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Italia ed estero

Dopo i 50 milioni per la Tunisia pronti 21 milioni anche per la Bolivia?

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Dopo i 50 milioni di euro elargiti dal governo giallorosso alla Tunisia a supporto delle aziende tunisine alle prese con l’emergenza coronavirus – di dimensioni del tutto diverse rispetto a quella italiana – esiste anche un caso Bolivia?

Questa volta saremmo a livello di promessa di un finanziamento di 21 milioni e mezzo alla cooperazione italiana in Bolivia e quale sarebbe il sostegno che si andrebbe a dare?

Un aiuto al sistema sanitario boliviano per combattere il coronavirus ! Decisamente dalla parte degli italiani questo governo targato PD – 5 stelle che in piena emergenza sanitaria nazionale, prima regala 50 milioni alla Tunisia tramite la Cassa Depositi e Prestiti, poi va a sostenere la Bolivia per un totale di quasi 72 milioni di euro ?

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L’assurda regalia alla Bolivia- notizia che oltre alla stampa boliviana è stata confermata anche dal direttore della sede estera dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo in Bolivia – è stata sollevata dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Demastro Dalle Vedove con un interrogazione al Ministro Di Maio.

In attesa della risposta, contiamo i casi di contagio in Bolivia: 39. Donazioni che in questo periodo di emergenza gravissima non trovano giustificazione alcuna, anzi andrebbero proprio bloccati tutti i finanziamenti per attività all’estero, dirottando i fondi se non all’emergenza in atto, almeno a garanzia del pagamento delle pensioni.

Ma del resto cosa ci vogliamo aspettare da questo governo che ha fatto del coronavirus un caso politico e razziale, prima ancora che sanitario?

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Ormai è ufficiale che governo e Iss erano a conoscenza dei rischi del Covid-19 dal 5 gennaio. Da quella data il governo non ha fatto nulla per mettere in sicurezza il popolo italiano.

Anzi, ha stimolato e consigliato tutti a organizzare aperitivi solidali e abbracci collettivi contro «la paura»

E dire che era stato il Ministero della Sanità – non quello tunisino o boliviano – ma quello italiano ad emettere un documento di 3 pagine dopo un’informativa dell’Oms, rendendo noto che i primi contagi in Cina risalivano al 23 ottobre 2019.

Pechino rendeva nota la notizia il 31 dicembre e la comunicazione oltre che al governo è arrivata all’Ospedale Sacco di Milano e allo Spallanzani di Roma.

Si parlava di “ polmonite da eziologia sconosciuta”. Sarebbe interessante sapere perché in Italia se ne inizi a parlare solo il 21 febbraio e si inizi ad affrontare la situazione solo a marzo. Qualcuno dovrebbe spiegarci, magari il governo giallorosso, come mai non sono state fatte scorte di mascherine, di respiratori e materiali sanitari da difesa.

Il governo si è mosso solo un mese più tardi quando ormai l’epidemia era inarrestabile. Oltre 6.000 morti che gridano vendetta e che dovranno essere spiegati da chi non è intervenuto prontamente per tutelare e salvaguardare la vita dei propri cittadini.

Lo stesso errore che sta facendo nel sostenere la nostra economia e il tessuto fatto di milioni di piccolo imprese che stanno finendo sul lastrico. Un ritardo di un mese anche in questo settore vorrebbe dire il fallimento Italia e la fame per i prossimi 10 anni.

Ma di questo il governo non ne parla, troppo imbarazzante?

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