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Italia ed estero

CoronaVirus Italia: 2.502 contagiati e 79 morti. Ma a morire non sono solo gli anziani

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Solo nella giornata di ieri sono stati confermati oltre 600 nuovi casi di CoronaVirus in Italia.

Dall’inizio dell’epidemia sono 2.502 le persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2.

Di queste, 79 (27 solo nella giornata di ieri) sono decedute e 160 (11 ieri) sono guarite.

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Attualmente i soggetti positivi sono 2.263 (il conto sale a 2.502 se nel computo ci sono anche i morti e i guariti).

Le Regioni coinvolte sono 19: l’unica a non avere casi è la Valle d’Aosta. I tamponi effettuati sono stati 25.856.

Ieri l’appello di Borrelli è stato chiaro: Le persone sopra i 65 anni non devono muoversi di casa, gli altri devono rimanere a distanza di 2 metri uno dall’altro. Ha inoltre detto di non frequentare luoghi particolarmente affollati. Verso il rinvio anche tutte le partire di calcio per i prossimi 30 giorni. Particolarmente grave è la morte di Ivo Cilesi di 61 anni che non aveva né raffreddore né febbre, né sintomi influenzali di alcuni tipo. Era andato a dormire giovedì sera e dopo poche ore a svegliarlo è stata una crisi respiratoria che lo ha costretto ad andare al pronto soccorso.

Si trovava a Salsomaggiore Terme per lavorare a uno dei suoi tanti progetti che portava avanti per la cura dei malati di Alzheimer e per questo nella mattina dì venerdì 28 febbraio è giunto all’ospedale di Fidenza.

Qui i medici hanno deciso di sottoporlo a tampone per capire se quella crisi potesse essere sintomo di un contagio da coronavirus, i risultati sono arrivati sabato mattina con la conferma: Cilesi era positivo. Da qui la decisione di trasferirlo all’ospedale di Parma dove le sue condizioni si sono aggravate in pochissimo tempo fino alla morte sopraggiunta lunedì mattina.

Quanto successo apre nuovi scenari sul virus che quindi non colpisce a morte solo gli anziani.

“Muoiono solo gli anziani”. È questo il refrain delle ultime settimane quando si  parla di coronavirus, la frase ricorrente di chi – spesso molto maldestramente – vuole rassicurare sulle conseguenze della malattia sostenendo che a pagare il prezzo più caro sono persone già debilitate, come se non fosse proprio di quelle che ci si dovrebbe prendere cura.

Il famoso virologo Roberto Burioni, in un’intervista rilasciata a “I Lunatici”, su Rai Radio2, ha criticato questo approccio alla malattia: “Quanto mi infastidisce sentir dire che muoiono solo gli anziani? E’ una cosa non vera. Il paziente 1 ha 38 anni e in questo momento è in rianimazione in condizioni critiche. E anche il medico cinese di 31 anni non era anziano. Poi non dobbiamo pensare agli anziani come persone che sono in fin di vita. Questo virus ha ucciso persone che stavano tutto sommato bene. Dire che ‘pazienza se muore un anziano’ è una cosa abietta. Che facciamo, iniziamo a decidere una graduatoria di importanza delle persone?”.

Il virologo, come tutti gli altri medici impegnati nel tentativo di contenere i contagi, ha ricordato che “siamo nel momento decisivo. Il virus è arrivato e si è diffuso senza alcuno ostacolo fino a una settimana fa. Poi ci siamo accorti che si è diffuso. Fortunatamente il focolaio di diffusione sembra limitato. Però questo è un virus molto contagioso. Pericoloso, perché manda un sacco di persone nei reparti di terapia intensiva. Dobbiamo fare di tutto per bloccarne o rallentarne la diffusione, così avremo tempo di allestire reparti per curare più malati, e non affollare troppo le terapie intensive. Bisogna fare di tutto per ostacolarne la diffusione, anche se costa qualche sacrificio”.

Nel diluvio di contagiati dal coronavirus in provincia di Bergamo è stata riscontrata la positività al tampone di un bambino di poche settimane. Per ora la direzione sanitaria definisce la sua situazione «non particolarmente compromessa», respira da solo, senza l’assistenza di macchinari. Comunque, sottolineano i medici bergamaschi, su questo caso «l’attenzione è molto alta».

I tutti gli ospedali non ci sono più posti per gli ammalati e in alcune strutture la situazione è critica. “Aiutateci, per favore. Stiamo registrando un alto numero di decessi e ci sentiamo veramente soli”.

Sono queste le parole usate dal sindaco di Castiglione d’Adda, Costantino Pesatori, per lanciare un disperato appello alle istituzioni e le autorità competenti. Il comune è nel mezzo della “zona rossa” del Lodigiano, a pochi chilometri di distanza da Codogno, epicentro dell’epidemia da Coronavirus lombarda.

Il primo cittadino del comune ha registrato il video per poi pubblicarlo online. L’intento è quello di arrivare a quanta più gente possibile, rendendo note quelle che sono le difficoltà che il paese sta vivendo. (sotto il video dell’appello)

E già ieri in molte trasmissioni televisive, vista la situazione critica delle strutture ospedaliere, parecchi uomini politici e opinionisti hanno cominciato a chiedersi se gli oltre 15 miliardi di euro spesi per l’accoglienza dei migranti in questi hanno non era meglio investirli nella sanità e protezione civile Italiana. 

Ecco il numero dei contagiati (totali) nelle singole regioni: 1520 in Lombardia (+266 rispetto a lunedì), 420 in Emilia-Romagna (+85 rispetto a lunedì), 307 in Veneto (+34), 56 in Piemonte (+5), 61 nelle Marche (+26), 30 in Campania (+13), 24 in Liguria (+2), 19 in Toscana (+6), 14 in Lazio (+7), 13 in Friuli-Venezia Giulia (+4), 7 in Sicilia (-), 6 in Puglia (+2), 6 in Abruzzo (+1), 4 nella Provincia autonoma di Trento (+4), 3 in Molise (+3), 8 in Umbria (+6), 1 nella Provincia autonoma di Bolzano (-), 1 in Calabria (-), 1 in Sardegna (+1), 1 in Basilicata (+1)

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