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Trento

UNI e Provincia autonoma di Trento pubblicano una guida di supporto alle imprese beneficiarie di fondi pubblici

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E’ disponibile da oggi una nuova “guida“, o prassi di riferimento, a supporto alle imprese beneficiarie di incentivi europei, nazionali, regionali e provinciali.

Il documento, frutto di un accordo stipulato tra UNI-Ente Italiano di Normazione e Provincia autonoma di Trento, supporta le pubbliche amministrazioni nello svolgimento delle attività di controllo agevolando al tempo stesso le imprese, a cui fornisce uno standard di “Fascicolo di progetto” per presentare domanda di accesso ai finanziamenti pubblici e in particolare a fondi europei.

Parliamo qui della prassi UNI/PdR 76 Linee guida di supporto alle imprese beneficiarie di incentivi europei, nazionali, regionali e provinciali: la “fascicolazione della documentazione di progetto”.

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Il documento fornisce, alle imprese che ottengono l’accesso a fondi pubblici a sostegno dello sviluppo imprenditoriale, indicazioni pratico-operative e organizzative per una corretta ed efficiente gestione degli obblighi informativi e documentali legati all’erogazione del finanziamento stesso.

Si tratta di fondi che possono essere erogati sia nell’ambito di iniziative puramente provinciali o regionali, sia, ed è questo il caso cui si riferisce in particolare la prassi, nell’ambito di iniziative che scaturiscono dall’utilizzo di fondi strutturali e di investimento europei, tra cui il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).

Questi fondi richiedono infatti un elevato livello di sistematizzazione degli obblighi informativi e documentali previsti per la loro gestione e rendicontazione.

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Obblighi che consentono all’amministrazione erogatrice un controllo sulla concreta ed effettiva realizzazione dell’intervento, sulla “congruità” dei risultati raggiunti e sulla ammissibilità e rimborsabilità delle spese sostenute.

Una volta che il progetto presentato è stato ammesso al finanziamento, ciascun beneficiario deve organizzare il “Fascicolo di progetto” nel quale inserire in modo tempestivo e ordinato tutta la documentazione necessaria per rispettare gli obblighi imposti.

Questa prassi fornisce proprio uno standard comune di Fascicolo di progetto che viene messo a disposizione delle imprese che presentano domanda e ottengono il contributo richiesto.

Occorre sottolineare come tale modello di fascicolazione è stato costruito grazie all’esperienza pluriennale maturata dai C.A.T. – Centri di assistenza tecnica – che, secondo quanto disposto dal d.lgs. 31 marzo 1998, n. 114, forniscono, assieme ad altre attività, assistenza alle imprese che intendono accedere ai finanziamenti pubblici.

Infatti, la redazione della prassi di riferimento trova il suo punto di partenza proprio dalla volontà dei C.A.T. di mettere a disposizione e condividere la loro rilevante esperienza in materia di supporto alle imprese nella richiesta di incentivi erogati o riconosciuti dalle diverse amministrazioni pubbliche.

Destinatari della UNI/PdR 76 sono quindi le imprese, gli individui o altri organismi (reti di imprese, consorzi, ecc.) che a seguito della partecipazione a un bando abbiano ottenuto un contributo per la realizzazione dell’intervento presentato.

Attraverso la definizione della prassi – spiega l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro – la Provincia intende fornire alle imprese un valido strumento capace di guidare le stesse durante tutta la fase di gestione e attuazione del progetto o dell’iniziativa per i quali è stato richiesto un finanziamento pubblico.

La prassi – prosegue l’assessore – rappresenta quindi un importante strumento capace di sostenere lo sviluppo imprenditoriale, agevolando le imprese nell’accesso ai fondi pubblici attraverso una guida che si pone l’obiettivo di raggiungere una semplificazione bidirezionale, sia dal lato delle imprese che dal lato delle amministrazioni pubbliche controllanti, che grazie allo strumento della fascicolazione potranno velocizzare e razionalizzare le procedure di controllo.

Un ringraziamento particolare va ai C.A.T. delle diverse associazioni di categoria che, con spirito collaborativo, hanno lavorato alla redazione del documento, condividendo e mettendo a fattor comune la loro esperienza, nonché alla Federazione Trentina della Cooperazione che ha sottoscritto il Protocollo d’intesa per la realizzazione della Prassi”.

Aderire a questa prassi di riferimento – spiega il presidente UNI Piero Torretta – significa, per le imprese, migliorare la propria capacità amministrativa organizzando sin dall’inizio tutta la documentazione necessaria per un dato adempimento e, per le amministrazioni, avere la possibilità di effettuare controlli più veloci ed efficienti anche grazie a documenti prodotti secondo uno schema standardizzato”.

Scopo della normazione – prosegue Torretta – è infatti quello di contribuire al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del sistema socio-economico, fornendo gli strumenti di supporto alla semplificazione, all’innovazione e alla competitività”.

La predisposizione della Prassi di Riferimento è stata preceduta da un Tavolo di lavoro composto da esperti dell’amministrazione della Provincia autonoma di Trento e da esperti esterni.

Tra gli obiettivi del documento l’esigenza che esso risponda a criteri di proporzionalità, coordinamento e programmazione, collaborazione, razionalizzazione e progressiva informatizzazione. Il tutto per ridurre duplicazioni e sovrapposizioni ed eliminare attività di controllo non necessarie per la tutela degli interessi pubblici.

Le prassi di riferimento: cosa sono – Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

Le prassi di riferimento sono liberamente scaricabili dal sito UNI www.uni.com accedendo alla sezione “Catalogo”.

Chi è l’UNI, Ente Italiano di Normazione – L’Ente Italiano di Normazione è un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, pubbliche amministrazioni.

Dal 1921 svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo “stato dell’arte” e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo.

In estrema sintesi, sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe.

Il ruolo dell’UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Decreto Legislativo 223/2017 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.

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