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Trento

Ancora un acuto dal quadrilatero della droga a Trento. La drammatica testimonianza di un imprenditore

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Ci ha scritto l’ennesima figura di imprenditore che sfida l’impossibile combattendo nella zona più calda di Trento, il quadrilatero della droga, che va dalla Portela a via Roma passando per piazza S.Maria Maggiore e adiacenze.

È un tema così delicato da far tremare i polsi ai candidati sindaco, perché non potranno più, come ha fatto l’attuale, mettersi la mano sugli occhi e far finta di nulla, l’esasperazione della gente ha raggiunto ormai un limite insopportabile.

Quello che chiedono gli abitanti della zona, ed in merito la Voce del Trentino ha scritto e pubblicato numerose testimonianze, è di non continuare a considerare una delle zone più belle di Trento, in pieno centro storico, come un fortino inespugnabile in mano ai magrebini e come tale problema insormontabile ma per fortuna circoscritto.

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L’unanimità degli imprenditori e abitanti della zona chiedono la presenza fissa dell’Esercito, visto che le Forze dell’Ordine non riescono a garantire un presidio continuativo.

E alla replica che gli spacciatori andrebbero da un’altra parte controreplicano affermando che hanno già dato, ed è giusto che dopo anni altre zone della città si accollino il grave problema dello spaccio.

L’Esercito esiste e presidia molte città d’Italia, è un deterrente, non trasforma uno Stato in uno Stato di Polizia, ed è apprezzatissimo dai cittadini.

Riceviamo quindi, e volentieri pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice e imprenditrice emiliana, esasperata ma ancora determinata a fare da baluardo ad un degrado la cui colpa è ormai nota a tutti i cittadini:

LA LETTERA – «Sono la titolare da gennaio 2020 di un locale sito in Vicolo Colico a Trento, vengo da fuori, da Imola, e mi sono trasferita qui perché ritenevo Trento una città tranquilla e vivibile.

Da subito mi sono resa conto del degrado esistente nella zona, pur avendo accettato di scommettere imprenditorialmente sull’aprire il locale in un ambiente che già mi dicevano problematico. Mai come Bologna pensavo, il cui centro storico è tutto sommato vivibile.

Purtroppo debbo dire che a situazione è più grave del previsto e sono costretta a segnalare quello che vivo quotidianamente confidando in una maggiore attenzione da parte delle Forze dell’Ordine, da me chiamate di continuo, in questa zona della città, che poi altro non che il centro.

Apro il mio locale ogni giorno alle diciassette, e già all’apertura vi sono nel vicolo tutta una serie di personaggi di origine prevalentemente magrebina, spesso intenti a giocare al pallone come fossero in un parco, con atteggiamenti di scherno verso chi transita, di frequente commentando ad alta voce il passaggio di ragazze, spesso sputando con disprezzo verso di loro, e anche nei miei confronti, a volte guardandomi con fare minaccioso e di sfida, con la consapevolezza di chi sa che nessuno potrà mai fare nulla..

Poi, da quando inizia a fare buio la situazione precipita in quanto lo spaccio di stupefacenti si fa via via più frequente ed il vicolo viene raggiunto da tutta una serie di personaggi intenti alla vendita di droga e clienti, spesso ragazzini palesemente minorenni, che si presentano per l’acquisto.

Non solo, più volte ho dovuto assistere al consumo delle sostanze sul posto, anche da parte degli stessi extracomunitari che versano la cocaina sulla porta di ingresso di un B&B di fronte al mio locale, o dietro la struttura del gelataio a fianco e la aspirano indifferenti alla gente che passa.

L’urinare sui muri è cosa frequente e quotidiana, con un atteggiamento anche in questi casi di completo sfregio alle norme sulla pubblica decenza. Tanto ormai è casa loro. Noi semplicemente paghiamo le tasse che servono ai loro benefit (ITEA, cure, avvocati ecc.)

Gli spacciatori sono spesso in bicicletta, nuove come non ne ho mai avute perché me le hanno tutte rubate, e fanno riferimento alle vedette che stazionano senza fare nulla tutto il giorno nel vicolo e nei paraggi, pronte ad avvertire i complici al passaggio di ogni pattuglia, anche quelle in borghese, in questo modo lo spaccio è privo di rischi e continuo, senza sosta.

La droga viene messa negli anfratti dei muri di vicolo Colico pronta per essere spacciata. Di più, i personaggi in questione comperano da bere a poco prezzo e in grande quantità nei negozi degli extracomunitari presenti in zona e vengono a consumare e ubriacarsi davanti al mio locale lasciando per terra un consistente numero di bottiglie di vetro, fazzoletti, carte alimentari, residui di cibo, tutte cose queste che mi tocca raccogliere per non dare al mio locale quell’impressione di degrado di cui è già a rischio.

Mi rendo conto che la situazione è forse difficile anche per le Forze dell’Ordine, magari prive di mezzi, perché io chiamo di continuo ma i passaggi avvengono quando è tutto cessato, e con le vedette, anche in un repentino loro arrivo la situazione appare momentaneamente calma per il dileguarsi dei personaggi oggetto di questa segnalazione.

Non comprendo, da cittadina che paga le tasse, perché una zona defilata come vicolo Colico e adiacenze non abbia delle telecamere che possano filmare lo spaccio ed il degrado in modo da poter intervenire anche dopo che i fatti da me segnalati siano avvenuti.

Infine, quando chiudo il mio locale sono costretta ad andare a prendere la vettura all’ex-Sit attraversando tutte zone semideserte buie e malfrequentate, come ad esempio il sottopasso, e non nego che ogni giorno ho timore per la mia incolumità.

Ho chiesto il permesso di parcheggiare in zona ZTL ma non ho ancora avuto risposta.

Il mio locale non è un bar qualsiasi ma, oltre alle normali bevande, offre un particolare prodotto destinato ad intenditori e gente con curiosità nel gusto, ne volevo fare un salotto in centro storico, ed ecco che situazione mi sono trovata.

Dopo mille segnalazioni alle Autorità confido nel vostro quotidiano, anche solo per avere conforto. Ho girato tanto nella mia vita, ho lavorato in tanti centri storici, ma situazioni come queste, credetemi, non ne ho mai viste.

(Lettera Firmata)

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