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Ambiente Abitare

L’orso approda alla libreria «Due punti» di Trento: Conoscere per non temere, ecco l’incontro con gli esperti

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Una trentina di persone hanno preso parte alla Conferenza di mercoledì 22 gennaio presso la Libreria “Due Punti” a Trento; bambini, adulti ed intere famiglie spinti dal desiderio di scoprire la vera storia dell’ orso.

Le designer Erica Malfatti e Sonia Lunardelli, hanno presentato il loro Kit didattico sull’orso bruno del Trentino, contenente i 5 oggetti, che sono stati i punti di partenza per l’approfondimento del tema.

 Il Kit didattico è stato realizzato dalle due designer di Mugrafik, in cooperazione con gli studenti dell’Istituto Artigianelli nell’ambito del progetto Design per il territorio.

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Il proprietario della Libreria, Federico Zappini, ha aperto la serata con la lettura di alcune righe del libro “Orso”, scritto da Marian Engel, che è stato molto apprezzato dai lettori.

Il primo oggetto della scatola è un modellino di orso in cartone, per costruire passo dopo passo la sua figura e la sua personalità.

A questo proposito, Alessandro De Guelmi, membro della Comm.ne Tutela Ambiente Montano della SAT, parla del Progetto di reintroduzione degli orsi, che  è stato promosso negli anni 2000 con lo scopo di ripopolare il Trentino e le Alpi centrali di questa specie.

10 infatti, sono gli animali provenienti dalla Slovenia, che sono stati introdotti in quegli anni.

Ciò nonostante, l’orso è sempre stato presente su questo territorio, proprio perché attratto dalla sua florida vegetazione, che gli permette di vivere in qualità ottimali.

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 “La sua presenza può essere osservata dalle tracce che lascia, come ad esempio i graffi ed i peli sugli alberi, i massi spostati, le orme e gli escrementi” ha affermato Alessandro.

Come secondo oggetto, le designer hanno pensato a un timbro di legno con la figura di un orso tra gli alberi, perchè se sparisse, questo sarebbe l’unico ricordo che ci rimarrebbe di lui.

Negli ultimi vent’anni siamo passati da due individui maschi iniziali ad oggi, quando se ne contano circa 70 con il succedersi della quinta generazione.

“Tanti sono gli animali che si incamminano verso i boschi sloveni – spiega l’esperto – spesso  però, vengono fermati dalla presenza di autostrade che li costringe a tornare indietro. Questo loro isolamento costituisce un problema per la sanità degli orsi, poiché ostacola una riproduzione varia.

La TAM (Tutela Ambiente Montano) punta soprattutto alla qualità degli orsi più che al numero: per questo, con il Progetto Life Ursus, vuole creare un canale di collegamento, accessibile agli orsi, tra l’Italia e la Slovenia, così da prevenire tale problema e scambiare i soggetti.

I designer e i membri della SAT

L’alimentazione è l’argomento introdotto dal sottotazza con l’immagine di una faggiolaGli orsi infatti sono ghiotti del frutto del faggio, molto importante soprattutto per gli esemplari femminili che approfittano delle sue proprietà proteiche per la gravidanza (che avviene ogni tre anni).

“Ogni cinque anni, quando questa pianta raggiunge il culmine della produzione di frutti, si registra anche un incremento del tasso di nascite degli orsi, accompagnato dalla diminuzione del numero di attacchi agli umani” suggerisce Alessandro.

Contrariamente a quanto si è portati a pensare, l’orso si nutre solamente per il 20% di carne (soprattutto carcasse e insetti), preferendo vegetali come ciliegie, mele, mais, uva e erba.

Proseguendo con il quarto oggetto, un libricino illustrato, siamo arrivati al tema del letargo. Alessandro ci ha quindi spiegato che l’orso va in ibernazione perché la sua temperatura corporea scende solo di qualche grado, al contrario di altri animali, come quella della marmotta, che si abbassa fino ad arrivare a cinque gradi.

“In questo periodo, da ottobre ad aprile, l’animale si trova in realtà in uno stato di dormiveglia, durante il quale non mangia, non beve, non defeca e non urina.” 

L’orso femmina ha però questa straordinaria qualità di partorire durante l’ibernazione e la gravidanza dura effettivamente 56 giorni, durante i quali la temperatura corporea torna allo stato normale (ovvero 37 gradi).

Oltre all’approvvigionamento, l’orso si occupa della costruzione del posto dove trascorrerà l’inverno, ovvero una tana in altura, realizzata con ramoscelli ed erba secca per sopravvivere al freddo.

L’ultimo oggetto della scatola è un campanello da suonare quando ci si addentra in un bosco e si teme l’incontro con questo grande mammifero.

A questo proposito, Massimo Vettorazzi, vice-presidente della TAM, ci ha esposto dei piccoli accorgimenti per evitare gli incontri con l’orso, come ad esempio, fare rumore (chiacchierando, anche da soli, o battendo i bastoncini) in modo che lui percepisca la nostra presenza e si allontani.

Massimo Vettorazzi

Massimo ha proseguito dicendo: “Infatti l’orso è dotato di un udito e un olfatto molto più sviluppati dei nostri ed è quindi in grado di percepire un possibile incontro con gli umani da distanze considerevoli.”

Nel caso in cui accada, si consiglia di seguire questi suggerimenti in modo da evitare un incontro che possa rivelarsi spiacevole:

  1. Rimanere calmi
  2. Non tentare di avvicinare/fotografare/seguire/toccare né lui né i suoi cuccioli
  3. Non correre per non stimolare l’inseguimento
  4. Evitare di spaventarlo provocandolo con urla o strani rumori
  5. Non fuggire se avviene un contatto fisico, ma stendersi a faccia in giù intrecciando le mani dietro al collo
  6. Non rivelarsi minacciosi tirando sassi o oggetti.

Massimo ha ricordato che l’orso ha molta più paura di quanta ne possiamo avere noi, dimostrandolo in un video dove, all’incontro con degli escursionisti, scappa facendosela addosso!

Luca D’angelo, direttore dell’APT Dolomiti Paganella, ha spiegato come i turisti, sul tema orso, si dividano in due parti molto avverse: “Molti sono coloro che seguono le sue tracce, sperando di vederlo, ma molti di più rinunciano alle bellezze del territorio per timore di trovarsi di fronte a questo grande animale.

Sarebbe quindi opportuno informare i turisti e la popolazione in modo adeguato, così da evitare comportamenti eccessivi, abbattendo gli stereotipi dell’orso cuccioloso da accarezzare, e dell’orso aggressivo da soggiogare.

 

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