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Trento

Il Patriota e l’opportunista: la differenza tra Mirko Bisesti e Franco Ianeselli

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A Franco Ianeselli, candidato della sinistra alla poltrona di sindaco di Trento la verità non piace e fa finta di non vederla.

Del resto come esponente della sinistra più estrema non conosce l’autocritica e tanto meno la possibilità di errore quando si deve confrontare con la verità.

Per questo messo di fronte all’evidenza la sua reazione diventa molto nervosa.

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Ieri l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti sul suo profilo Facebook ha postato una riflessione che rispecchia la realtà dicendo che la sinistra in generale, ma in particolare quella sinistra radicale alla quale Ianeselli chiede i voti, ha da sempre osteggiato e odiato le forze armate, gli alpini, il tricolore. La cosa è ormai risaputa da quasi tutti. 

Di esempi ne abbiamo sotto gli occhi molti: dalla scritta “Acab” a quella di “ Alpini Assassini”,  oppure “polizia assassina” o ancora all’arcobaleno elevato a simbolo preferito a sinistra, al tricolore bruciato; a cantare in ogni occasione “Bella Ciao” che certo anche Ianeselli ha cantato al posto dell l’inno di Mameli.

La sinistra odia le forze dell’ordine ma ne chiede l’intervento quando ne ha bisogno. Ecco in concreto l’incongruenza e le contraddizioni che ormai la sinistra e Ianeselli si porta dietro come un grosso macigno.

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Non possiamo non scordare che Franco Ianeselli era al comando del corteo, insieme ad altri sindacalisti e uomini politici della sinistra, che di fatto entrò con la forza nel palazzo della provincia durante l’evento legato al gender.

Mirko Bisesti ha semplicemente ricordato alla sinistra quello che era il suo passato più recente e che tornerà ad essere il suo futuro, posizione in netto contrasto con quella attuale dove chiede ed implora l’intervento della forze dell’ordine.

Lo stesso Ianeselli ha esaltato il Doss Trento illuminato col tricolore, gli piacciono le bandire d’Italia esposte a finestre e balconi, chiede una maggior determinazione delle Forze dell’Ordine e perfino l’Esercito in strada a garantire l’osservanza del decreto.

Ma in tutto questo sventolare di bandiere e battere di tacchi, Ianeselli non ha una sensazione di un patriottismo un filino fascista? 

No perché adesso il candidato sindaco della sinistra punta sull’opportunità per aumentare le simpatie e per farlo, va bene anche il tricolore e l’inno di Mameli.

Poi una domanda: Ianeselli dove ha visto le sardine impegnate di persona nell’emergenza coronavirus?

Lui le avrà anche viste, gli italiani e i Trentino no.

L’errore di Bisesti? Quello di avergli ricordato la sua ideologia, le sue posizioni oltranziste che torneranno ad essere tali e quali quando a Ianeselli non servirà più fare il (falso) patriota.

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