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Trento

Il presidente Roberto Paccher in quarantena

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Probabilmente è il primo consigliere e uomo politico trentino che finisce in quarantena.

Il Presidente del Consiglio regionale Roberto Paccher da ieri è isolato presso la sua casa della Valsugana in attesa di sapere l’evolversi del suo grado di salute.

«Sto bene – spiega Paccher al telefono – ho avuto dei contatti con un mio parente che poi è risultato positivo, giusta quindi la procedura che l’azienda sanitaria ha subito attivato per me e tutta la mia famiglia»

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Il presidente del consiglio regionale dovrà rimanere a casa 15 giorni, «ne approfitterò per stare insieme ai miei figli che purtroppo durante l’anno per i grossi impegni di lavoro vedo poco. Nessuna paura la piena fiducia nell’apparato sanitario trentino che sta affrontando la più grave emergenza della storia trentina con organizzazione e competenza.»

Roberto Paccher era senza dubbio uno degli uomini politici a maggior rischio contagio visto la sua instancabile presenza sul territorio per correre in aiuto dei cittadini che hanno bisogno di aiuto.

«Oggi stiamo attraversando l’ennesima tempesta, qualcosa che fino a qualche settimana fa sembra inimmaginabile. E come in una tormenta di neve non possiamo che cercare un riparo ed aspettare che passi: il nostro riparo sono le nostre case, i luoghi dove abitualmente viviamo. E’ un sacrificio che tutti dobbiamo fare: non uscire significa impedire al virus di propagarsi, di diffondersi più di quanto non abbia già fatto» – afferma Paccher

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«Dovremo lottare ancora e tenere duro ma questo periodo oscuro finirà presto. È necessario stare uniti come abbiamo sempre fatto in questi momenti e presto ne saremo fuori. Il Trentino-Alto Adige tornerà ad aprire le sue porte e a fiorire nuovamente, potremo tornare ad ospitare i turisti che animano la nostra economia e, tutti insieme, abbracciarci e soprattutto abbracciare tutte quelle persone che in queste settimane sono in prima linea»

E ancora: «Nessuno di noi avrebbe mai pensato di poter vivere una cosa del genere nella propria vita, ma il popolo trentino è attrezzato per superare l’emergenza grazie al suo grande senso civico, la sua tenacia e l’amore per il prossimo e per il suo territorio»

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