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Italia ed estero

Paura per Brumotti accoltellato a Monza dagli spacciatori

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Brumotti si trovava da ieri a Monza per documentare la situazione legata allo spaccio di droga in alcune zone della città.

Poco prima dell’aggressione si trovava all’altezza dei giardinetti di via Azzone Visconti, zona molto nota per lo spaccio, nonostante la massiccia presenza e i numerosi controlli delle forze dell’ordine.

Verso le 14, mentre giravano il filmato Brumotti e il suo cameramen sono stati aggrediti da alcune persone armate di coltello.

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Fortunatamente, vista l’estrema delicatezza del servizio, sia Brunotti che il suo cameraman indossavano un giubbotto antiproiettile, avvertenza questa che ha salvato la vita all’inviato di Striscia la notizia.

La coltellata infatti, è riuscito a lacerare solo la stoffa del giubbotto senza raggiungere per fortuna in petto.

Una coltellata che se fosse andata a segno, avrebbe provocato una ferita gravissima se non la morte dell’inviato.

Il cameraman invece è stato colpito ad una gamba zona purtroppo non protetta, ma non si hanno notizie gravi del suo stato di salute.

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Sul posto sono intervenuti immediatamente la Croce Rossa e agenti della Polizia di Stato, ma gli aggressori, di cui al momento non è stata resa nota la nazionalità, erano già in fuga.

Da tempo il campione di Bike Trial, si è specializzato nei servizi sulle zone dello spaccio, e come dicevamo – purtroppo – non è la prima volta che viene aggredito dagli spacciatori disturbati dalla sua presenza e soprattutto dalle telecamere.

Su questa ultima vicenda è intervenuto anche l’ex ministro dell’interno Matteo Salvini che ha condiviso la notizia su Twitter: “Tutta la mia solidarietà a @brumottistar e alla troupe di @Striscia per la vile aggressione subita. Spacciatori delinquenti maledetti”.

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Italia ed estero

È morto Kobe Bryant la leggenda del basket americano

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È morto Kobe Bryant. Il grandissimo campione di basket si trovava a bordo del suo elicottero personale quando è avvenuto un incidente.

Il mezzo, che contava anche altre quattro persone a bordo, si è schiantato per cause ancora da accertare.

L’incidente aereo ha avuto luogo in California, insieme a lui è deceduta anche una delle sue figlie, una sua amica, suo padre e il pilota.

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La figlia Gigi (Gianna) stava andando a giocare alla Mamba Sports Academy.

La figlia aveva ereditato l’amore per il basket, a 13 anni era un gran talento, da papà orgoglioso la spronava, non si perdeva una sua partita.

Intorno alle 10 del mattino, ora locale, le 19 italiane, il velivolo avrebbe preso fuoco e sarebbe precipitato a Calabasas (città nella contea di Los Angeles), rendendo inutili i primi soccorsi

Le cause dell’incidente sono ancora ignote e la polizia sta al momento lavorando proprio per capire la natura dell’incidente.

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Per Kobe Bryant era un abitudine quella di spostarsi con il suo elicottero privato (un Sikorsky S-76), e lo usava spesso anche quando era ancora in attività e doveva trasferirsi dalla sua residenza di Newport Beach fino allo Staples Center di Los Angeles.

Il campione aveva studiato in Italia dai 6 fino ai 13 anni seguendo il padre che aveva giocata nella massima divisione di Basket.

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Italia ed estero

Virus Misterioso Cina: bilancio sale a 58 morti, le autorità ammettono: «situazione grave»

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C’è una prima vittima a Shanghai e una delle maggiori piazze finanziarie mondiali trema per il possibile contagio con 40 casi accertati.

Dopo Pechino, Tianjin, Xi’an e la provincia di Shandong hanno proclamato lo stop dei mezzi pubblici a lunga percorrenza. In questo momento sono circa 60 milioni le persone tenute in quarantena che non possono muoversi. Le strade sono semi deserte

Chiude Disneyland Hong Kong, gli americani avviano l’evacuazione dei propri connazionali, la Peugeot quella del proprio staff.

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Intanto un malato è sotto osservazione a Toronto, in Canada.

Il presidente Xi Jinping ha ammesso che la situazione è ‘grave’ e l’epidemia del coronavirus ‘accelera’. Ma assicura: ‘Ce la faremo’.

Il bilancio sale intanto a 58 vittime con 2.000 infetti. È l’ultimo bilancio diffuso dalle autorità, salito a poche ore dall’ultimo bollettino.

Nelle ultime 24 ore, sono morte altre diciassette persone e almeno 688 nuovi casi sono stati confermati, secondo la Commissione nazionale per la Salute. Dei nuovi decessi, 13 si sono verificati nella provincia di Hubei, quella di Wuhan, al centro dell’epidemia. oltre 400 persone sarebbero inoltre in condizioni critiche

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La situazione è sempre più drammatica mentre sembra ormai accertato che il virus sia sfuggito al controllo da un laboratorio dove si stavano sperimentando armi chimiche.

Due le ipotesi: che il virus sia uscito dal laboratorio attraverso le prese d’aria dell’impianto di condizionamento oppure che qualcuno all’interno non abbia preso le necessarie precauzioni trasferendolo inavvertitamente all’esterno.

Ma arrivano anche altre nefaste notizie.

Sul noto sito medicalfact.it, citando The Lancet una delle riviste scientifiche più prestigiose viene spiegato che l’infezione può essere diffusa da persone che non hanno alcun sintomo e non hanno febbre.

Segno di un virus che colpisce “a volto coperto“, che si conosce molto poco ma che di sicuro ha una velocità diffusione che forse le organizzazioni sanitarie hanno finora sottostimato.

Lo studio pubblicato da The Lancet ha ricostruito la storia della trasmissione del virus 2019 n-CoV all’interno di un piccolo gruppo di sei individui (cinque dei quali della stessa famiglia) e indica come i tempi di incubazione possano variare da individuo a individuo, evidenziando il caso del bambino di dieci anni portatore del virus pur non mostrando alcun sintomo.

L’articolo rileva inoltre che rari casi casi di trasmissione asintomatica erano stati segnalati anche nella Sars, l’infezione da coronavirus emersa nel 2002-2003 e che nel caso del virus 2019 n-CoV potrebbero essere “una possibile fonte di trasmissione dell’epidemia”. Per questo, rilevano gli autori della ricerca, “sarebbero necessarie ulteriori ricerche sui casi asintomatici” ed “è cruciale isolare i pazienti, tracciare e mettere in quarantena i contatti prima possibile”.

 

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Italia ed estero

Virus misterioso Cina, morti salgono a 41. Fonti parlano di situazione drammatica

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Il coronavirus continua a far paura. In Cina l’allarme resta altissimo.

Le autorità  hanno disposto la chiusura di alcune sezioni della Grande Muraglia, oltre a imporre il blocco ai trasporti pubblici in molte città: sono 56 milioni i cittadini intrappolati.

I morti salgono a 41, con una seconda vittima fuori dall’area dell’epicentro. Stop per Disneyland Shanghai.

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Secondo alcune fonti il virus potrebbe essersi diffuso da un laboratorio della città di Wuhan e non dal mercato ittico come precedentemente dichiarato dal governo cinese. 

A Tgcom24 il direttore Liquori ha parlato per la prima volta di situazione drammatica e del fatto che i morti sarebbero migliaia e non 41 come ufficializzato dal governo cinese.

Il virus sarebbe sfuggito al controllo in un laboratorio di Wuhan, l’unico presente sulla terraferma. Gli altri laboratori infatti sono stati costruiti su piattaforme in mezzo al mare per appunto scongiurare il pericolo di contagio.

Il governo cinese ha reso noto che i casi di contagio accertati sono più di 900. La Commissione sanitaria nazionale ha aggiunto che i casi sospetti al momento sono 1.072.

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Nessuno degli italiani presente a Wuhan è contagiato Nessuno degli italiani nella città cinese di Wuhan, focolaio del virus, è al momento rimasto contagiato. A chiarirlo, in una nota, è l’ambasciata italiana a Pechino, che è “in costante contatto con tutti i connazionali presenti” nella città. Anche “la signora Petra Vidali“, che era stata posta in quarantena perché presentava sintomi simili a quelli del coronavirus, “è stata nuovamente interpellata e conferma di stare bene”.

Dalla Farnesina arriva l’invito a tutti i cittadini italiani che intendono andare in Cina di evitare il viaggio perché per il momento ci sono garanzie per la propria salute.

Accertati due casi in Francia – Il ministro della Sanità francese, Agnes Buzyn, ha annunciato che due casi di coronavirus cinese sono stati accertati ieri in Francia, a Parigi e a Bordeaux. Lo riferisce Le Figaro. Più tardi è arrivata anche la notizia di un terzo paziente ricoverato, sempre confermata dal Ministero.

In particolare, “il paziente di Bordeaux ha 48 anni, tornava dalla Cina ed era passato per la città di Wuhan. Ha lamentato i sintomi il 23 gennaio”, ha riferito il ministro. Il paziente “è ospedalizzato da ieri a Bordeaux, in una camera isolata. È stato in contatto con una decina di persone dal suo arrivo in Francia”. L’uomo, di origine cinese, risiede nel dipartimento della Gironda ed era andato a Wuhan per ragioni di lavoro.

Del paziente contagiato dal coronavirus a Parigi, e che si trova ricoverato all’ospedale Bichat, si hanno al momento minori dettagli: “Sappiamo che questa persona ha fatto un viaggio in Cina, ma non sappiamo se abbia soggiornato a Wuhan”, ha riferito ancora il ministro della Sanità. Discorso simile per il terzo caso, anch’esso di ritorno da un volo proveniente dal Paese asiatico.

Confermato il secondo caso negli Stati Uniti – Nel frattempo le autorità sanitarie americane hanno confermato il secondo caso di coronavirus negli Stati Uniti. Si tratta di una donna di Chicago tornata dalla città cinese di Wuhan, dove si trova il focolaio dell’infezione.

Chiuse parti delle Grande Muraglia e Disneyland Shanghai – Le autorità hanno disposto la chiusura di alcune sezioni della Grande Muraglia per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Anche Disneyland Shanghai ha annunciato la chiusura della struttura per “garantire la salute e la sicurezza dei nostri ospiti”. La misura sarà effettiva a partire da venerdì 25 gennaio.

Trasporti pubblici bloccati in diverse città Le autorità hanno anche imposto il blocco ai trasporti pubblici in diverse città. Salgono così a 35 milioni i cittadini coinvolti dai blocchi nel Paese a seguito dell’epidemia di coronavirus.

Al via lavori per la costruzione di un ospedale di emergenza A Wuhan è corsa contro il tempo per costruire un ospedale da 1.000 posti letto. Lo riferisce il Guardian. Operai e bulldozer sono al lavoro su un’area precedentemente destinata a centro vacanze. Secondo i media cinesi, ci vorranno dieci giorni per completarlo. Nel 2003, all’epoca dell’emergenza Sars, 7.000 operai completarono l’ospedale Xiaotangshan, nei sobborghi di Pechino, in solo una settimana

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