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Italia ed estero

Coronavirus, addio all’architetto Vittorio Gregotti

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Si è spento a Milano l’architetto e urbanista Vittorio Gregotti. Era ricoverato alla clinica San Giuseppe, nel capoluogo lombardo, per una grave polmonite.

Lo ricordiamo anni fa durante un meeting al Politecnico di Milano, con la sua dialettica chiara e concisa, romantica e appassionata. Non è retorica, ma la sua umanità e la sua grandezza lasceranno un vuoto che sarà difficile colmare.

Io sono un umile carpentiere” disse durante il simposio suscitando emozione e un applauso che investì, per alcuni minuti, la sala gremita.

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Un gigante dell’architettura del nostro Paese, uno studioso che non smetteva di imparare, riconosciuto e ammirato a ogni latitudine del globo.

Aveva 92 anni, nato a Novara il 10 agosto del 1927. Si laurea al Politecnico di Milano nel 1952, svolse la sua prima esperienza lavorativa nello studio meneghino dei BBPR. Lo studio, degli architetti Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers, progettò nel 1958 la Torre Velasca, uno dei simboli artistici, un’icona dello skyline milanese.

Tra il 1953 e il 1968 Gregotti collaborò con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. In seguito, fondò la Gregotti Associati nel 1974 di cui è stato presidente.

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Le sue opere sono illimitate per tipologia ed approccio, ricordiamo il quartiere Zen di Palermo, il Gran Teatro Nazionale di Pechino, il Teatro Arcimboldi e Bicocca a Milano, la sistemazione di Potsdamer Platz a Berlino e il restyling dello stadio genovese di Marassi.

Insegnò alla IUAV, Istituto Universitario di Architettura a Venezia, la materia di Composizione architettonica, le altre 2 tappe professionali, in qualità di professore, sono state Milano e Palermo nei rispettivi atenei di architettura. Dal 1982 al 1996 è il direttore di Casabella, rivista di architettura, urbanistica e design.

E’ da considerarsi un maestro dell’architettura internazionale, intellettuale, saggista e critico. Teorico e progettista, è stato il mentore per tanti allievi italiani e non solo.

Innumerevoli sono i testi teorici redatti nel corso della sua lunga e radiosa carriera. Gli scritti sui quali milioni di giovani architetti si sono formati, studiando e sognando un’architettura contraddistinta da un approccio culturale a tutto tondo.

E’ stato punto di riferimento anche fuori dal confine italiano, Visiting Professor alle Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge in Gran Bretagna e al M.I.T (Massachusetts Institute of Tecnology) di Cambridge.

Coronavirus, addio all’architetto Vittorio Gregotti.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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