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Cani Gatti & C

Impianto ittiogenico di Rovereto: continua l’indagine genetica su parte dei riproduttori di Trota Marmorata

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La trota marmorata è caratteristica ed esclusiva dei bacini fluviali adriatici subalpini italiani e sloveni.

Il suo areale, originale, va dai torrenti, anche di alta quota, ai corsi d’acqua del piano ed ai bacini lacustri di grandi dimensioni (grandi laghi subalpini), che sfociano nel mare Adriatico.

Le caratteristiche più evidenti della trota marmorata riguardano la taglia e la livrea. La taglia è grande rispetto alle altre trote può superare il metro di lunghezza e i venti chili di peso.

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La livrea della trota marmorata è caratterizzata da un’alternanza di macchie chiare e scure, irregolari e spesso fuse tra loro, che formano un disegno intricato definito “marmorizzatura“, da cui deriva il nome comune del pesce.

La specie è in serio pericolo sia per l’alterazione dei naturali habitat sia per l’introduzione di specie affini, le quali si ibridano riducendo gli esemplari geneticamente puri.

Questa specie ha sempre popolato l’Adige e il Leno, anche nei nostri fiumi era ormai molto rarefatta. L’Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina è dal 2000 che persegue il progetto di recupero della specie con i due impianti ittiogenici e dai censimenti effettuati in natura si può considerare che la popolazione ha raggiunto un discreto livello.

Uno dei problemi più grossi nell’allevamento di individui da rilasciare in ambiente naturale è l’ibridazione e la rusticità degli stock di riproduttori.

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L’associazione ben conscia di questo in passato aveva già effettuato indagine genetica con buoni risultati.

A distanza di dieci anni l’Associazione Pescatori Dilettanti Vallagarina ha ritenuto necessario effettuare un nuovo controllo e ha autonomamente promosso, con il contributo finanziario del Comune di Rovereto e con il supporto scientifico dell’Unita di Genetica della Conservazione della Fondazione Edmund Mach, un’indagine genetica su parte dei riproduttori di Trota Marmorata mantenuti presso il proprio impianto ittiogenico di Rovereto.

L’indagine ha evidenziato un eccellente stato di integrità genetica degli individui analizzati, nei quali le tracce di ibridazione con la Trota fario Atlantica sono estremamente limitate o addirittura non rilevabili.

Un risultato altrettanto interessante è stato ottenuto su un limitato numero di individui selvatici (che servono per mantenere la rusticità e la distanza parentale) catturati e analizzati (senza alcun danno per gli animali stessi) in Adige durante la fase riproduttiva.

I risultati hanno evidenziato in questo caso i limiti dell’utilizzo del fenotipo come unico criterio di selezione dei riproduttori selvatici di Trota marmorata, con esclusione degli ibridi.

Il prelievo in natura di riproduttori è infatti previsto dai protocolli di gestione degli impianti ittiogenici definiti dall’Ufficio competente della Provincia Autonoma di Trento e finalizzati alle pratiche di rinsanguamento dei parchi riproduttori, al fine di evitare perdita di diversità genetica autoctona e effetti di domesticazione.

Questo nuovo approfondimento scientifico sulla qualità delle nostre trote e sulla validità del lavoro che stiamo compiendo da decenni è stato possibile grazie al sostegno del Comune di Rovereto, il cui assessorato all’ambiente ha dimostrato una sensibilità non scontata nei confronti degli ambienti acquatici e degli animali che li popolano.

Articolo realizzato in collaborazione con Stefano Martini – Presidente Ass. Pescatori Dilettanti Vallagarina

 

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Porta il coniglio in business class: le foto diventano virali

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Nonostante il viaggio sia avvenuto alla fine del 2018, le foto di un volo San Francisco-Giappone hanno iniziato a fare il giro del mondo soltanto qualche giorno fa dopo essere apparse su Metro.co.uk.

Un’imprenditrice giapponese di casa a San Francisco, Takako Ogawa, ha infatti registrato la sua coniglietta di 8 anni come animale di supporto emotivo (pagando circa un centinaio di dollari) per evitare di farle fare il volo in stiva.

Come è ben risaputo, i conigli sono animali molto delicati e, in effetti, all’età di otto anni non è certo sicuro farli viaggiare nella stiva di un aereo, in un ambiente comunque stressante e lontano dal proprio padrone.

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Per una fortuita coincidenza, inoltre, il posto vicino a quello di Takako Ogawa si è rivelato essere libero: subito Coco, questo il nome della coniglietta, ha avuto modo di esplorare il “suo” sedile e di rilassarsi per tutte le 11 ore della durata del volo.

Subito l’animaletto è diventato il beniamino delle hostess che le hanno portato da bere e qualche dolcetto.

Complice anche il fiocchetto fattole indossare da Takako Ogawa, Coco sembrava proprio una coniglietta bella, viziata e nata per vivere nel lusso dei viaggi in aereo in prima classe.

Questo volo, però, non è stato il primo viaggio in aereo di Coco: nel 2015 aveva infatti fatto la tratta inversa sempre insieme alla sua proprietaria.

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Questa radiografia (inquietante) mostra tutti i problemi di un Carlino

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Questa foto di recente è stata ricondivisa su tantissime bacheche e, in molti casi, ha fatto anche sorridere. Ma ciò che mostra è tutt’altro che divertente.

Si tratta di una radiografia postata su Twitter dall’attore e comico Andy Richter con una didascalia che dice semplicemente: “Il Carlino del mio amico è andato dal veterinario“.

Il post è diventato immediatamente virale, ottenendo in poco tempo oltre 16 mila Retweet e 132 mila Mi piace. 

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In tantissimi hanno riso di quell’aspetto buffo, assimilandolo a quello di un alieno o a personaggi divertenti dei cartoons. Ma qualcuno è andato oltre.

I carlini sono tra le razze di cani più amate e più adottate. E molto del loro “successo” lo devono alla selezione umana che ha cambiato il loro aspetto rendendolo così carino, dolce e buffo. L’uomo lo ha reso “più simile ad un bambino che ad un cane“, afferma il dottor Cowlam, “ma questo non è vantaggioso per l’animale“.

Nel determinare questa mutazione fisica, che segue le logiche dell’estetica, l’uomo non ha tenuto conto delle problematiche fisiche che rendono questa razza soggetta a tantissimi problemi di salute.

Parliamo di problemi respiratori, problemi agli occhi, epilessia, insufficienza di flusso di sangue alla testa, allergie, problemi alle ossa e difficoltà a partorire.

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Bowie, il gattino con gli occhi diversi diventa una star del web

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E’ conosciuto anche con il soprannome di “Duca Bianco“, celebre personaggio e alter ego creato da lui stesso nell’album Station to Station del 1976.

Stiamo parlando di David Bowie, cantautore e attore tra i più influenti della scena pop e rock, scomparso nel gennaio 2016 a 69 anni appena compiuti.

Impossibile dimenticare la sua figura originale ed eccentrica, che ha lasciato alle sue spalle un’incredibile eredità musicale che il mondo non dimenticherà tanto facilmente.

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Intorno a lui, infatti si è creata una vera e propria “aura” mitica, portata avanti da molti fan. Come Maria Lloret, ragazza spagnola di Alicante, che ha dedicato a David Bowie un tributo tutto suo. Come? Attraverso il suo particolarissimo amico gatto!

Bowie, per Maria, non è solo il nome del cantautore inglese, ma anche quello del suo gattino. Si tratta di un felino abbandonato e fortunatamente salvato da una clinica veterinaria spagnola. Quando la ragazza lo ha incontrato, è stato subito amore a prima vista, e ha capito che doveva prenderlo con lei.

Il motivo è immediatamente visibile guardando le foto del micio: si tratta di una creatura dall’aspetto davvero originale. Iniziando dai suoi occhi, di due colori diversi, uno azzurro e uno verde (come si credeva fossero quelli di David Bowie), passando per il suo pelo, caratterizzato da una singolare macchia scura al centro del muso, nonché da altre simili presenti sul resto del corpo.

E il carattere di questo felino è altrettanto particolare: Bowie è giocoso, affettuoso, vivacissimo e anche un po’ impertinente. Ama giocare e “sfoggiare” il suo fascino unico davanti all’obiettivo della fotocamera, ogni qualvolta la sua amica umana decide di immortalarlo

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Maria lo ama a tal punto che ha creato un blog e una pagina Instagram dedicati a lui. Qui, per la gioia dei moltissimi followers che lo seguono, racconta e immortala tutte le avventure quotidiane del suo splendido gatto.

L’obiettivo di Maria, da grande amante degli animali, è anche quello di sensibilizzare, con le sue condivisioni, sempre più persone ad aiutare e adottare gatti e cani in difficoltà, che magari hanno bisogno solo di un po’ di calore e di affetto per ritrovare la felicità. Auguriamo a lei e al suo splendido Bowie tutto il meglio!

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