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Trento

Admo Trentino taglia il traguardo dei 10 mila soci

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Admo Trentino taglia il traguardo dei 10.000 soci. La presidente Lorenzini “Sono speranza di vita per chi combatte le malattie del sangue

Dal 1992 Admo Trentino recluta giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliono diventare potenziali donatori di midollo osseo.

Grazie alle sue campagne di raccolta fondi, Admo Trentino è riuscita a devolvere oltre 85.000 euro all’Apss trentina, al policlinico Rossi di Verona, alla Fondazione Città della Speranza e a famiglie colpite dalla malattia. I fondi erogati da Admo Trentino negli ultimi 15 anni al Servizio sanitario superano così i 500.000 euro

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“10.000 soci sono un traguardo molto significativo – spiega la presidente Ivana Lorenzini –. Indica che dal 1992, anno di fondazione di Admo in provincia di Trento, 10.000 trentini hanno scelto di diventare potenziali donatori di midollo osseo, ultima speranza di vita per chi lotta contro leucemie o altre malattie oncoematologiche. 10.000 persone si sono messe a disposizione del prossimo, secondo i principi della donazione, che è anonima, gratuita e volontaria. Il dono più bello che si possa fare”.

Per diventare aspirante donatore di midollo osseo è sufficiente iscriversi ad Admo Trentino e aspettare la chiamata per fissare un appuntamento all’Azienda sanitaria.

L’aspirante donatore si sottoporrà ad un semplice prelievo di sangue – tipizzazione – che gli consentirà di essere inserito nel registro dei donatori di midollo osseo IBMDR.

Il candidato deve avere tra i 18 e i 35 anni, superare i 50 chili di peso e non avere malattie importanti e permanenti.

“Inserire nuovi donatori nel registro è fondamentale perché garantisce il ricambio per quelli che, raggiunto il limite di età, fuoriescono”, continua la presidente e fondatrice di Admo Trentino Lorenzini. Il potenziale donatore, infatti, resta nel registro fino al compimento dei 55 anni. “In provincia di Trento, nel 2019 sono stati tipizzati 713 nuovi donatori, contro i 150 che sono fuoriusciti dal registro. È un bilancio molto positivo: come provincia, il nostro apporto al registro nazionale è considerevole. Negli ultimi anni, il registro della provincia di Trento è quello che ha garantito la maggiore presenza di giovanissimi, che rappresentano i donatori ideali”.

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Per ottenere questi risultati, Admo Trentino porta avanti la sua attività di sensibilizzazione soprattutto nelle classi quinte delle scuole superiori e, in generale, proponendo eventi su tutto il territorio. “Sono tantissimi i giovani che credono nell’importanza di mettersi a disposizione, impressionati dal fatto che la compatibilità con un malato non consanguineo è pari a 1 su 100.000. Spesso capita che ragazzi e ragazze che ci hanno conosciuto grazie ad un incontro a scuola, al passaparola o ai social media si presentino in sede per iscriversi il giorno del loro diciottesimo compleanno”.

Accanto alla sensibilizzazione, Admo Trentino porta avanti l’attività di raccolta fondi attraverso tre campagne (Un panettone per la Vita, Una colomba per la Vita il 21 e 22 marzo prossimi e Chicco Sorriso sabato 23 maggio), che nel 2019 hanno permesso all’associazione di devolvere 85.000 euro, superando così i 500.000 euro erogati negli ultimi 15 anni al Servizio sanitario.

“Nel 2019 – spiega Ivana Lorenzini  (foto)– abbiamo scelto di sostenere il Servizio Immunoematologia e Trasfusionale dell’Ospedale Santa Chiara di Trento con 20.000 euro per una borsa di studio destinata ad un biologo a supporto dello staff medico, altri 15.260 euro per attrezzature sanitarie e 20.000 euro per il costo di una parte della segreteria di Admo, con il compito di fissare l’appuntamento per la tipizzazione ai potenziali donatori”. Admo Trentino ha inoltre destinato 15.000 euro al Policlinico G.B. Rossi di Verona, come sostegno alla Sezione di Ematologia e Centro trapianti di midollo osseo, dove i donatori effettivi della Provincia di Trento effettuano la donazione e 5.000 euro alla Fondazione Città della Speranza di Padova, che si pone l’obiettivo di migliorare le condizioni di cura e assistenza dei bambini con patologie oncoematologiche e di finanziare la ricerca scientifica in ambito pediatrico”.

“Oltre a questo – conclude al presidente Lorenzini -, Admo Trentino ha sostenuto e continua a sostenere anche economicamente famiglie colpite dalla malattia”.

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