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Politica

Un anno senza «Obelix»: la Lega trentina riunita al Passo Brocon per ricordare Enzo Erminio Boso

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Nella giornata di ieri, 12 gennaio 2020, ad un anno dalla scomparsa del senatore Enzo Erminio Boso, i rappresentanti della Lega del Trentino si sono ritrovati in Tesino per alcuni momenti legati al suo ricordo.

Dopo la Santa Messa a Pieve Tesino, paese natale di Boso, ma anche di Degasperi, i numerosi leghisti intervenuti hanno visitato la tomba in cimitero e poi ricordato “Oberlix” con un passaggio nelle vie della frazione per ricordarlo assieme ai suoi paesani, per cui è sempre stato un importante punto di riferimento.

A seguire i militanti e simpatizzanti del movimento del carroccio sono saliti al Passo Brocon, meta di molti incontri organizzati da Boso negli anni, con vari rappresentanti Lega nelle più alte istituzioni nazionali, per un pranzo in allegria.

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Durante tutta la giornata è stato ricordato il prezioso lavoro di Boso, leghista della prima ora, con aneddoti e memorie sparse di tante attività condivise sul territorio.

A fine pranzo, un video di Gianni Festini Brosa ha fatto rivivere alcuni momenti e discorsi importanti del senatore, ancora vivo per ogni leghista, che con la sua lungimiranza e grande amore per il Trentino ha saputo dedicarsi con tutto se stesso al rispetto per le tradizioni dei territori e alla crescita dei giovani per essere “buoni leghisti e buoni amministratori nel rispetto della gente comune.

Con il suo esempio prosegue l’esperienza di molti suoi “allievi” oggi amministratori, presenti in sala assieme a tanti che si apprestano a intraprendere questo percorso; presenti il Presidente Fugatti, il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher, i componenti della giunta e del consiglio oltre i quattro deputati Lega ed esponenti della coalizione.

La segretaria della sezione del Tesino, on. Martina Loss ha fatto gli onori di casa e ricordando come Boso sia vivo nel cuore di molti, augurando buon lavoro a tutti i rappresentanti istituzionali, ha dato appuntamento all’anno prossimo.

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Erminio Boso (detto anche Enzo) uno dei fondatori della Lega era morto nella notte del 12 gennaio 2019 per un attacco cardiaco.

Aveva 73 anni, era nato il 9 luglio 1945 a Pieve Tesino, ed era stato uno dei militanti della prima ora quando Bossi fondo la prima lega nord padana.

Era stato senatore nella XI legislatura, la più breve in assoluto caduta sotto i colpi di tangentopoli e nella  XII Legislatura, dal 1992 al 1996 con il premier Silvio Berlusconi.

Nel 1997  era stato eletto nel Parlamento della Padania.

Nel 1998 era stato eletto al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ed è stato poi rieletto nel 2003.

Dichiaratamente euroscettico e anti-americano, era stato candidato alle Elezioni europee del 2004, ottenendo circa 10 mila preferenze nella circoscrizione nord-orientale per la Lega Nord.

A giugno 2008 venne proclamato europarlamentare, subentrando a Gian Paolo Gobbo, e si iscrisse al gruppo parlamentare Indipendenza/Democrazia.

Il 9 novembre 2013 dichiarò la sua volontà di candidarsi come segretario nazionale della Lega Nord, proponendo un programma che prevede la fine del “partito da salotto” e l’abbandono di ogni alleanza elettorale dei padani. Successivamente non risultò candidato.

In vista delle europee del 2014 la Lega Nord presentò la sua candidatura nella circoscrizione Italia nord-orientale, dove ottenne circa 3300 preferenze, non abbastanza per risultare eletto.

Boso si era candidato anche nelle ultime elezioni amministrative della provincia di Trento il 21 ottobre ma senza fortuna.

Lui, che era un sognatore e che aveva combattuto da sempre per un Trentino leghista, ha fatto in tempo a vedere Maurizio Fugatti, suo pupillo da sempre, insediarsi come governatore del Trentino.

 

 

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Politica

La Calabria passa al centro destra, fallito l’attacco di Salvini in Emilia Romagna. Evaporati i cinque stelle

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Ieri domenica 26 gennaio si è votato in due Regioni italiane, l’Emilia-Romagna e la Calabria.

Entrambe erano amministrate, fino a ieri, dal centrosinistra: i governatori erano Stefano Bonaccini e Mario Oliverio.

I risultati del voto — a pochi seggi da scrutinare – danno vittoriosa in Calabria Jole Santelli del centrodestra con un nettissimo vantaggio

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In Emilia-Romagna, dove le sezioni scrutinate sono oltre 4200 su un totale di 4520, Bonaccini è al 51,33 per cento; Borgonzoni al 43,76; Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,4%.

Il Partito democratico si conferma primo partito, con il 34,6 per cento; la Lega è seconda con il 31,96 per cento.

I 5 Stelle sono fermi al 4,7 per cento: alcuni elettori pentastellati hanno votato in modo disgiunto (la lista del partito, ma Bonaccini presidente). I grillini nelle precedenti elezioni erano arrivati al 28%

In ogni caso, il risultato del Movimento, in una delle Regioni storicamente più importanti per i 5 Stelle, è drammatico. Male anche Forza Italia che si è fermata al 2,2 %

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In Calabria, dove le sezioni scrutinate sono invece ancora meno di 2000 su 2420, Santelli è al 56 per cento, Filippo Callipo (centrosinistra) al 30,1%; Francesco Aiello (5 Stelle) al 7,37%. Il primo partito è, anche qui, il Pd, con il 15,96%; Forza Italia è seconda con il 12,56%, seguita dalla Lega al 12 per cento e da Fratelli d’Italia (11,14%).

Il movimento cinque stelle potrebbe non entrare nemmeno in consiglio provinciale visto lo sbarramento all’8% in una regione dove nelle precedenti elezioni aveva superato il 26%

Fallito quindi l’attacco di Matteo Salvini all’Emilia Romagna che nonostante la grande affluenza (67,67% contro il 36,9% delle amministrative del 2014) rimane nella mani del centro sinistra. Per il centro destra si tratta certo di un grande risultato ma che non è però servito per governare una regione dove la lega primeggia in molti centri importanti.

Il drammatico risultato del movimento cinque stelle potrebbe ora influire sulla tenuta del governo vista la debolezza raggiunta nei consensi delle due tornate elettorali. L’incongruenza di un partito che rimane il primo in parlamento, anche se ha perso 31 deputati, nonostante sia ormai sparito dal paese. Ora il PD presenterà il conto e si mangerà quello che rimane dell’ormai ex partito di Grillo. 

Ora si guarda alle prossime elezioni in Toscana, Puglia e Basilicata e alle comunali in Trentino dove il 3 di maggio 2020 si voterà per eleggere tutti i nuovi sindaci della regione.

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Politica

Emilia Romagna, prima proiezione: centro sinistra avanti

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Alle 23.00 è iniziato lo spoglio delle elezioni regionali in Emilia Romagna. Nella prima proiezione sui dati reali il centro sinistra avanti con una forbice del 48,6 al/52%  mentre il centrodestra si ferma al 40/44%. Il campione preso in esame è del 3%. Il margine di errore non è superiore al 2%. Quindi la forbice fra i due concorrenti comincia ad essere ampia.

I due contendenti sono praticamente alla pari in una volata che probabilmente durerà fino a tarda notte. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio. Crollo del movimento cinque stelle che è al 2/4%

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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Politica

Elezioni Emilia Romagna: primo exit pool, Bonaccini avanti

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Alla chiusura delle urne arrivano i primi risultati degli exit pool sui risultati delle elezioni provinciali dell’Emilia Romagna. 

Il primo exit pool da il centro sinistra avanti con una forbice del 47/51%  mentre il centrodestra si ferma al 44/48%.

I due contendenti sono praticamente alla pari. Da ricordare che gli exit pool sono puramente informativi e non costituiscono dati reali.

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Dalle 23.00 è in corso lo spoglio che porterà verso le 2.00 del mattina alla nomina del presidente dell’Emilia Romagna.

I primi risultati reali sullo spoglio saranno diffusi fra circa un’ora attraverso la prima proiezione. Per i risultati della Calabria  il candidato del centro destra è nettamente in vantaggio.  

Fin da stamane l’affluenza è stata in continua crescita per le elezioni regionali dell’Emilia Romagna che oggi è al centro di tutta Italia per l’importanza del suo risultato che potrebbe influire sull’andamento del governo romano.

Il risultato totale dell’affluenza secondo i dati finali forniti dal Viminale in Emilia Romagna è del 65,12% riferita al totale di 328 sezioni contro il 35,90% delle elezioni del 2014

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