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Italia ed estero

CoronaVirus: 147 i contagiati in 5 regioni. È caccia al paziente zero

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Il bilancio dei contagiati da coronaVirus in Italia sale a 147: in Lombardia i casi sono 101 (oltre alla vittima, 17 dei quali in terapia intensiva), in Veneto 24 (ai quali va sommato l’anziano morto a Vo’ Euganeo), in Piemonte 6, in Emilia Romagna 9 e nel Lazio 2.

A Crema è deceduta un’altra persona risultata positiva al CoronaVirus che però era ricoverata nel reparto di oncologia in condizioni già gravi. 

Trovati 4 nuovi casi di coronavirus nella Bergamasca, dove nel pomeriggio è stato chiuso il Pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo, dove si sono registrati due casi (un paziente e un infermiere).

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Il Pronto soccorso è in isolamento e si sta valutando se chiudere l’intero ospedale. Gli altri due casi si sono registrati a Seriate e Bergamo.

Mentre ad Ischia non vengono lasciati entrare le persone che provengono dalle regioni contagiate.

Continuano i test per le persone che hanno avuto contatti con i contagiati. Ieri negativi i controlli su una ragazza ricoverata a Vasto e su un caso sospetto in Umbria.

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Ma il bilancio continua a salire di ora in ora. L’Italia ora sta superando il Giappone come contagiati ed è di gran lunga il primo paese occidentale nel mondo come casi di contagi. 

Nel torinese una famiglia ha portato all’ospedale la propria figlia per la febbre. La bimba è risultata negativa al tampone, ma invece i due genitori sono stati trovati positivi al Virus.

Il presunto “paziente zero” ribadisce di non aver mai avuto il virus. Quindi tutt’ora si brancola nel buio.

Nessuno ha finora avuto il coraggio di dirlo, ma di fronte a oltre 100 contagi e 2 morti, è il Quotidiano nazionale a puntare il dito sui cosiddetti “centri massaggi cinesi“, una fittissima rete di locali, su tutto il territorio, che sono presenti in Veneto e Lombardia, dietro cui spesso si cela una rete di prostituzione clandestina dall’estremo oriente.

Ma si punta il dito anche sui molti appartamenti privati in cui riparano centinaia di giovanissime irregolari di provenienza ignota, così come i loro spostamenti. Le inchieste giudiziarie su questi centri di sesso a pagamento sono innumerevoli, ma oggi in piena emergenza epidemia la faccenda assume tutta un’altra e ancor più inquietante rilevanza.

Si continua quindi a cercare l’untore che ha diffuso il coronavirus nel Lodigiano e nel Veneto, i due focolai italiani in cui ancora oggi manca l’anello di congiunzione tra la Cina e il nostro Paese.

Il numero verde da contattare in caso di sospetto contagio è il 1500.

Nei supermercati della Lombardia è partito l’assalto da parte dei cittadini che escono con i carrelli strapieni di alimenti, mentre il sindaco di Milano Giuseppe Sala insieme al governatore Fontana ha deciso di chiudere le scuole. Il Vaticano ha sospeso tutte le messe e chiuso gli oratori.

Fontana, sempre parlando in tv – ha anticipato che il numero di persone che dovrà stare in isolamento per scongiurare che abbiamo il Coronavirus “sarà molto rilevante“, aggiungendo che si cercano altre strutture oltre all’ospedale militare di Baggio a Milano e gli alloggi dell’aeronautica a Piacenza.

Si sta valutando “un ospedale dismesso e strutture alberghiere che siano disponibili”. Le preoccupazioni sono anche nei confronti del personale medico che può aver contratto il virus in modo massiccio

E da domani chiuse le università per una settimana. Sono undici i comuni del lodigiano e del Veneto in quarantena, interessati dall’emergenza coronavirus e dai relativi provvedimenti delle autorità per impedire la diffusione del virus. Sono Vò Euganeo, Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano.

In Friuli Venezia Giulia da domani fino al 1 marzo compreso saranno sospese tutte le attività didattiche e gli esami, e le conferenze e i dibattiti delle Università di Trieste e di Udine e della Scuola internazionale superiore di Studi avanzati del capoluogo giuliano. Saranno inoltre chiuse biblioteche e sale studio. Lo hanno deciso concordemente la Regione Fvg e le autorità accademiche regionali.

I comuni messi in quarantena sono spettrali e tutte le uscite sono piantonate dalle forze dell’ordine. Territori dove vivono oltre 50 mila persone, trasformati in zone rosse a tutti gli effetti: non si entra e non si esce.

Non solo: all’interno delle zone focolaio “l’accesso ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità è condizionato all’utilizzo di dispositivi di protezione individuale”. E a tutti coloro che hanno avuto “contatti stretti con casi confermati” dovrà essere applicata la “misura della quarantena con sorveglianza attiva”.

La cosa che non si capisce è il perché l’80% delle persone infettate guariscono in pochi giorni mentre il 20% finisce in coma in terapia intensiva.

 

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