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economia e finanza

CoronaVirus, gli aiuti provinciali. Confcommercio: «Bene gli interventi ma le misure abbiano valenza preventiva ed anti-ciclica: non bisogna aspettare che l’economia subisca un danno irreparabile»

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Il disegno di legge n. 50/2020, di iniziativa della Giunta Provinciale, prevede delle misure urgenti per contrastare gli effetti negativi del virus COVID-19.

Gli interventi mirano al rilancio degli investimenti pubblici mediante misure di accelerazione e semplificazione dei contratti pubblici, oltre ad interventi in favore degli operatori economici, mediante rinvio delle scadenze di versamento di alcuni tributi, azioni di semplificazione dell’attività istruttoria relativa alle domande di incentivazione previste dalle leggi provinciali e misure che favoriscono l’accesso al credito.

«Si tratta di misure – è scritto nelle osservazioni – che vanno nella giusta direzione, ma vanno considerate come un principio di intervento posto che siamo convinti che nel prossimo futuro si dovranno approntare misure economicamente ben più consistenti, per raggiungere l’obiettivo che le imprese chiuse oggi non lo rimangano per sempre».

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«Considerato il prevedibile impatto che le imprese dovranno sostenere anche in termini di bilancio previsionale per l’anno in corso – scrive il presidente di Confcommercio Trentino Giovanni Bort – è indispensabile, qualora si voglia attribuire alle misure di sostegno anche un’efficacia preventiva e anticiclica, prevedere che possano beneficiarne non solo dopo aver già registrato un impatto negativo in conseguenza dell’emergenza sanitaria, ma anche – e forse soprattutto – in forza della ragionevole previsione di un impatto negativo che potrà verificarsi nei prossimi mesi. In altri termini, non aspettare che si sia già verificato un calo degli ordinativi, delle prenotazioni, del fatturato o dell’occupazione, ma consentire anche alle imprese in bonis di trattenere liquidità in azienda, o di acquisirne di nuova, per garantire regolarità e continuità all’attività, e per sostenere gli ulteriori investimenti necessari ad assicurare presenza e competitività sul mercato».

Ecco nel dettaglio le osservazioni di Confcommercio Trentino.

Imis – Bene, per Confcommercio Trentino, il differimento del pagamento dell’imposta anche se sarebbe stato apprezzabile una sua sostanziale riduzione, mentre viene richiesta, alla scadenza del 16 dicembre 2020, la possibilità di rateizzare il pagamento.

Molto spesso i piccoli imprenditori non sono proprietari dell’immobile nel quale esercitano l’attività e quindi il beneficio previsto non si trasferisce nelle tasche degli imprenditori in difficoltà. Sarebbe quindi opportuno – in questi casi – prevedere un credito di imposta che incida, riducendoli, sui canoni di affitto oppure che il beneficio dato ai proprietari degli immobili sia in qualche modo riversato sui titolari delle attività di impresa ivi esercitate con riduzione dei canoni di locazione, ovvero forme di dilazione degli stessi.

Irap – Si chiede di intervenire, inoltre, sulla riduzione delle aliquote IRAP, in analogia a quanto fatto in favore delle agenzie di viaggio dopo l’11 settembre, della tariffa rifiuti e del canone occupazione suolo pubblico (COSAP), d’intesa con le Amministrazioni Comunali. Tutti gli operatori economici registrano un calo della clientela che, per evidenti ragioni di tutela della salute, sono limitate negli spostamenti al minimo indispensabile. Le ultime disposizioni dei decreti governativi, come noto, hanno disposto la chiusura delle attività di ristorazione e di bar e delle attività commerciali di beni non essenziali.

Tariffa rifiuti, COSAP e imposta di pubblicità – Lo scenario che si prospetta si ripercuote negativamente sulla gestione delle imprese che nonostante il calo dei ricavi sono tenute a far fronte a scadenze fisse quali, tra le altre, il pagamento della tariffa rifiuti, il Cosap e imposta di pubblicità.

Confcommercio Trentino chiede agevolazioni tariffarie nonché riduzioni e/o sgravi della quota fissa della tariffa rifiuti che ha una maggiore incidenza sul costo del servizio a carico delle imprese, in ottemperanza al principio ormai consolidato del “chi inquina paga”. In proposito preme evidenziare che molte amministrazioni comunali si dichiarano disponibili a sostenere le imprese che operano sul loro territorio, ma hanno il limite dell’obbligo di garantire la copertura dei costi del servizio e risorse sempre più limitate.

Molte le sollecitazioni pervenute da alcuni associati del centro storico cittadino che chiedono la possibilità di riduzione o eliminazione del costo dell’occupazione suolo pubblico o comunque di individuare una misura che vada incontro agli operatori cittadini.

Si dovrà altresì intervenire con una consistente riduzione o soppressione della imposta di pubblicità, attesa la chiusura delle attività e della corrispondente vita delle città.

Procedura di appalto dei lavori pubblici di importo superiore alla soglia europea

La procedura di affidamento mediante invito ed il successivo sorteggio tra chi ne ha fatto richiesta, di partecipare alla gara, rischia di penalizzare le aziende trentine. Più elevato è il numero delle imprese che hanno presentato domanda di partecipazione, minore è la probabilità di aggiudicazione da parte delle imprese del territorio, quindi riteniamo sia preferibile mantenere la procedura aperta tradizionale.

Appare inoltre, opportuno inserire il criterio di residenza dei dipendenti da impiegare nella commessa entro un determinato raggio di Km. Si tratta di un criterio già utilizzato, che ha limitato la partecipazione di imprese da fuori provincia.

Ribasso applicato al subappaltatore e coinvolgimento PMI – A parere della scrivente il criterio del minor ribasso applicato al subappaltatore e quello del coinvolgimento delle PMI devono essere in qualche modo correlati.

Misure per i lavoratori – In via preliminare è necessario il monitoraggio delle richieste presentate dalle aziende che hanno aderito al Fondo e che non possono beneficiare degli ammortizzatori sociali di legge. Nel caso in cui non vi fosse sufficiente disponibilità economica nel Fondo di Solidarietà del trentino, si dovranno prevedere delle modalità che permettano l’accesso ad eventuali misure di sostegno al reddito attivate a livello nazionale, anche alle imprese sotto i cinque dipendenti.

Per quanto riguarda i percettori di Naspi, in particolare i lavoratori stagionali, si deve intervenire per un’estensione del periodo concesso, avendo questi lavoratori concluso il periodo di percepimento dell’ammortizzatore sociale e non avendo la possibilità di essere reinseriti, in breve tempo al lavoro presso le imprese stagionali del turismo.

Sarà inoltre necessario predisporre interventi a supporto delle aziende in crisi e che non hanno liquidità sufficiente ad anticipare il sostegno al reddito ai propri lavoratori, permettendo che gli stessi lavoratori possano essere sostenuti fino al completamento dell’istruttoria, che a volte prevede tempi lunghi (soprattutto a livello nazionale).

Al fine di non sovrapporre le misure di intervento nazionali agli interventi provinciali che verranno pianificati è opportuno attivare, da subito un Tavolo permanente che consenta il monitoraggio delle dinamiche che questa particolare crisi crea a livello economico territoriale.

Misure urgenti a sostegno degli operatori economici – Per i nostri piccoli Imprenditori e i molti lavoratori autonomi servono interventi che consentano di superare questa emergenza e che subito dopo li supporti a recuperare ciò che hanno perso. I lavoratori autonomi e gli imprenditori nel momento in cui perdono la possibilità di proseguire la propria attività non possono beneficiare di alcun ammortizzatore sociale, per cui sono necessarie ed urgenti misure di sostegno al reddito predisposte ad hoc.

Le imprese che chiudono oggi per necessità e senso di responsabilità vanno adeguatamente supportate affinché non debbano chiudere per sempre.

Si chiede altresì l’introduzione di misure a sostegno della categoria degli agenti e rappresentanti residenti in Trentino e che oggi, come tanti e più di tanti operatori, stanno subendo un grave danno derivante dalla difficoltà di portare a compimento i mandati assunti sia per ragioni professionali sia per ragioni connesse alla difficoltà di svolgere la propria attività tra un luogo ed un altro del territorio, circostanza che, oltre a mettere a rischio la salute degli stessi, è diventata particolarmente disagevole e limitante causa la difficoltà per ogni singolo spostamento fuori comune di dover autocertificare le proprie attività, circostanza ancor più difficile considerata anche la discontinuità lavorativa e produttiva delle attività delle aziende.

Interessi sulle linee di credito – Considerato che la crisi economica dovuta all’emergenza sanitaria avrà effetto certamente anche dopo il venir meno del periodo di emergenza, appare insufficiente l’aiuto provinciale volto all’abbattimento degli interessi su linee di credito di durata fino a 12 mesi; sarebbe quindi opportuno estenderlo alle linee di credito fino a 24 mesi.

In questo contesto, si prende comunque atto positivamente dell’intenzione della Provincia di definire con il sistema bancario un pacchetto organico ed incisivo di misure volte a sostenere le imprese che già avvertono, o che sono purtroppo destinate ad avvertire entro breve, l’impatto economico e finanziario negativo della diffusione del Coronavirus. Le banche debbono fare la loro parte, mettendo in campo le necessarie risorse per stare a fianco delle imprese, quelle aziende che per anni sono state loro clienti e che oggi non possono essere abbandonate.

Si chiede che le misure previste – anche per quanto riguarda gli interventi di sostegno finanziario oggetto del protocollo d’intesa con il sistema bancario – siano usufruibili dagli operatori economici a prescindere dalla loro natura giuridica, dimensione e appartenenza ai vari comparti produttivi, e anche a prescindere dall’evidenza di un nesso eziologico con fattori immediatamente riconducibili all’emergenza sanitaria.

In secondo luogo, le linee di credito prospettate sono senz’altro interessanti ma sia detto con grande chiarezza devono avere attività istruttoria molto agile e snella e tempi di rilascio assolutamente celeri. Si chiede in ogni caso di non trascurare la richiesta in più occasioni avanzata di considerare la reintroduzione di un fondo di rotazione a tasso zero strumento che in passato si è rivelato efficace e di ampio gradimento per le imprese.

È fondamentale puntualizzare la straordinarietà delle misure finanziarie messe in campo in occasione dell’attuale emergenza. Ne consegue che l’utilizzo straordinario da parte delle imprese non deve comportare un peggioramento del rating bancario delle imprese stesse. Non può ammettersi che l’accesso alla moratoria comprometta il futuro delle imprese che vi hanno aderito.

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