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Le ultime dal Web

Rivede il nonno morto su Google Maps e scoppia in lacrime

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Spesso su Google Maps vengono riprese anche le persone.

E altrettanto spesso capita di riconoscere chi siano. La storia che state per leggere arriva da Charlotte, nella Carolina del Nord, ed è dolcissima.

Una ragazza di nome Leslie Yajaira aveva messo su internet la strada di casa dei nonni, in Messico. Con grande stupire la donna a un certo punto ha riconosciuto la sagoma del nonno, seduto davanti alla porta dell’abitazione, al riparo dal caldo estivo, morto qualche anno fa.

Leslie si è subito commossa, non era riuscita a dirgli addio e quell’immagine è come se l’avesse riportato in vita per l’ultimo saluto.

Ecco quello che ha scritto la ragazza su Twitter condividendo anche il video della street view: “È morto alcuni anni fa. Non siamo riusciti a salutarlo. Ieri abbiamo scoperto che Google Maps ha guidato nella sua fattoria ed eravamo curiosi di attraversarla: lì dove la strada finisce c’era mio nonno, seduto lì.

Non è la prima volta che succede una cosa del genere: Google Maps on questo senso è davvero una miniera di foto nascoste e, per alcuni, indimenticabili.

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I Testimoni di Geova hanno tentato di bloccare la pubblicazione di un rapporto governativo sugli abusi sessuali

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Secondo quanto afferma il quotidiano online Dutchnews, un rapporto dei ricercatori dell’Università di Utrecht sugli abusi sessuali all’interno della comunità dei Testimoni di Geova nei Paesi Bassi evidenzia che la maggior parte delle vittime non è contenta del modo in cui le loro denunce interne sono state trattate dall’organizzazione religiosa. I ricercatori hanno esaminato 751 segnalazioni di abusi, che vanno dall’incesto allo stupro, di cui 292 sono state fatte dalle stesse vittime.

Solo il 25% delle vittime ha dichiarato di essere soddisfatto del modo in cui erano state gestite le denunce dalla congregazione e solo il 27% dei casi è stato trasmesso alla polizia o ad altri funzionari.

La maggior parte delle segnalazioni riguardava abusi commessi in passato, 32 di questi negli ultimi 10 anni.

Sempre secondo Dutchnews, la filiale olandese dei Testimoni di Geova si sarebbe rivolta al tribunale per tentare di interrompere la pubblicazione del rapporto, ma giovedì i giudici olandesi hanno stabilito che dovrebbe essere pubblicato nell’interesse pubblico. I ricercatori sono stati incaricati di scrivere un rapporto a nome del ministero della giustizia olandese, a seguito delle affermazioni secondo cui le segnalazioni fatte all’organizzazione relativamente agli  abusi sessuali vengono messe a tacere, e affermano che le vittime non hanno ricevuto alcun aiuto.

Dopo che le prime rivelazioni sono state pubblicate da Trouw nel 2017, centinaia di persone appartenenti all’organizzazione si sono fatte avanti per riferire le proprie storie di abusi.

Il ministro della giustizia Sander Dekker in precedenza aveva chiesto all’organizzazione dei Testimoni di Geova di avviare una propria indagine indipendente, ma la loro organizzazione si è rifiutata di farlo, temendo di essere esposta ad una campagna mediatica denigratoria.

Il ministro avrebbe quindi commissionato il suo rapporto all’Università di Utrecht, la prima indagine del suo genere mai condotta in una comunità religiosa nei Paesi Bassi.

Il ministro si sarebbe poi lamentato, dicendo che i funzionari dell’organizzazione religiosa negano tuttora di avere la responsabilità di agire.

Il consiglio di amministrazione ha reso pubbliche le principali conclusioni dello scorso dicembre. “Invece di essere aperta e riconoscere ciò che è successo, la comunità ha cercato di interrompere la pubblicazione”, avrebbe detto Dekker in un briefing ai parlamentari.
Ha aggiunto:“Il fatto che così tante vittime indifese si sentano sole e non possano trovare la strada per un aiuto ufficiale, mi colpisce profondamente.”

“Ora desidero tenere un ultimo, urgente incontro con il consiglio di amministrazione per chiedere loro di trarre le conclusioni del rapporto”, ha affermato. Nelle loro conclusioni, i ricercatori di Utrecht avrebbero anche esortato il parlamento a redigere una nuova legislazione che richiederebbe alle comunità religiose di informare la polizia quando viene loro informato di casi di abuso. Dekker non ha menzionato questa opzione nel suo briefing.

Ricordiamo che anche la Royal Commission Australiana, (link al sito governativo Australiano, in lingua inglese) nell’ambito dell’inchiesta sui casi di pedofilia “insabbiata” nelle varie organizzazioni religiose, aveva ammonito qualche anno fa l’organizzazione dei Testimoni di Geova.

Il membro del direttivo dei Testimoni di Geova, Goffrey Jackson

Dalla deposizione davanti la commissione del membro del “corpo direttivo” Goffrey Jackson, erano emerse sconcertanti procedure interne, attuate dalla stessa organizzazione, in relazione a migliaia di casi di pedofilia mai denunciati alle autorità.

Link alla fonte (in inglese)

Link al sito istituzionale del rapporto sui casi di abusi sessuali (in olandese)

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La storia del bimbo che studia al freddo per strada ha commosso il mondo

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Angelo Barreda è un bimbo argentino di 12 anni che ogni giorno, dopo la scuola, raggiunge i genitori che lavorano come venditori ambulanti.

Pur di stare con loro, il bimbo deve ingegnarsi ogni giorno per poter fare i compiti.

Così, ben coperto per proteggersi dal freddo pungente, si siede su una fioriera per strada e improvvisa una scrivania.

Per strada le distrazioni sono tante: le grida dei venditori, la folla che non di rado urta la sua sedia, le temperature gelide dell’inverno. Eppure Angelo è uno studente davvero determinato.

A far diventare famosa sul web la sua storia è stata una donna che lavora nelle vicinanze, che ha scattato questa foto e l’ha postata sui social, parlando di Angelo come di un esempio di determinazione.

Nel giorno in cui la foto è stata scattata fuori c’erano 4 gradi, ma il bimbo doveva concentrarsi per affrontare un test d’inglese, poi superato con un ottimo voto: 9 e mezzo!

Quando la foto è diventata virale, il papà di Angelo è stato intervistato.

L’uomo ha dichiarato di credere moltissimo nelle potenzialità di suo figlio e di sperare che questa improvvisa notorietà possa aiutarlo anche ad ottenere una borsa di studio, perché loro purtroppo non potranno pagare i suoi futuri studi.

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Con un tasso alcolemico 11 volte oltre il consentito si schianta sul muro di una casa. Il Video

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Il video è stato pubblicato mesi fa sulla pagina di «Average Veneto Guy» ed è diventato subito virale in poco tempo con oltre 4.000 mi piace e numerose condivisionei che hanno invaso il web. Il video ritrae le «avventure» di una Panda il cui conducente con in corpo un tasso alcolemico di 6,25 g/litro, cioè circa quasi 11 volte il consentito dalla legge ne combina di tutti i colori.

Il conducente della Panda dopo aver invaso più volte la corsia opposta ed essere stato fortunato nel non trovare mezzi in transito in quel momento, perde definitivamente il controllo della sua utilitaria schiantandosi addosso al muro di una casa senza nemmeno tentare la frenata.

L’incidente è successo in provincia di Belluno in pieno giorno e in un tratto di strada molto frequentato da persone e ragazzi che vanno a scuola. Seppur diffuso molti mesi fa rimane comunque di grande attualità visto i continui fatti di cronaca nera che non accennano a diminuire. Della serie: manteniamo alta l’attenzione e che le immagini insegnino….

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