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Trento

Lotta al coronavirus in Trentino: sacrifici ma non per tutti, e ci mancherebbe…

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Anche oggi sono arrivate delle segnalazioni su persone che infrangono le regole imposte dal decreto Conte sul contrasto del coronaVirus, mettendo così a rischio la propria vita e quella degli altri cittadini.

La maggior parte riguarda gli extracomunitari che se ne vanno a zonzo a tutte le ore del giorno senza nessun problema fermandosi a chiacchierare fra di loro a gruppi.

Il popolo trentino è disposto a fare dei sacrifici ma non ad essere preso in giro. 

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Nei video (ne sono arrivati molti e ne abbiamo selezionato solo alcuni) è possibile notare come la vita di queste persone non sia per nulla cambiata, al contrario di quella della comunità trentina che è stata stravolta in tutto.

Si trovano alla Portela, in via Prepositura, presso la piazzetta Da Vinci e in piazza santa Maria Maggiore come non fosse successo nulla. In alcuni casi, visto che i bar sono chiusi, si portano pure l’alcool da casa.

Questo via vai continua per tutto il giorno ed anche la notte (video) dopo la rete dello spaccio si intensifica.  I buonisti, che in verità nell’ultimo periodo sono quasi scomparsi, potranno dire che in fondo stanno fra di loro e quindi non infettano nessuno.

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In realtà un nostro lettore che ci fa notare che la maggior parte di loro sono spacciatori che riforniscono di droga gli italiani spesso minorenni. 

Poi i clienti tornano in famiglia però dove possono infettare ulteriormente altre persone. Come non pensare poi alle ragazze spesso minorenni che per una dose vendono il loro corpo a questa gentaglia? Sono tutti possibili strumenti di contagio che in questo momento il Trentino non può permettersi.

Ma c’è di più. Oggi la polizia Locale ha identificato per le strade di Trento una trentina di extracomunitari ma con sorpresa ha scoperto che non era possibile sanzionarli. 

Tutti erano residenti presso il centro di accoglienza Fersina di via al Desert dove una legge dello Stato dice chiaramente che il presunto profugo deve uscire dalla struttura al mattino alle 8.00 per farvi ritorno la sera alle 19.00. Quindi non sono sanzionabili.

È un sistema che si sta sgretolando sotto i colpi dell’emergenza sanitaria che fa emergere tutti gli errori fatti dai precedenti governi di sinistra che hanno governato l’Italia e il Trentino.

Errori che ora potrebbero costare cari al popolo italiano e all’intera Europa.

L’amarezza è ancora peggiore se si pensa che queste persone, portate qui in Trentino dall’ex assessore Luca Zeni, sono state, e sono tutt’ora, mantenute dallo Stato Italiano e quindi anche da noi.

Ormai è chiaro che qualcosa va cambiato. 

Nei supermercati vengono segnalate ancora intere famiglie (figli compresi) che entrano a fare la spesa.

Due raccomandazioni: a fare la spesa ci va uno solo e non ogni giorno perché non serve. Stessa cosa per chi viaggia con l’autovettura e si porta appresso 4 persone. Sul mezzo sale solo il conducente con un’altra persona e stop.

Vengono segnalati degli assembramenti serali di ragazzini ai giardini della chiesa di Borgo Sacco e di giorno su una terrazza in via Giusti (foto)

C’è ancora qualcuno, che probabilmente non ha capito ancora la gravità della situazione, che si sposta da un comune all’altro per fare la tinta o la messa in piega ai capelli della mamma o all’amica.

Ricordiamo per l’ennesima volta che nessuno deve uscire di casa se non per un comprovato grave motivo o per ragioni di lavoro.

 

 

 

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