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Politica

Paoli (Lega): «Ianeselli rinnova la triste tradizione dei sindacalisti di sinistra che entrano in politica»

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Nella giornata di oggi Ianeselli ha rassegnato le dimissioni da segretario della CGIL.

Sarà infatti lui il candidato sindaco del centro sinistra alle prossime elezioni comunali del 3 di maggio 2020.

La sua candidatura ha creato però alcuni malumori nello stesso centro sinistra dove il PATT rischia di spaccarsi. Critiche sono arrivate anche da #InMovimento che ha criticato la scelta del PATT che ha tradito il progetto del Polo Territoriale.

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Sono in molti a pensare anche che il Sindacato sia diventato ormai una sorta di pista di lancio per arrivare alla politica, quella di sinistra.

Dopo l’investitura di Ianeselli è arrivato anche l’attacco del consigliere provinciale della Lega Denis Paoli: «le dimissioni di Ianeselli sono un atto che da sempre abbiamo ritenuto doveroso e rispettoso nei confronti di tutti quei lavoratori che per un intero anno hanno assistito a un Segretario che invece di occuparsi dei diritti dei lavoratori si è concentrato fondamentalmente sulla sua immagine di futuro candidato Sindaco a Trento».

La sua designazione non ha stupito il carroccio, «lo sapevamo già da tempo e anzi già lo scorso dicembre il Capogruppo della Lega Salvini Trentino, Mara Dalzocchio, aveva chiesto le sue dimissioni» – afferma ancora Paoli

La Cgil ha diffuso un comunicato dove afferma che: «In un momento storico in cui prevale l’individualismo e la soddisfazione delle proprio tornaconto personale, anche a scapito di chi è più debole, Franco ha sempre tenuto ancorato il sindacato a quei valori di solidarietà, accoglienza e uguaglianza in cui tutti noi ci riconosciamo».

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Secondo Denis Paoli: «Mai frasi meno adatte sono state pronunciate per identificare una persona che nel 2018 era già in aria di candidatura e ha utilizzato impropriamente una struttura a difesa dei lavoratori per tornaconto personale.  Dispiace solo vedere ancora una volta un Partito Autonomista Trentino Tirolese in balia di una frangia di persone che sono dichiaratamente di sinistra e che – nonostante si vogliano presentare come il cambiamento – nei fatti sono quella stessa struttura che da oltre vent’anni guida la città di Trento. Si rispetta comunque la loro decisione di stare al fianco di quella coalizione che, a livello nazionale, vanta al suo interno persone che volevano distruggere la nostra autonomia: sono sicuro che da un vero autonomista simile scelta non verrà sostenuta» – Conclude il consigliere provinciale della Lega

 

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Politica

La Calabria passa al centro destra, fallito l’attacco di Salvini in Emilia Romagna. Evaporati i cinque stelle

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Ieri domenica 26 gennaio si è votato in due Regioni italiane, l’Emilia-Romagna e la Calabria.

Entrambe erano amministrate, fino a ieri, dal centrosinistra: i governatori erano Stefano Bonaccini e Mario Oliverio.

I risultati del voto — a pochi seggi da scrutinare – danno vittoriosa in Calabria Jole Santelli del centrodestra con un nettissimo vantaggio

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In Emilia-Romagna, dove le sezioni scrutinate sono oltre 4200 su un totale di 4520, Bonaccini è al 51,33 per cento; Borgonzoni al 43,76; Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,4%.

Il Partito democratico si conferma primo partito, con il 34,6 per cento; la Lega è seconda con il 31,96 per cento.

I 5 Stelle sono fermi al 4,7 per cento: alcuni elettori pentastellati hanno votato in modo disgiunto (la lista del partito, ma Bonaccini presidente). I grillini nelle precedenti elezioni erano arrivati al 28%

In ogni caso, il risultato del Movimento, in una delle Regioni storicamente più importanti per i 5 Stelle, è drammatico. Male anche Forza Italia che si è fermata al 2,2 %

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In Calabria, dove le sezioni scrutinate sono invece ancora meno di 2000 su 2420, Santelli è al 56 per cento, Filippo Callipo (centrosinistra) al 30,1%; Francesco Aiello (5 Stelle) al 7,37%. Il primo partito è, anche qui, il Pd, con il 15,96%; Forza Italia è seconda con il 12,56%, seguita dalla Lega al 12 per cento e da Fratelli d’Italia (11,14%).

Il movimento cinque stelle potrebbe non entrare nemmeno in consiglio provinciale visto lo sbarramento all’8% in una regione dove nelle precedenti elezioni aveva superato il 26%

Fallito quindi l’attacco di Matteo Salvini all’Emilia Romagna che nonostante la grande affluenza (67,67% contro il 36,9% delle amministrative del 2014) rimane nella mani del centro sinistra. Per il centro destra si tratta certo di un grande risultato ma che non è però servito per governare una regione dove la lega primeggia in molti centri importanti.

Il drammatico risultato del movimento cinque stelle potrebbe ora influire sulla tenuta del governo vista la debolezza raggiunta nei consensi delle due tornate elettorali. L’incongruenza di un partito che rimane il primo in parlamento, anche se ha perso 31 deputati, nonostante sia ormai sparito dal paese. Ora il PD presenterà il conto e si mangerà quello che rimane dell’ormai ex partito di Grillo. 

Ora si guarda alle prossime elezioni in Toscana, Puglia e Basilicata e alle comunali in Trentino dove il 3 di maggio 2020 si voterà per eleggere tutti i nuovi sindaci della regione.

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Politica

Emilia Romagna, prima proiezione: centro sinistra avanti

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Alle 23.00 è iniziato lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Nella prima proiezione sui dati reali il centro sinistra avanti con una forbice del 48,6 al/52%  mentre il centrodestra si ferma al 40/44%. Il campione preso in esame è del 3%. Il margine di errore non è superiore al 2%. Quindi la forbice fra i due concorrenti comincia ad essere ampia.

I due contendenti sono praticamente alla pari in una volata che probabilmente durerà fino a tarda notte. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio. Crollo del movimento cinque stelle che è al 2/4%

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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Politica

Elezioni Emilia Romagna: primo exit pool, Bonaccini avanti

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Alla chiusura delle urne arrivano i primi risultati degli exit pool sui risultati delle elezioni provinciali dell’Emilia Romagna. 

Il primo exit pool da il centro sinistra avanti con una forbice del 47/51%  mentre il centrodestra si ferma al 44/48%.

I due contendenti sono praticamente alla pari. Da ricordare che gli exit pool sono puramente informativi e non costituiscono dati reali.

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Dalle 23.00 è in corso lo spoglio che porterà verso le 2.00 del mattina alla nomina del presidente dell’Emilia Romagna.

I primi risultati reali sullo spoglio saranno diffusi fra circa un’ora attraverso la prima proiezione. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio.  

Fin da stamane l’affluenza è stata in continua crescita per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna che oggi è al centro di tutta Italia per l’importanza del suo risultato che potrebbe influire sull’andamento del governo romano.

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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