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Trento

L’astinenza da movimento e l’incredibile caso di Marco Modesto Brazzo

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Evidentemente il tanto parlare di stile di vita sano, di mobilità alternativa, dell’importanza del movimento per tutte le età, ha creato anche nei trentini una dipendenza da movimento.

Più la richiesta è di stare in casa e più emerge questa insaziabile necessità di uscire, correre, camminare, andare in bicicletta: sembra davvero una dipendenza che crea astinenza.

Si è invece a casa dal lavoro? Allora non ci sono alternative: si è in ferie e ci si comporta come se fosse vero.

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La giornata primaverile tipo in tempi normai? Si va al parco anche con i bambini, si gioca a basket o a calcio anche se è vietato l’ingresso nei campetti. Se fosse stata un’alluvione come nel ‘66, la situazione sarebbe stata più chiara: non si poteva uscire di casa se non a nuoto, ma era cosa decisamente sconsigliata.

Si sogna per giorni un fine settimana da trascorrere sul divano e quando arriva la possibilità di farlo, nessuno riesce a rinunciare al movimento e finisce per odiare il divano come odiava la sveglia.

In questo contesto c’è anche spazio per un fenomeno come Marco Modesto Brazzo che da Rovereto è partito verso Trento in bicicletta con l’evidente scopo di farsi identificare, denunciare e creare il caso che desse visibilità allo sconosciutissimo “Movimento Attivisti Italiani”.

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Follia allo stato puro, stato mentale incrinato oppure strategia nella comunicazione? Lo scopriremo nei prossimi giorni visto che in un nuovo show sul suo gruppo di you tube ha denunciato gli agenti della Polizia di Stato per sequestro di persona (qui il link del nuovo video)

In questi giorni, se ne vedono davvero di tutti i colori, ma forse la verità è una sola: la gente ha perso l’abitudine a stare in casa, ha perso l’abitudine di trascorrere delle ore con la propria famiglia, non sa più come gestire la giornata dei propri figli che fino a qualche settimana fa erano parcheggiati nel tempo pieno scolastico, nelle mille attività pomeridiane e così si finiva per incontrarli solo qualche ora alla sera.

E qui la differenza la faranno ancora una volta le donne, da sempre più preparare, sensibili e capaci nel gestire situazioni al limite. 

Per molti trentini il dover restare in casa ha fatto scoprire di aver di fianco degli estranei, con i quali non si cosa fare o cosa dire ed allora diventa indispensabile una corsa, una camminata o una pedalata per uscire da quella che dovrebbe essere una normalità: vivere la propria casa e la propria famiglia. Cosa che è l’unica cosa da fare per il momento visto che è vietato uscire per qualsiasi cosa. Niente camminate, giri in bicicletta o jogging quindi. 

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