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Val di Non – Sole – Paganella

Ospitar Cavareno: più di 300 presenze durante la prima stagione estiva. Al via ora il corso gratuito “Turismo e ospitalità”

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A poco più di un anno dalla nascita del progetto di ospitalità diffusa “Ospitar Cavareno”, avviato dall’amministrazione comunale e sostenuto dalla Provincia, è tempo di tracciare un primo bilancio in alta Val di Non.

La prima stagione estiva ha visto online 4 “ciase” che nei tre mesi da luglio a settembre hanno fatto registrare più di 300 presenze.

Tra queste il 21% erano turisti stranieri, mentre il 79% erano italiani. Sono arrivati in coppia l’83% dei villeggianti (per la maggior parte giovani coppie), che hanno soggiornato in media 5 giorni.

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Sono state particolarmente apprezzate dagli ospiti la qualità delle case, che hanno tutte ottenuto delle ottime recensioni, la cortesia e la disponibilità. Ma anche la bellezza del territorio e il rapporto con la gente del posto.

Ci sono naturalmente anche aspetti sui quali si può migliorare, come il numero di abitazioni aderenti al progetto (le iscrizioni sono ancora aperte) e la partecipazione del territorio.

Anche per questo alla fine di febbraio partirà il corso gratuito “Turismo e ospitalità”, rivolto a tutte le persone intenzionate a capire come funziona il turismo delle seconde case con tutti gli aspetti fiscali connessi e i rapporti con i portali turistici.

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Si tratta di un corso di formazione di 10 ore aperto agli abitanti o a chi ha una casa da affittare in Val di Non.

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La proposta, finanziata all’interno del progetto “Ospitar Cavareno”, prenderà il via il 27 febbraio alle 19.30 al centro sportivo Arena Sport Village (Tennis Halle) di Cavareno e proseguirà per 4 giovedì fino al 19 marzo. L’obiettivo è fornire le basi conoscitive necessarie per affrontare il mondo degli affitti turistici in appartamento sul nostro territorio.

Saranno diversi gli argomenti trattati: la Val di Non come comunità accogliente, il business plan in ambito turistico (obiettivi, target e costi), la comunicazione e il marketing (dai social al sito vetrina), fino alla parte più operativa degli adempimenti burocratici (web alloggiati e tassa di soggiorno) e la messa online delle strutture tramite le OTA (booking, airbnb, feratel)

La scadenza delle iscrizioni è fissata al 21 febbraio prossimo. Per qualsiasi informazione è possibile accedere al sito internet www.ospitarcavareno.it, oppure scrivere un’e-mail all’indirizzo info@ospitar.it o chiamare il numero 0461.095196.

L’Alta Valle, la Valle di Rumo e l’Altopiano della Predaia, ma in generale tutta la Val di Non, hanno un enorme potenziale turistico ancora inespresso – spiega l’amministrazione comunale di Cavareno –. L’ospitalità diffusa può contribuire a rilanciare i tanti piccoli Comuni che in questo momento soffrono per la carenza di lavoro e la lontananza dalla città. La ristrutturazione degli edifici sfitti può riportare slancio, opportunità di lavoro e più decoro ai nostri centri storici. Ci sono territori in Trentino dove l’afflusso turistico andrebbe contingentato, altri, come il nostro, dove il turismo andrebbe potenziato, visti gli ampi margini di crescita. Le nostre zone meritano considerazione e attenzione, oggi più di ieri”.

UN PROGETTO VIRTUOSO DI OSPITALITÀ DIFFUSA – Il progetto “Ospitar Cavareno” nasce con l’obiettivo di valorizzare il paese dell’alta Val di Non, farlo conoscere, farlo vivere in tutti i suoi aspetti.

Non si tratta solamente di un progetto turistico, ma è un’esperienza di ospitalità, una comunità che apre le porte delle proprie case e accoglie i “furesti” (stranieri) in piena tradizione trentina.

Per fare questo viene attivato un circuito che promuove l’ospitalità turistica privata attraverso la riqualificazione delle seconde case e la riattivazione del tessuto comunitario (proprietari di case, ma anche esercenti, artigiani, associazioni, privati cittadini, ecc.). Una comunità che apre le porte del proprio paese, dunque, e si dà da fare per raccontarsi.

L’obiettivo del progetto è quello di creare un sistema di ospitalità diffusa che faccia leva sul turismo per mettere a valore le seconde case e generare un circuito virtuoso di sviluppo territoriale, che possa contribuire alla manutenzione del patrimonio immobiliare e coinvolgere appunto il territorio.

Il sistema di ospitalità diffusa diventa l’occasione per valorizzare le numerose iniziative dell’associazionismo locale, creare cultura del territorio e generare opportunità occupazionali.

Il progetto è stato finanziato al 90% dalla Provincia autonoma di Trento come progetto pilota ed è promosso dal Comune di Cavareno.

Il punto da cui l’amministrazione comunale è partita è la considerazione che troppi alloggi sono inutilizzati, in un paese in cui l’accoglienza turistica potrebbe costituire comunità ed economia.

Così, ha incaricato CBS (Community Building Solutions Società Benefit, una start-up innovativa di Trento) di sviluppare un progetto di ricerca-azione che punta a coinvolgere sia i proprietari degli immobili sfitti, sia i cittadini che possono condividere professionalità e competenze o acquisirne di nuove. Ecco quindi che è nato “Ospitar Cavareno”.

Fra i numerosi partner del progetto ci sono l’Apt, la Comunità della Valle di Non, la Pro Loco, la Charta della Regola, la Cassa Rurale Novella-Alta Val di Non… ma la rete sta crescendo coinvolgendo artigiani locali, realtà commerciali, i proprietari delle seconde case e molti altri.

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