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Italia ed estero

Coronavirus: 821 contagiati, 46 guariti, 21 deceduti. Spunta il primo caso in Nigeria

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Alle 17.00 di oggi 28 febbraio 2020 le persone ammalate da Coronavirus sono in totale 821, a cui si aggiungono 46 guariti e 21 deceduti.

Le ultime quattro vittime sono un uomo di 73 anni di Offanengo (Cremona), due donne, un’80 enne di Gandino (Bergamo) e un’86 enne di Cene (Bergamo) e un uomo di 85 anni di San Fiorano (Lodi) deceduto però in Emilia-Romagna.

La metà, 412, sono persone asintomatiche o con sintomi lievissimi e quindi non ospedalizzate.

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Poi ci sono 345 persone ricoverate negli ospedali con sintomi e 64 in terapia intensiva. Quindi rispetto a ieri un incremento di otto unità.

Questi io dati che ha fornito nella consueta conferenza stampa il commissario Borrelli.

La Direzione regionale alla Sanità comunica anche che in Umbria sono stati riscontrati due casi d’importazione di infezione da coronavirus, non riconducibili dunque a focolai locali. La regione fino ad ora era stata immune dal virus.

Nei giorni scorsi, uno dei due pazienti si era recato in Emilia Romagna mentre l’altro era venuto in contatto a Roma con un residente di Castiglione D’Adda.

La novità di oggi è che il virus è stato isolato.

Questo è un virus «autoctono», cioè «locale», ed è differente da quello che, qualche settimana fa, è stato isolato dai due pazienti cinesi ricoverati all’Ospedale Spallanzani di Roma.

Allora l’annuncio dell’isolamento riguardava un virus proveniente dalla Cina, da Wuhan, la città dove è nata l’epidemia: un virus già intercettato dai ricercatori cinesi proprio sui pazienti colpiti dall’epidemia nel luogo epicentro del contagio.

E, comunque, era il virus «cinese». Adesso abbiamo la sua versione «italiana».

Il valore di questo nuovo isolamento sta nel fatto che può essere utile per «tracciare» i contagi.

Cioè, per ricostruire la storia «epidemiologica» di chi si è infettato venendo a contatto con questo microrganismo. E magari dare anche informazioni a chi deciderà come gestire le aree che a tutt’oggi sono in quarantena.

E fino a qui parliamo di scelte di sanità pubblica. Ma c’è anche una valenza scientifica, per quanto riguarda la ricerca, ancora tutta da valutare. «Il primo passo — conferma Galli, a capo del Dipartimento del Sacco che ha isolato il virus — è quello di meglio definire che cosa è successo nelle aree lombarde “contaminate” dal coronavirus. Di capire se e come è esistito un paziente “zero”, cioè quello che ha dato il via al contagio (anche se questa ricerca, secondo molti non è più utile, perché questo paziente “zero” potrebbe essere già guarito ed essere sfuggito ai controlli, ndr)».

È stato anche ipotizzato che il virus sia cominciato a circolare in Italia fin dalla fine di ottobre. Se così fosse probabilmente molti italiani lo avrebbero contratto e poi sarebbero guariti pensando che fosse una semplice influenza.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) «ha alzato il fattore di rischio dell’epidemia di coronavirus da alto a molto alto». Lo ha detto Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, durante la conferenza stampa di aggiornamento sull’epidemia di coronavirus Covid-19, ma «questo non cambia l’approccio alla situazione, continua a essere prioritario contenere la diffusione del virus».

Ma il coronavirus si espande ormai in tutto il mondo: arriva il primo caso in Nigeria: è un italiano che lavora nel Paese ed era rientrato da Milano nei giorni scorsi. «Si è ammalato il 26 febbraio», quindi mercoledì, precisa un comunicato del Governo dello Stato federale nigeriano di Lagos pubblicato sul suo sito internet.

Due casi di contagio anche in Olanda: lo riportano i media locali. Si tratta di una donna che non ha legami apparenti con il primo caso. La persona, residente ad Amsterdam, si trovava la settimana scorsa in Lombardia ed è ora in quarantena al suo domicilio. E pure la Bielorussia registra un contagio, si tratta di uno studente iraniano.

La Nuova Zelanda ha confermato il suo primo caso di Covid-19: si tratta di una neozelandese arrivata dall’Iran passando da Bali. I funzionari sanitari hanno riferito che la persona, sulla sessantina, viene curata nell’ospedale di Auckland. E poi ancora si registra un caso in Islanda.

E sono 388 i casi confermati di contagio da nuovo coronavirus in Iran, di cui 64 rilevati nelle ultime 24 ore. Il bilancio di decessi è a 34. Lo ha reso noto il ministero della Salute iraniano. mentre le autorità sanitarie del Bahrein hanno confermato altri sei nuovi casi nel Paese. Lo riporta la Bahrein News Agency, aggiornando così a 36 il numero di contagi confermati nel Paese.

La Corea del Sud, intanto, ha registrato 315 ulteriori casi: lo riferisce il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), secondo cui il totale nazionale dei contagi è salito a 2.337. Mentre sono 44 i nuovi decessi in Cina. Lo hanno reso noto le autorità di Pechino. Si tratta del livello più basso da 1 mese. C’è anche un calo dei casi gravi da 7.952 a 394.

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