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Italia ed estero

Inchiesta coronavirus e 5G: allora il collegamento esiste davvero?

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Il dottor Thomas Cowan di San Francisco, laureato presso il Michigan State University College of Human Medicine nel 1984 e vicepresidente del ‘The Weston A. Price Foundation’, al termine di una sua conferenza, ha rilasciato delle dichiarazioni che stanno facendo il giro del mondo su molti siti nazionali e internazionali:

“Vorrei dire qualcosa a proposito di questo corona virus se me lo permettete. Se conoscete Rudolf Steiner avete la risposta al test, ma occorre calcolare i dettagli. Nel 1918, dopo l’enorme pandemia dell’influenza spagnola del 1918, hanno chiesto a Steiner a cosa fosse dovuta. Lui rispose: i virus sono semplicemente le escrezioni di una cellula avvelenata. I virus sono delle parti di DNA o RNA, o di qualche altra proteina, che vengono espulsi dalla cellula. Si formano quando la cellula è avvelenata, non sono la causa di niente.

Il primo modo che ho di incoraggiarvi a riflettere su ciò è quello di immaginare di essere degli specialisti di delfini, ok? Avete studiato i delfini al circolo polare da centinaia di anni, o almeno per un periodo molto lungo, e i delfini stanno bene. Poi, improvvisamente vi chiamano: ‘Fred, quasi tutti i delfini stanno morendo nel circolo artico. Puoi venire ad indagare?’ Potete porre una sola domanda. Alzate la mano. Quanti di voi direbbero: ‘Voglio studiare i delfini per vedere il loro genoma’. Nessuno perché è una cosa stupida.

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Quanti di voi direbbero: ‘Voglio verificare se questo o quell’altro delfino ha un virus contagioso e che viene trasmesso agli altri delfini facendolo ammalare?’. Quel ragazzo.

Quanti di voi direbbero:’Non è che hanno messo qualche schifezza nell’acqua?’ come la super petroliera Exxon Valdez. Tutti quanti, perché è ciò che succede. Le cellule si ritrovano avvelenate e cercano di pulirsi eliminando i detriti, che chiamiamo virus. Se date un’occhiata alle teorie correnti sui virus che sono chiamate esosomi, l’ultima conferenza del NIH (Dipartimento della Salute degli U.S.A.) che parla della complessità dei virus, vedrete che corrisponde esattamente alle teorie correnti su cosa sono realmente i virus.

Ho un esempio drammatico di ciò nella mia vita. Durante la mia infanzia, all’esterno della mia casa sulla destra c’erano degli acquitrini. Erano pieni di rane che mi svegliavano di notte. Allora battevo sui vetri. In primavera facevano un rumore terribile. Col tempo tutte le rane sono sparite. Quanti di voi pensano che le rane avessero una malattia genetica? Quanti pensano che le rane avessero un virus? Quanti pensano che qualcuno ha messo del DDT nell’acqua? Questo è quello che è successo.

Le malattie sono un avvelenamento.

Quindi cosa successe nel 1918? Ogni pandemia negli ultimi 150 anni corrisponde ad un salto di qualità nell’elettrificazione della Terra. Nel 1918, alla fine dell’autunno del 1917, c’è stata l’introduzione delle onde radio intorno al mondo.

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Quando esponete un qualsiasi essere vivente ad un nuovo campo elettromagnetico lo avvelenate, qualcuno ne viene ucciso e gli altri entrano in una specie di ibernazione, ed è interessante, questi vivono un po’ di più e più malati.

Con la seconda guerra mondiale è iniziata una nuova pandemia, con l‘introduzione dei radar su tutta la Terra, ricoprendo la Terra di campi elettromagnetici emessi dai radar. Era la prima volta che gli esseri umani subivano questo tipo di esposizione.

Nel 1968 c’è stata l’influenza di Hong-Kong, è stata la prima volta che nella fascia protettrice della cintura di Van Allen – il cui ruolo principalmente è di incorporare i raggi cosmici provenienti dal Sole, dalla Luna, da Giove, ecc…, di incorporare tutto ciò e di distribuirli a tutti gli esseri viventi terrestri – sono stati posti dei satelliti che emettono delle frequenze radioattive. In sei mesi c’è stata una nuova epidemia virale. Perché virale? Perché la gente è stata avvelenata, espellono delle tossine che somigliano a dei virus. La gente pensa che sia un’epidemia di influenza.

Nel 1918 il Ministero della Sanità di Boston ha deciso di analizzare la caratteristica contagiosa di una epidemia: che lo crediate o no, hanno preso centinaia di persone che avevano l’influenza, hanno prelevato ciò che avevano nel naso e l’hanno iniettato a dei soggetti sani che non avevano l’influenza. Neanche una volta sono riusciti a far ammalare qualcuno. L’hanno ripetuto più e più volte e non sono riusciti a dimostrare il contagio. L’hanno fatto pure con dei cavalli che sembrava avessero preso l’influenza spagnola: gli hanno messo dei sacchi sulle teste, il cavallo starnutiva dentro il sacco e infilavano il sacco nel cavallo seguente. Nessun cavallo si è ammalato. Potete leggere tutto ciò in un libro che si chiama ‘L’arcobaleno invisibile’ di Arthur Firstenberg. Ha tenuto la cronaca di tutti gli stadi dell’elettrificazione della Terra e come in sei mesi c’era una nuova pandemia d’influenza nel mondo intero. Non ci sono altre spiegazioni. Come ha potuto propagarsi dal Kansas al Sud Africa in due settimane, in modo tale che il mondo intero manifesti i sintomi allo stesso momento, nonostante i mezzi di trasporto fossero la nave e i cavalli. Non ci sono spiegazioni per questo, dicono solo ‘non sappiamo come sia successo’.

Ma quando riflettete sul fatto che tutte queste onde radio e altre frequenze che certi tra di voi hanno in tasca o tra le mani, vi permettono di inviare un segnale in Giappone, e arriva all’istante. Quindi anche se non credete che esista un campo elettromagnetico che comunica a livello mondiale, in qualche secondo, semplicemente non ci prestate attenzione.

Finirò aggiungendo che c’è stato un salto di qualità drammatico durante gli ultimi sei mesi per quel che riguarda l’elettrificazione della Terra. Sono certo che molti di voi sanno di cosa si tratta. Si chiama 5G, dove ora ci sono 20.000 satelliti che emettono radiazioni, proprio come le radiazioni emesse nella vostra tasca o nella vostra mano e che usate continuamente. Tutto questo non è compatibile con la salute! Mi dispiace doverlo dire: non è compatibile con la salute. È un dispositivo che destruttura l’acqua e se qualcuno tra di voi fa questa considerazione ‘non siamo degli essere elettrici, siamo solo materia fisica, allora non disturbatevi a farvi un elettrocardiogramma o meglio un elettroencefalogramma o un’elettroneurografia, perchè siamo creature elettriche e i prodotti chimici sono soltanto i detriti di questi impulsi elettrici.

Finisco con un indovinello: dove si trova la prima città al mondo interamente coperta dal 5G? Whuan, esatto.

Quindi cominciamo a pensarci: siamo in una crisi esistenziale di un’ampiezza che gli esseri umani non hanno mai visto – e non gioco a fare il profeta del Vecchio Testamento – ma è qualcosa che non ha precedenti. La messa in orbita di centinaia di migliaia di satelliti nella fascia protettrice della Terra.

In effetti ciò non ha a che vedere con la questione dei vaccini. Un anno fa ho avuto un paziente che era in piena forma, che faceva surf. Era elettricista, installava dei sistemi Wi-Fi per delle persone molto ricche. Gli elettricisti hanno un tasso di mortalità molto elevata. Ma lui stava bene. Poi si ruppe un braccio e gli hanno messo una placca metallica nel braccio. Tre mesi più tardi non poteva più uscire dal letto. Aveva un’aritmia cardiaca. Fu il crollo totale.

La sensibilità dipende dalla quantità di metallo che avete in corpo come anche la qualità dell’acqua nelle vostre cellule. Quindi quando si inizia ad iniettare dell’alluminio nel corpo delle persone diventano dei ricettori per assorbire maggiormente dei campi elettromagnetici e questa è una tempesta perfetta per il tipo di danni di cui sta facendo esperienza tutta la nostra specie adesso.

Terminerò con una citazione di Rudolf Steiner del 1917, quindi un’epoca diversa:

‘Ai tempi in cui non c’era ancora la corrente elettrica, quando l’aria non brulicava di influenze elettriche (parliamo del 1917), era più facile essere umani. Per questo motivo, al fine di essere interamente umano oggi, è necessario sviluppare delle capacità spirituali più forti di quanto ce ne fosse bisogno un secolo fa.’

Quindi vi lascio con questo: fate di tutto per sviluppare le vostre capacità spirituali, perché è veramente difficile essere un essere umano ai giorni nostri.”

Queste dichiarazioni si aggiungono alla lunga lista di prove medico-scientifiche emerse dalla dettagliata inchiesta di Maurizio Martucci e pubblicata su Oasi Sana e da quanto pubblicato nell’articolo dedicato al 5g.

In particolare, Arthur Firstenberg, citato anche dal dottor Cowan, nel suo libro ‘The Invisible Rainbow: A History of Electricity and Life’ (‘L’arcobaleno invisibile. Una storia di elettricità e vita) cita il contagio dell’influenza spagnola, che infettò 500 milioni di persone in tutto il mondo:

“La pandemia di influenza spagnola nel 1918 iniziò effettivamente alla Naval Radio School di Cambridge, nel Massachusetts, con 400 casi iniziali.Questa epidemia si diffuse rapidamente a 1.127 soldati a Funston Camp (Kansas), dove erano state installate connessioni wireless. Ciò che ha incuriosito i medici è che mentre il 15% della popolazione civile soffriva di sangue dal naso, il 40% della Marina ne soffriva. Si sono verificati anche altri sanguinamenti, e un terzo di quelli che sono morti lo ha fatto a causa dell’emorragia interna dei polmoni o del cervello … Questi sintomi sono incompatibili con gli effetti dei virus respiratori dell’influenza, ma totalmente coerenti con gli effetti devastanti dell’elettricità.  (…) Si può vedere che ogni nuova pandemia di influenza corrisponde a un nuovo progresso nella tecnologia elettrica, come l’influenza asiatica del 1957-58, in seguito all’installazione di un potente sistema di sorveglianza radar e allo scoppio dell’influenza di Hong Kong dal luglio 1968 in poi, a seguito della messa in servizio di 28 satelliti militari per la sorveglianza dello spazio. (…)  È logico concludere che le pandemie influenzali degli ultimi decenni sono legate all’attività elettrica umana”.

Un’autorevole voce è quella del dottor e Professor Olle Johansson (qui il suo curriculum e la lista di alcune delle sue pubblicazioni, che sono più di 500). Johansson è professore associato, capo dell’Unità di Dermatologia Sperimentale, Dipartimento di Neuroscienze, presso l’Istituto Karolinska (famoso per il Premio Nobel per la fisiologia o la medicina) a Stoccolma, in Svezia, ed è un’autorità leader mondiale nel campo delle radiazioni EMF e degli effetti sulla salute.

Ha, inoltre, lavorato con numerosi colleghi internazionali che, in seguito, sono diventati premi Nobel, tra cui i professori Andrew V. Schally e Roger Guillemin. Questo scienziato, insieme ad un altro scienziato americano Paul Doyon, ha effettuato uno studio pubblicato nel Medical Hypotheses (2017;106;71-87).

Lo studio “ipotizza che le esposizioni ai campi elettromagnetici abbiano il potenziale di inibire la risposta del sistema immunitario mediante un eventuale aumento patologico nell’afflusso di calcio nel citoplasma della cellula, che induce una produzione patologica di specie reattive dell’ossigeno, che in turno può avere un effetto inibitorio sulla calcineurina. L’inibizione della calcineurina porta all’immunosoppressione, che a sua volta porta a un sistema immunitario indebolito e ad un aumento dell’infezione opportunistica. (…) Le esposizioni al campo elettromagnetico possono effettivamente produrre lo stesso effetto: un sistema immunitario indebolito che porta ad un aumento delle stesse o opportune infezioni opportunistiche: cioè fungine, virali, batteriche atipiche e infezioni parassitarie”. Qui l’estratto dello studio pubblicato nel 2017.

Un’altra voce è quella di Francis Boyle, professore di diritto internazionale nel College of Law dell’Università dell’Illinois,redattore del Biological Weapons Act del 1989 firmato dall’allora presidente americano George H.W. Bush e coinvolto nello sviluppo dell’accusa contro Slobodan Milosević per i crimini di guerra in Bosnia Erzegovina. Il Prof. Boyle afferma che la neurominidasi provoca il blocco delle cellule del sangue.

Si uniscono a questo coro anche medici italiani, per esempio il dottor Salvatore Rainò, Medico Chirurgo, Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica, Specialista in Medicina Interna e Omeopata Unicista, che afferma che “(…) Le aree dove la situazione è più grave sono le stesse dove il 5G, di documentata dannosità per le difese immuni, è stato installato a pieno regime (ogni tentativo di obiezione al 5G, per quanto improntato a documentate conoscenze scientifiche, in qualunque veste sia stato effettuato, è stato ignorato e stroncato dittatorialmente).”

Andiamo a vedere i dati, o meglio, la percentuale di contagio sul totale di una popolazione, l’incidenza del contagio in una determinata popolazione. Cosa emerge?

Wuhan è la prima città in assoluto. Mentre in Europa il secondo posto è occupato dalla Svizzera come si vede dal grafico di casi di Corona virus per milione di abitanti (vedi foto). Al primo posto c’è l’Italia, seguono poi Spagna, Germania e Francia.

A Wuhan sono state installate 30.000 nuove antenne wireless di quinta generazione (3.000 nuove Stazioni Radio Base e ben 27.000 nuove mini-antenne a microonde millimetriche).

In Italia era l’ottobre del 2018 quando le frequenze 5G venivano assegnate agli operatori tramite un’asta pubblica del Ministero dello Sviluppo economico che ha fruttato allo Stato oltre 6 miliardi di euro (leggi qui).

Se si mettono a confronto la situazione delle antenne 5G nel nord Italia e quella dei dati forniti dalla protezione civile sulla diffusione del corona virus (nel bollettino del 26 marzo) emerge molto chiara la sovrapposizione:

Fonte: google.com

Fonte: open

Così come la presenza massiccia in Lombardia (questo articolo è datato 6 dicembre 2019).

In Spagna invece?

A inizio marzo il segretario di Stato per le telecomunicazioni, Roberto Sánchez, su El Pais dichiarava conclusa la prima fase del piano per il trasferimento alle nuove frequenze della televisione digitale terrestre (DTT), iniziato a luglio 2019, colpendo oltre 11 milioni di persone di 2.413 comuni in 21 province di nove comunità autonome, in applicazione del Segundo Dividendo Digital, che ha previsto il rilascio di frequenze nella banda da 700 megahertz (Mhz) per ospitare servizi di telefonia mobile 5G, in modo che questa banda sarà completamente disponibile il 30 giugno.

In Germania, già ad aprile 2019, a fronte delle dichiarazioni del Ministro della Ricerca e dell’Istruzione Anja Karliczek, che diceva che il 5G non è necessario su ogni bidone del latte, la situazione era ben diversa, come si dichiara su Der Spiegel:“In Germania, il 5G viene letteralmente utilizzato su ogni bidone del latte. L’agricoltura è una delle industrie più digitali, mentre la società sta ancora discutendo di auto a guida autonoma, i trattori a guida autonoma sono da tempo normali. Lo stesso vale per i droni, che rilevano la condizione e la condizione dei campi”.

La Francia, invece, a gennaio 2020, quando tutti questi Paesi (Italia, Spagna, Germania) avevano già concluso le procedure, non aveva ancora messo a disposizione le frequenze 5G agli operatori (leggi qui). Tante le notizie francesi che vedono nuove strutture dedicate alla diffusione del 5G solo a fine febbraio 2020 (per esempio su Le Monde oppure sull’Ansa.

L’America invece?

Guardiamo i dati di diffusione del corona virus e del 5G:

Numero Antenne 5G. Fonte:speedtest.net

Diffusione 5G. Fonte: corriere.it

Alla luce di tutto questo sono molti a porsi dubbi e domande e c’è anche chi invoca la creazione di commissioni di inchiesta nazionali e internazionali (chiara la richiesta di Marco Palmisano, Presidente del Club Santa Chiara).

A prendere posizione, attraverso un tweet pubblicato in lingua inglese, è stato anche Gunter Pauli, nominato, insieme a Marianna Mazzucato, nuovo consigliere economico di Palazzo Chigi, che ha dichiarato:  “La scienza deve dimostrare e spiegare causa ed effetto. Tuttavia la scienza osserva innanzitutto le correlazioni: fenomeni apparentemente associati. Applichiamo la logica scientifica. Qual è stata la prima città al mondo coperta nel 5G? Wuhan! Qual è la prima regione europea del 5G? Nord Italia“.

Laureato in economia all’Università di Anversa e Mba all’Insead di Fontainebleau, Pauli, oltre ad essere anche autore di oltre 20 libri pubblicati (tra cui “L’economia blu: 10 anni, 100 innovazioni, 100 milioni di posti di lavoro”), è il fondatore della “Zero Emissions Research and Initiatives” (Zeri), network globale partito dallaUnited Nations University di Tokyo. Nel 2017 proprio questo network Zeri e Pauli avevano avviato una collaborazione in Argentina con il ministero dell’Ambiente e dello sviluppo sostenibile del governo di Mauricio Macri, insieme ad altri enti.

Andiamo a vedere altri tipi di inquinamento, che come ha dichiarato il dottor Cowan creano le condizioni affinchè l’organismo assorba maggiormente i campi elettromagnetici.

In Lombardia, a Montichiari, in provincia di Brescia, 25.400 abitanti, troviamo 13 discariche autorizzate e 11 dismesse, ma mai bonificate. E’ la Terra dei Fuochi lombarda, o peggio ancora, se è possibile immaginarla, perché qui i rifiuti non sono scaricati illegalmente, tutto è autorizzato e la concentrazione di rifiuti “non ha riscontri né a livello nazionale, né a livello internazionale”, come dichiara Marino Ruzzerenti, ambientalista, intervistato da Tagadà nel marzo 2016. “In questi anni stiamo smaltendo oltre il 70% dei rifiuti di tutta la Regione Lombardia, ossia di una parte consistente di tutto il Paese. Siamo l’immondezzaio d’Italia, questo è il risultato”.

Buche enormi, scavate una accanto all’altra a 500 metri dal primo centro abitato, qui tutti i giorni vengono scaricati rifiuti di qualsiasi genere che vengono ricoperti da immensi teli, perché sotto si nasconde addirittura l’amianto.

Da un lato la discarica e dall’altro le coltivazioni. Tassi di radioattività superiori alle soglie limite. “E’ in pericolo la salute dei cittadini”, aveva dichiarato il procuratore di Brescia Pierlugi Maria Dell’Osso davanti alla commissione nazionale antimafia, ma il Tar poco prima aveva autorizzato l’ampliamento di una delle tante discariche della zona lombarda.

E l’aria lombarda? Il nord d’Italia è una delle zone più colpite dall’inquinamento atmosferico; c’è una grande concentrazione di agglomerati urbani, di industrie, di traffico, di autostrade e una condizione geologica che favorisce il ristagno delle concentrazioni in città (per esempio la mancanza di ventilazione), afferma Legambiente. Che prosegue dicendo che secondo l’Unione Europea in Italia c’è il più alto numero di vittime per polveri sottili, e quindi che di inquinamento atmosferico si muore.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già stimato in 7.000.000 ogni anno le morti per patologie polmonari, cardiovascolari e cerebrali dovute all’inquinamento.

Le quantità di polveri sottili che si registrano a Milano sono davvero allarmanti rispetto a quelli europei e italiani. Quali sono i soggetti più colpiti? Quelli con un sistema immunitario deficitario, ossia bambini e anziani.

“La pianura padana è altamente inquinata e questo comporta una serie di effetti sulla salute a lungo e breve termine: per esempio sono riacutizzazione di patologie asmatiche e bronchitiche, forte incremento della tosse, aumentano anche i numeri dei ricoveri e delle visite al pronto soccorso.” ha dichiarato Alessandro Zanasi della Società Italiana di Pneumologia, intervistato nel febbraio del 2017.

Il presidente delle Confesercenti di Milano ha affermato che basta pulirsi il viso con un fazzoletto di carta la sera per capire quanto l’aria sia avvelenata. Sono cose risapute ma purtroppo sono vere.

Anche a Verona, come a Milano, i cittadini si sono organizzati per effettuare dei campionamenti indipendenti: l’Agenzia per l’Ambiente viene accusata di aver risolto il problema ponendo i rilevatori di agenti inquinanti in zone poco trafficate.

Molti denunciano anche gli effetti devastanti che avrà, su una situazione già allarmante, la realizzazione dell’autostrada cispadana, i cui lavori dovrebbero partire in autunno: 67 km che collegheranno l’A22 del Brennero all’A13 Bologna Padova attraversando l’area Nord della provincia di Modena, raggiungendo Ferrara Sud e completando così il collegamento con la costa adriatica.

A dimostrare l’inquinamento della pianura padana ci sono anche le immagini del satellite Sentinel 5 che dall’ottobre del 2017 ogni giorno identifica ozono, monossido di carbonio, biossido di azoto, anidride solforosa e metano, gas presenti nell’aria di tutto il mondo.

A questo si aggiunge lo studio fatto da dodici ricercatori della Società italiana di medicina ambientale (SIMA), dell’Università Aldo Moro di Bari e dell’Alma Mater di Bologna ) sulla relazione tra inquinamento e virus.

“Riguardo agli studi sulla diffusione dei virus nella popolazione vi è una solida letteratura scientifica che correla l’incidenza dei casi di infezione virale con le concentrazioni di particolato atmosferico (es. PM10 e PM2,5) (1, 2). Nel caso di precedenti casi di contagi virali, le ricerche scientifiche hanno evidenziato alcune caratteristiche della diffusione dei virus in relazione alle concentrazioni di particolato atmosferico:

(2010) l’influenza aviaria può essere veicolata per lunghe distanze attraverso tempeste asiatiche di polveri che trasportano il virus. I ricercatori hanno dimostrato che vi è una correlazione di tipo esponenziale tra le quantità di casi di infezione (Overall Cumulative Relative Risk RR) e le concentrazioni di PM10 e PM2.5 (μg m-3) (4)

(2016) esiste una relazione tra la diffusione del virus respiratorio sinciziale umano (RSV) nei bambini e le concentrazioni di particolato. Questo virus causa polmoniti in bambini e viene veicolato attraverso il particolato in profondità nei polmoni. La velocità di diffusione del contagio (Average RSV positive rate %) è correlata alla concentrazione di PM10 e PM2.5 (μg m-3) (5).

(2017) il numero di casi di morbillo su 21 città cinesi nel periodo 2013-2014 varia in relazione alle concentrazioni di PM2.5. I ricercatori dimostrano che un aumento delle concentrazioni di PM2.5 pari a 10 μg/m3 incide significativamente sull’incremento del numero di casi di virus del morbillo (6). I ricercatori suggeriscono di ridurre le concentrazioni di PM2,5 per ridurre la diffusione dell’infezione.

(2020) uno dei maggiori fattori di diffusione giornaliera del virus del morbillo in Lanzhou (Cina) sono i livelli di inquinamento di particolato atmosferico (7). In relazione all’evidenza che l’incidenza del morbillo sia associata all’esposizione a PM2.5 ambientale in Cina, i ricercatori suggeriscono che politiche efficaci di riduzione dell’inquinamento atmosferico possono ridurre l’incidenza del morbillo.

La relazione tra i casi di COVID-19 e PM10 suggerisce un’interessante riflessione sul fatto che la concentrazione dei maggiori focolai si è registrata proprio in Pianura Padana mentre minori casi di infezione si sono registrati in altre zone d’Italia. (Fonte: Sima)

Tali analisi sembrano quindi dimostrare che, in relazione al periodo 10-29 Febbraio, concentrazioni elevate superiori al limite di PM10 in alcune Province del Nord Italia possano aver esercitato un’azione di boost, cioè di impulso alla diffusione virulenta dell’epidemia in Pianura Padana che non si è osservata in altre zone d’Italia che presentavano casi di contagi nello stesso periodo. A questo proposito è emblematico il caso di Roma in cui la presenza di contagi era già manifesta negli stessi giorni delle regioni padane senza però innescare un fenomeno così virulento.

Oltre alle concentrazioni di particolato atmosferico, come fattore veicolante del virus, in alcune zone territoriali possono inoltre aver influito condizioni ambientali sfavorevoli al tasso di inattivazione virale. Il gruppo di lavoro sta approfondendo tali aspetti per contribuire ad una comprensione del fenomeno più approfondita.”

A sostenere questa tesi c’è anche la dottoressa Antonietta Gatti, intervistata da Agi Italia, che dichiara:
“L’aria è piena di polveri come ben sappiamo dai valori delle centraline dell’ARPA e i limiti di legge sono ripetutamente superati anche molto abbondantemente. Quelle controllate sono polveri di dimensione 10-2,5 micron, ma ci sono anche polveri ben sotto il micron: Polveri che hanno dimensioni comparabili con quelle di un virus. Una interazione non è solo possibile, ma è probabile. La creazione di un’entità organica-inorganica, una volta nel corpo umano, non è facilmente debellabile. Questa interazione può capitare anche dentro gli alveoli già pieni di polveri. Su questi substrati il virus può replicarsi facilmente”.

Antonietta Gatti è una fisica, tra i maggiori esperti di tossicità delle nanoparticelle a livello internazionale. (qui il suo curriculum)

Nella zona d’Italia più colpita da questo virus c’è anche l’autostrada BreBeMi, che il magistrato Roberto Pennisi, procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti il 4 novembre 2014 , ha dichiarato essere “servita per interrare rifiuti”.

Quindi aria e terra profondamente inquinate, anche di quei metalli che, una volta nel nostro corpo, richiamano come calamite le radiazioni generate dal 5G, provocando gravi conseguenze per la salute.

Attualmente siamo nell’occhio del ciclone. Si è creata, nel corso del tempo, la tempesta perfetta che colpisce gli uomini come un uragano, anzi con intensità e forza assolutamente maggiori.

L’uragano, al suo passaggio, distrugge e porta morte: le città sono rase al suolo, non esistono più case, scuole, fabbriche. Quello che vediamo oggi è che le nostre città non sono fisicamente crollate ma sono vuote, deserte, prive di vita, gli ospedali sono pieni, il ciclo produttivo rallentato, se non del tutto bloccato per alcuni, non si sentono più i bambini giocare e ridere o le persone parlare tra loro nei parchi o per le strade. Un deserto di relazioni, in cui ognuno si trova ad essere spettatore di questa catastrofe.

Una combinazione di fattori che traggono origine da lontano e che, seguendo ciascuno la propria strada, hanno trovato un incrocio nei loro sviluppi di cui oggi vediamo alcuni degli drammatici effetti (quali saranno i prossimi?). Siamo ancora in tempo per fermare il peggiorare di questa situazione?

Chi ha il potere di dire no al 5G?

Chi ha il potere di fermare l’inquinamento, che in questa quarantena abbiamo visto tutti quanto si sia drasticamente ridotto?

Chi ha il potere di dire basta a terre contaminate che producono il cibo che portiamo sulle nostre tavole?

Chi ha il coraggio e la coscienza per farlo?

Domande che oggi nascono in modo così naturale, ma che non nello stesso modo ricevono risposte.

La Verità è spesso scomoda, contro gli interessi di molti o di pochi, spesso assai difficile da trovare.

Smetterla di cercarla, questa è davvero la fine, la vera morte per l’umanità.

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