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Val di Non – Sole – Paganella

Cavareno, il sindaco Zani avverte i cittadini su stufe e camini: «È vietato bruciare materiali diversi dalla legna vergine o pellet di qualità»

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Recentemente, e sempre con maggiore frequenza, stanno arrivando in Municipio a Cavareno e alle Forze dell’ordine segnalazioni circa la presenza di fumi densi, dall’odore acre e talvolta irrespirabile, provenienti per lo più dalle canne fumarie di alcune abitazioni del paese.

Per questo motivo il sindaco Gilberto Zani, in accordo con il comandante della Polizia Locale Alta Val di Non Diego Marinolli e con il comandante del Corpo Volontario dei Vigili del Fuoco di Cavareno Alberto Borzaga, ha diramato un comunicato rivolto a tutti i cittadini.

Bruciare rifiuti di qualsiasi genere nei camini, nelle stufe e a cielo aperto, tra l’altro, è vietato non solo dal testo unico ambientale ma, qualora le emissioni prodotte causino molestia alle persone, interviene direttamente il Codice Penale che all’articolo 674 prevede la pena dell’arresto fino a un mese o l’ammenda fino a 206 euro.

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IL COMUNICATO PER SOLLECITARE A UN USO CORRETTO E ATTENTO DEI GENERATORI DI CALORE – Il comunicato indirizzato ai cittadini di Cavareno prende le mosse dalle continue segnalazioni pervenute in Municipio.

In accordo con il comandante della Polizia Locale e il comandante dei Vigili del Fuoco – scrive Zani – abbiamo pensato di scrivere a tutti i cittadini per sollecitare all’uso corretto ed attento dei propri generatori di calore (intesi come stufe, caldaie, caminetti, ecc.) e ribadire che è fatto assoluto divieto di bruciare materiali diversi dalla legna vergine o pellet di qualità (quali per esempio giornali o riviste, cartone, tetrapak, fogli plastici, pezzi di mobili). Anche la legna, per una corretta combustione, deve essere secca, priva di vernici e sostanze tossiche”.

Bruciare i rifiuti e soprattutto materiale plastico, oltre a costituire reato, produce anche sostanze altamente tossiche che si riversano nell’aria esterna, nell’abitazione e ovviamente nei polmoni tramite la respirazione.

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Questi comportamenti sono severamente vietati dalla legge che prevede sia violazioni amministrative, nelle ipotesi più leggere, sia violazioni penali con sanzioni che vanno da poche centinaia di euro fino a 26 mila euro, con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni, se si tratta di rifiuti pericolosi – si legge ancora nel comunicato –. Per evitare questi comportamenti illeciti invitiamo i cittadini a dare lettura dell’opuscolo “Brucia bene la legna. Non bruciarti la salute” scaricabile dal sito web del progetto “Life Repair” e anche dal sito del nostro Comune www.comune.cavareno.tn.it, contenente informazioni dettagliate sul corretto utilizzo degli impianti di riscaldamento domestico (stufe, caminetti, caldaie) allo scopo di ridurre le emissioni inquinanti, salvaguardando la salute della popolazione e dell’ambiente, nonché per aumentare l’efficienza energetica e la sicurezza di tali impianti”.

Il sindaco Zani elenca poi le “regole d’oro” per riscaldarsi in maniera sicura e rispettosa dell’ambiente: utilizzare un apparecchio efficiente e moderno, se possibile a pellet; non bruciare giornali, rifiuti o altri materiali diversi dalla legna vergine; bruciare solo legna asciutta e stagionata o pellet certificato; accendere il fuoco dall’alto con accendi-fuoco o pezzi di legna più piccoli; effettuare la manutenzione e la pulizia periodica del camino o stufa, possibilmente servendosi di spazzacamini qualificati.

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Vi invitiamo – conclude Zani nel suo comunicato – ad attenervi a queste semplici regole che in maniera più dettagliata trovate anche nel calendario distribuito dal Gruppo Allievi del Corpo dei Vigili del Fuoco Volontari di Cavareno”.

L’intento del sindaco è piuttosto chiaro: sensibilizzare la popolazione nei confronti di una tematica delicata e di abitudini, purtroppo sempre più diffuse, che possono essere pericolose per l’incolumità propria e altrui.

La speranza è che i cittadini di Cavareno (ma non solo) comprendano l’importanza di seguire certi comportamenti e di rispettare determinate regole. Per il proprio bene in primis, ma anche di tutti i vicini di casa, dei propri compaesani e dell’ambiente in generale.

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