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Trento

Finanziamenti APT: la corte dei conti chiede 565 mila euro al comune di Trento. Maestranzi aveva ragione: «L’importante era salvare la carega di Stanchina»

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La corte dei Conti di Trento nella giornata di ieri conferma il “conto” da oltre mezzo milione di euro da pagare per il comune di Trento.

Il contendere sono i finanziamenti assegnati dal Comune di Trento all’Azienda per il turismo Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi.

L’accusa è di danno erariale con la contestazione ad un dirigente del comune che «non avrebbe verificato l’effettiva destinazione del contributo erogato, omettendo di pretendere una rendicontazione puntuale delle spese, che consentisse di stabilire se i finanziamenti erano stati impiegati per attività istituzionali, come il marketing o i servizi per gli ospiti (ammesse) e non per quelle commerciali (vietate, perché sono un aiuto di Stato in un mercato caratterizzato da concorrenza)».

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Il comune ora viene rinviato a giudizio e dovrà rispondere sulla condanna al pagamento di 565.500 euro, cioè la cifra dei contributi erogati dal Comune di Trento dal 2015 al 2019.

L’indagine dei carabinieri era partita da una relazione di Dario Maestranzi (foto) inviata anche al sindaco Andreatta nella quale si ipotizzava l’uso di denaro pubblico  non rendicontato.

Maestranzi sottolineava come l’Apt fosse una società consortile con una partecipazione pubblica (dicembre 2018) del 35% ma finanziata (consultivo 2018) per il 49,82% da fondi pubblici che ammontano a euro 1.681.000.

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L’assessore comunale puntava il dito soprattutto sull’Informale costola di Apt, cioè sul’associazione sportiva dilettantistica (ASD) Charly Gaul di cui si sapeva poco.

«Le uniche cose certe sono che anche lei è finanziata per lo più (circa un 60% posso sostenere) con soldi pubblici: contribui Pat, contributi Comune di Trento, contributi della Regione oltre a quelli di Apt stessa. Il CdA di Apt era composto da 17 membri di cui due nominati dal sindaco, ovvero io e il dott. Andrea Vilardi» – Spiegava Maestranzi nella premessa del suo documento.

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Il consigliere Dario Maestranzi, uscito dal PATT e candidato del centro destra alle prossime comunali del 3 maggio 2020, in funzione della sua carica di membro del Cda di Apt aveva segnalato nel concreto una situazione di “opacità” e poca trasparenza nei rapporti finanziari tra Comune e Apt di Trento chiedendo l’accesso alla documentazione più volte, ma gli era sempre stato negato.

Fra le ipotesi anche il fatto che le risorse economiche erogate dal comune all’Apt servissero per finanziare progetti privati e creare quindi un vero e proprio business

Secondo la Corte dei Conti il comune di Trento era completamente all’oscuro di come venissero utilizzate le risorse erogate dall’APT e questo in gran parte per colpa delle negligenze della dirigente competente che non controllava le spese sostenute e dii conseguenza non le rendicontava.

«La irregolarità era macroscopica quindi non sono per nulla sorpreso – dichiara Dario Maestranzi dopo aver saputo della sentenza – ora il Sindaco e l’assessore devono rispondere del fatto di avere coperto una gestione dei fondi pubblici comunali quantomeno misteriosa e negligente. Allora delle due l’una: o sono incompetenti o sono conniventi di un sistema che denunciai almeno un paio di anni fa».

Maestranzi ricorda anche che l’assessore Stanchina assieme a tutto il Patt votó contro la richiesta di trasparenza appunto nella gestione di Apt: «Adesso capiamo il perché: C’era qualcosa da nascondere – aggiunge l’ex militante del PATT – ora la domanda viene spontanea: i 3 milioni di euro all’anno gestiti da Apt per mano incontrollata e incontrollabile della direttrice Verones come venivano spesi?  Con sobrieta’ e trasparenza?»

Se il comune dovesse essere condannato di tratterebbe di sottrazione ad un’ azione professionale e seria della promozione della città di Trento e del Monte Bondone.

«Quando feci notare ad esempio che mancava anche la cartina dei sentieri del Monte Bondone  l’abc di una azione di promozione di una località) la direttrice mi rispose che non c’erano i soldi – continua  Maestranzi – ma allora dove sono finiti 30.000.000 di euro in 10 anni? Nessuno lo può sapere ad oggi. Ben venga chi ha il potere di dare una risposta dovuta ai cittadini di Trento. A me che ero amministratore non mi fu data mai una risposta, vediamo se verrà data ai procuratori».

La cosa incredibile è che dopo la denuncia Maestranzi ricevette una diffida da parte dell’avvocato dell’APT e un richiamo dal segretario del Patt Merchiori perché «il mio operato metteva in cattiva luce l’assessore. Della legalità chissenefrega, quello che importa è la carega dell’assessor Stanchina»conclude sconsolato Maestranzi 

Da specificare che  la prassi contestata alla dirigente del comune Campestrini era molto diversa da quella seguita dalla Provincia, che ha sempre seguito le procedure di controllo. Cosa che sarebbe dovuta avvenire in automatico anche per il comune di Trento e che invece – come accusa la Corte dei Conti – non è mai avvenuta.

Come fosse un presagio a quanto successo ieri rimane la conclusione del documento di Maestranzi consegnato al Sindaco in data 27 maggio 2019 dove denunciava l’immobilità del comune che riportava testualmente: «Nel terminare questa relazione mi permetta di sottolineare come in questi due anni e mezzo di mandato abbia trovato in Lei un vero e proprio muro di gomma che davanti alle mie/nostre segnalazioni dapprima ha reagito infastidito, poi ignorato, poi minimizzato e infine glissato. Spero che questa relazione le abbia fatto meglio comprendere che la situazione meritava e merita tutto’oggi maggiore attenzione e rigore da parte sua e dell’amministrazione che lei rappresenta. Naturalmente di tale atteggiamento se ne assume tutta la responsabilità. Preme sottolineare che se a certi risultati di trasparenza e conformità normativa (conflitto interessi, contratto Apt-Asd, modello 231, nomina Comitato Esecutivo, dubbi sul contratto di rinnovo) si è giunti lo si deve esclusivamente alla tenacia di un manipolo di amministratori del CdA che nonostante le beffe (quante volte mi sono sentito dire anche da lei signor Sindaco“siete due su diciotto possibile che negli ultimi 10 anni solo voi vi siate accorti di tali situazioni?” Come se la verità fosse un fatto numerico.) e le pressioni ricevute ha dapprima resistito e dopo argomentato con cabarpietà le questioni fino a risolverle. Abbiamo proposto noi nel luglio 2017 la consulenza (poi affidata dopo selezione a Stenico Santi Bonomi) per migliora l’organizzazione di Apt introducendo il concetto che qualcosa non andasse e fu vissuta come una sorte di “lesa maestà”, ricorderà infatti in che clima si svolse la discussione. Solo qualche mese dopo emersero tutte le altre criticità solo parzialmente risolte perchè la forza conservatrice da lei avvallata ha prevalso».

 

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