della presenza femminile nella politica è aumentata da 17,1 a 25,7%, ma la media generale (21,1%) è in effetti ancora troppo bassa. Le elezioni del 2018 in Italia hanno visto la presenza femminile nel Parlamento Italiano del 35,8% contro il 31% della legislatura precedente. Infine non bisogna dimenticare che nei consigli comunali le donne elette sono il 30,5% superando la media regionale».

Qual è sia la sua opinione rispetto alla posizione della donna nella politica?

«La donna rispetto all’uomo deve adempiere a degli impegni familiari e non sempre è sostenuta dal marito o parenti nel fare carriera lavorativa e quindi tantomeno politica. I ritmi sono spesso massacranti, quindi oltre alle richieste dei propri cari, è la donna stessa che cede e rinuncia perché è obiettivamente difficile tenere il passo e far coincidere lavoro, famiglia e politica. Nel mio caso sono stata fortunata e ho avuto la famiglia sempre dalla mia parte, ma sarebbe importante che anche lo Stato supporti la donna che vuole crescere dal punto di vista lavorativo o politico ad esempio con un part-time verticale, home working ed altri strumenti. Non bisogna dimenticare inoltre che la donna deve fare i conti con la politica maschile che, nel momento in cui si esprime in modo negativo, diventa sleale competitiva e aggressiva: spesso se si è bravi si dà fastidio anche ai propri compagni di partito e in più se si è donna, bisogna stare sempre un passo dietro all’uomo».

Le donne come dice Gabriella Maffioletti hanno una particolare propensione per la mediazione e sono esseri multitasking, riescono a fare più cose contemporaneamente e proprio per questo dovrebbero avere un posto importante nella politica, non per potere, ma per dare un valore aggiunto alla pari dell’uomo.

Uomini e donne devono collaborare insieme rispettandosi nelle reciproche diversità per un mondo migliore e sperando per entrambi che il prossimo Presidente del Consiglio o il prossimo Presidente della Repubblica sia una donna.

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