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Trento

Coronavirus: anche nel resto del Paese le misure prudenziali consigliate alla scuola trentina. Oggi il punto della Task Force

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“La decisione del Ministero di far propria anche nel settore scolastico la linea di prudenza che abbiamo adottato per la gestione del fenomeno Coronavirus è la testimonianza di come il dialogo costante tra Governo e Regioni e Province autonome sia la strada più efficace per garantire a tutti le migliori soluzioni possibili, a fronte di uno scenario di grave complessità“. È il commento del presidente della Provincia autonoma di Trento in merito all’aggiornamento di queste ore della “circolare scuola“, da parte del Ministero della Salute. Un aggiornamento ispirato al principio di massima precauzione, con monitoraggio e assenza da scuola giustificata.

Nei giorni scorsi la Provincia di Trento, insieme all’Azienda Sanitaria, aveva invitato tutte le persone in rientro dalla Cina, studenti compresi, a seguire alcune misure precauzionali, osservando un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni a casa propria se le condizioni lo consentono o in struttura appositamente allestita, per evitare il diffondersi del Coronavirus.

Una circolare, firmata dal dirigente generale del Dipartimento alla salute era per l’appunto indirizzata anche alle Istituzioni scolastiche e formative del Sistema educativo provinciale.

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“In Provincia di Trento fin dall’inizio dell’emergenza è al lavoro una task force – conclude il presidente – che si sta impegnando in piena trasparenza e collaborazione con la comunità cinese che vive in Trentino. A tutti va il nostro ringraziamento per il prezioso impegno su questo delicato settore che coinvolge la salute pubblica”

La task force che oggi si è messa subito al lavoro.

Come si comporta il coronavirus, come approcciare gli eventuali casi sospetti, probabili o confermati e quali le misure da adottare per proteggere la popolazione e i professionisti dal nuovo coronavirus.

Questi i principali argomenti affrontati nel corso dell’incontro che si è tenuto oggi sabato 8 febbraio 2020 al Centro per i servizi sanitari di Trento con i referenti della task force coronavirus dell’Apss e i medici di medicina generale, di continuità assistenziale e i pediatri di libera scelta.

Quello di oggi è stato uno degli incontri organizzati sul territorio dopo che, venerdì 31 gennaio, sono state capillarmente fornite a tutti medici convenzionati con il servizio sanitario provinciale le indicazioni sulle procedure volte a garantire ai professionisti un’adeguata conoscenza dello schema organizzativo e dei percorsi operativi per fronteggiare questa prima fase dell’emergenza.

Ad introdurre la giornata è stato il direttore sanitario di Apss Pier Paolo Benetollo che ha ringraziato tutti i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale per l’impegno, in stretta collaborazione con i servizi di Apss, ad affrontare nel modo migliore possibile l’emergenza coronavirus. Benetollo ha inoltre ricordato la preziosa e costante collaborazione con la comunità cinese del Trentino alla quale ha rivolto un particolare ringraziamento.

«Una mattinata importante – ha detto Benetollo – per mantenere il massimo di unità fra tutti i sanitari, anche sul piano comunicativo, per cercare di arginare l’effetto confusivo che, sulla popolazione ma anche sui professionisti, rischia di essere indotto dal frenetico succedersi di informazioni, non sempre del tutto esatte e a volte addirittura vere e proprie fake news».

La parola è poi passata a Lucia Collini biologa dell’Unità operativa di microbiologia e virologia dell’ospedale Santa Chiara che è intervenuta sulle caratteristiche del virus e sulle complesse tecniche di laboratorio disponibili per individuarlo, a Luca Fabbri coordinatore del Comitato per la sorveglianza e il controllo delle Infezioni correlate ai processi assistenziali (Cipass) dell’Apss per la parte sui dispositivi di protezione individuale (DPI) e ad Arrigo Andrenacci direttore del Servizio territoriale, che ha illustrato l’organizzazione e le azioni a supporto dei medici di famiglia.

A chiudere la mattinata in rappresentanza del Dipartimento di prevenzione è intervenuta Mariagrazia Zuccali medico di igiene che ha illustrato le modalità di presa in carico e monitoraggio delle persone in isolamento volontario nella struttura di Sardagna.

Nel corso dell’incontro i medici sono stati informati che Apss è riuscita ad acquisire gli unici kit diagnostici attualmente disponibili sul mercato, che possono fornire una risposta sulla presenza del virus nel giro di poche ore.

Si tratta di strumenti diagnostici molto sofisticati che, naturalmente, possono essere utilizzati solo in laboratori altamente specializzati, quali il Laboratorio di microbiologia e virologia del Santa Chiara che in questa fase è allertato 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Sono state ribadite le raccomandazioni già divulgate nei giorni scorsi a cominciare dal fatto che le misure precauzionali per evitare il diffondersi del coronavirus, sono le stesse di una serie di altre malattie respiratorie: l’igiene delle mani lavandole spesso con acqua e sapone o con soluzioni idroalcoliche, l’uso di fazzoletti di carta che devono essere buttati dopo l’utilizzo, lo starnutire o tossire in un fazzoletto o nel gomito flesso.

Nel caso di persone che rientrano dalla Cina, studenti compresi, è stato confermato l’invito a osservare un periodo di isolamento fiduciario per due settimane da effettuare a domicilio o in un centro di accoglienza.

Durante il periodo di isolamento domiciliare fiduciario le persone vengono contattate telefonicamente due volte al giorno dal personale sanitario dell’Apss, per verificare l’eventuale insorgenza di sintomi quali febbre, tosse, mal di gola.

Al termine del periodo di isolamento, Apss rilascia a ciascuna persona un’attestazione che certifica l’avvenuto isolamento domiciliare fiduciario senza manifestazione di sintomi della malattia, e quindi la piena sicurezza del rientro in comunità.

Tra le indicazioni date ai medici nel caso in cui vengano a conoscenza di un “caso sospetto” l’invito è di contattare il medico referente del proprio ambito territoriale, reperibile ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, che organizzerà la visita a domicilio insieme al medico di famiglia, fornendo al professionista sia i kit dei dispositivi di protezione individuale sia il materiale per eseguire, secondo i protocolli previsti, i tamponi nasofaringei da inviare al laboratorio Apss e all’ospedale Spallanzani di Roma per gli esami necessari. Fatto questo, nel giro di poche ore, si potrà avere l’esito.

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